 | 👉 MIRELLA MONTANARELLA PRESENTA IL LIBRO "UNA MIRIADE D’AMORE"
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “UNA MIRIADE D’AMORE”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Il titolo "Una miriade d’amore" racchiude l’essenza stessa della raccolta: l’amore in tutte le sue infinite sfaccettature è il cuore pulsante del #libro. È un viaggio emotivo “costellato di stelle e di spine”, in cui convivono luce e dolore. Tra i temi ricorrenti troviamo l’introspezione emotiva, la memoria affettiva, l’amore per il prossimo, per la famiglia e per le proprie radici. Ogni #poesia è un frammento di sentimento autentico.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà ha avuto un ruolo imprescindibile. Secondo Alda Merini: “la poesia è la vita che hai dentro”. Tuttavia, accanto all’esperienza concreta, c’è anche una forte componente di immaginazione e sogno. La scrittura nasce da un dialogo costante tra ciò che si vive e ciò che si desidera, tra la realtà e l’universo interiore.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Con "Una miriade d’amore" ho voluto sottrarre frammenti di vita all’oblio attraverso la forza della parola scritta. Ho sentito la necessità di custodire il sentire profondo, la fragilità e la forza dell’amore, le emozioni autentiche, l’umanità del vissuto. La poesia, per me, elargisce memoria e dignità ai sentimenti, anche a quelli più dolorosi.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “UNA MIRIADE D’AMORE”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Tra gli episodi più significativi cito:
Colpo di fulmine, dove l’innamoramento improvviso viene raccontato con stupore e attenzione ai dettagli dell’altro;
La notte di San Lorenzo, carica di desideri sospesi e sogni notturni;
Quando mi inizi a mentire, in cui si affronta il dolore dell’abbandono e il conflitto tra il bisogno di dimenticare e il desiderio di perdonare.
Tali momenti, seppur nella loro forma poetica, conservano un legame profondo con esperienze reali o simboliche.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Ho trovato ispirazione nei versi dei celebri poeti che hanno esplorato il sentimento dell’amore con profondità e delicatezza. Tra i miei riferimenti fondamentali: Alda Merini, Pablo Neruda, Fabrizio De Andrè, Emily Dickinson, Jacques Prévert, Nizar Qabbani, Nazim Hikmet, Khalil Gibran e García Lorca. Ognuno, a suo modo, ha lasciato una traccia nella mia formazione emotiva e letteraria.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Sì, nella mia scrittura sono presenti contaminazioni con altre discipline artistiche. Le immagini visive, musicali e olfattive – come la “voce melodica”, il “sorriso rifulgente”, il “profumo alla salvia” – riflettono un approccio sensoriale. La musica influenza il ritmo e il suono dei versi, le arti visive guidano la descrizione dei dettagli, la danza emerge nei movimenti emotivi dei testi. La poesia, per me, è una sinestesia di arti.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Oltre alla poesia, amo leggere romanzi rosa, gialli, horror, gialli giudiziari, legal thriller, psicologici. Mi affascina anche la filosofia esistenziale, che pone domande profonde sul senso della vita, della sofferenza, dell’amore.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Preferisco decisamente il libro cartaceo poiché è più intimo, tangibile, “caldo”. Sfogliarlo, sentirne il profumo, tenerlo tra le mani sono gesti che rendono la lettura un’esperienza sensoriale a 360 gradi.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - La scrittura è stata per me una compagna gioviale e confidenziale, una necessità più che una scelta. È stata una valvola di sfogo emotivo, un atto di resistenza all’oblio. Scrivere mi ha consentito di elaborare sentimenti e inciderli. La poesia, in questo senso, è una panacea sia per il cuore che per la mente.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “UNA MIRIADE D’AMORE”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Lo acquisterei ad occhi chiusi perché è un’opera autentica, che racconta l’amore senza retorica e senza filtri. È un libro che può emozionare, consolare, far rimuginare. Un’opera paideutica – educativa, formativa – non solo per la sua bellezza, ma anche per il suo spaesamento, che invita alla crescita interiore.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - È verosimile che nuove opere possano germogliare all’orizzonte. La #scrittura, ancella fedele del mio sentire più profondo, non cessa di sussurrarmi il suo richiamo sottile. Percepisco, in me, una riserva ancora inesplorata di emozioni sopite e riflessioni latenti, come acque quiete in attesa di un moto che le ridesti.
Eppure, in questo frangente, scelgo di non forzare il fluire. Lascio che sia il tempo, con la sua inesorabile saggezza, e l’ispirazione, con la sua grazia impalpabile, a delineare il cammino. A loro affido il compito di destare la voce interiore, qualora essa desideri ancora tramutarsi in parola scritta.
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