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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Paola Badanai Scalzotto, che presenta ai lettori il libro "Il senso magico della poesia".

di Rassegna Stampa

👉Intervista a Paola Badanai Scalzotto, che presenta ai lettori il libro "Il senso magico della poesia".

❗️"Il senso magico della poesia" è preordinabile da Amazon, cliccando qui: https://www.amazon.it/senso-magico-della-poesia/dp/B0FZNG9VQS
L'uscita è prevista per il 30 Novembre.

Domanda - Partiamo dal titolo, come mai “Il senso magico della poesia”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali contenuti in questo volume?
Risposta - “Il senso magico della poesia” è una raccolta di liriche. Nel comporle ho rivissuto emozioni e stati d’animo con l’intento di andare alla ricerca del mio sé autentico, come affermo nella poesia che apre la silloge e le dà il nome. L’indagine, condotta con pensiero intuitivo immaginifico, ha portato - quasi di necessità - all’interrogativo universale: il senso dell’esistenza dell’uomo sulla terra, segnata da caducità e compresenza di vita e morte (“Erma bifronte”); è carica di pathos (“Il dono della Musa”); le è estraneo il pensiero logico-razionale (che demonizzo in “L’onda del Pensiero Universale”). Sono convinta che la lirica sia il genere poetico che più realizzi la comunicazione del Poeta con il Lettore – almeno con il più attento e sensibile – proprio perché attraversa temi universali e comunica esperienze immediatamente riconoscibili e condivisibili: la frustrazione per le aspettative deluse, l’amarezza che segue alle piccole e grandi sconfitte, il dolore per la perdita dei propri affetti, l’ineluttabilità della dissoluzione fisica, l’esperienza della solitudine, ma anche l’amore nelle diverse declinazioni e il ristoro che viene dalla contemplazione della natura e dal godimento delle piccole cose che rendono lieto, o almeno gradevole, lo stare al mondo. Svelo il perché del titolo. La poesia è magica proprio in quanto nasce dal reale ma lo trascende e lo sublima; è tanto più potente quanto più utilizza un linguaggio evocativo, simbolico e musicale: magico, per l’appunto. Alcuni componimenti sono stati illustrati magistralmente da Alessandra, disegnatrice d’eccezione.

Domanda Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Sono del parere che il Poeta – con atto espressivo e comunicativo ad un tempo - scriva non ‘per sé’ ma ‘di sé’ per offrirlo a chi vorrà leggerlo. (“Il Poeta è la sua poesia” scrivo, infatti, nell’introdurre le poesie della raccolta; a questo convincimento dedico la poesia simbolica “Sibilla allo specchio”). A caratterizzare questo mio lavoro è la genuinità dei contenuti, alla quale – unitamente alla musicalità del verso - assegno la cifra essenziale della vera poesia. Dal Lettore mi aspetto una certa sensibilità e capacità di intuizione, nessuno sforzo di comprensione: le mie poesie non vogliono suscitare quel tipo di stupore che nasce da un dire oscuro, volutamente ambiguo; l’allegoria e il simbolo, laddove compaiono, mi sono serviti a stemperare la tensione emotiva trasfigurando una cruda realtà in senso fantastico senza snaturarla.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale. Cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - La presenza di elementi autobiografici è costante. Nel timore che tutto di sé vada perduto (“Inquietudine”), il Poeta affida alla parola scritta ciò che, se trasmesso oralmente, andrebbe prima o poi dimenticato. È nella natura dell’Uomo, che sa di avere esistenza effimera, il desiderio di perpetuarsi; mettere al mondo un figlio, posare una lapide funeraria rispondono allo stesso anelito all’eternità. Mi conforta pensare che i miei versi anche in futuro possano parlare di me e del mio amore per la creazione poetica (“Il commiato che vorrei”), ricordare i luoghi e gli affetti della mia infanzia e della giovane età (”Respiro d’infanzia”, “Ricordo di nonna Costanza”), l’amore per il compagno di una vita (“Confidenze alla luna”, “Il tuo respiro”, “L’eco del silenzio”), la nostalgia degli affetti perduti (“Memoria di te”, “Come sigaretta”, “La resa”, “La promessa”), l’amarezza conseguente alle aspettative deluse (“Ad un bimbo mai nato”), la difficoltà del rapporto filiare e la riconciliazione (“Il perdono”), la necessità di mettere in campo un coraggio eroico e ogni risorsa personale per conseguire l’obiettivo desiderato (“Pierrot e la luna”, “Cuor di roccia”), il senso di estraneità al contesto sociale quando il dolore si fa pervasivo e induce e al ripiegamento in sé e alla solitudine come strumento di cura e resilienza (“Soffi di piumino”); e tanto altro perché ogni vita è un caleidoscopio di forme e colori. In questa raccolta ci sono poesie in cui penso di aver impiegato al meglio la parola, sperimentando l’uso dell’endecasillabo e della rima e in un secondo momento del verso libero, e altre in cui non mi è riuscito di farlo quanto avrei voluto; ma in ciascuna – nessuna esclusa – sentimento e pensiero sono autentici.

Domanda - A conclusione dell’esperienza formativa che ha partorito “Il senso magico della poesia”, se dovesse isolare alcuni episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Parlerei di temi piuttosto che di episodi. Sono quelli appena ricordati, che definirei “il chiaroscuro dell’anima”, rivissuti in uno stato di coscienza quasi ‘crepuscolare’ e che non procurano più dolore ma piuttosto una malinconia diffusa e profonda. Questo stato d’animo non è risolvibile perché, non essendo io una persona di fede (“Riti”), non capisco il senso di una Creazione destinata inevitabilmente alla dissoluzione e impossibilità, per l’uomo, di accedere alla Verità (“La Verità negata”).

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Avendo compiuto studi umanistici, da sempre sono attratta dai grandi classici. Amo la profondità di pensiero e il ripiegamento nell’intimo di Leopardi, le vivide rappresentazioni di paesaggi e fenomeni naturali di Pascoli e il suo utilizzo del simbolo, il culto della parola di D’Annunzio. Per inclinazione personale apprezzo i Simbolisti francesi dell’Ottocento – Baudelaire, Verlaine e Rimbaud in primis. Tante sono le voci poetiche che hanno parlato al mio cuore e veicolato idee e suggestioni; due nomi fra tutti: Emily Dickinson e, più vicina ai nostri giorni, la compianta Maria Luisa Spaziani.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Devo molto alla musica, strumentale o cantata. Non possiedo una cultura musicale approfondita e fruisco della musica in modo sentimentale, per la sua capacità di stimolare e accompagnare ricordi ed emozioni. Il mio atto creativo è stato in più casi ispirato dai testi di Giulio Rapetti, in arte Mogol, calati negli arrangiamenti musicali di Lucio Battisti, ma anche dall’hard rock degli anni Settanta – dei Led Zeppelin in particolare – e dalle composizioni vigorosamente cromatiche di Richard Wagner. All’occorrenza ho usato la musica sufi e alcuni mantra indiani come sottofondo musicale per favorire il rilassamento e la concentrazione. Poesia e musica sono un connubio fin dall’antichità (Omero e gli antichi aedi, ricordiamolo, cantavano i poemi) e la scrittura poetica, anche quella che non segue la metrica classica, non può trascurare la musicalità, che – lo ripeto – rimane essenziale. Qualcuno (purtroppo non ne ricordo il nome) scrisse che Poesia e Musica sono sorelle con sorrisi speculari e parallele lacrime.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Leggo volentieri saggi e biografie storiche. Della letteratura d’evasione, mi piace la narrativa fantastica, magari di atmosfera gotica. Rimanendo nell’ambito della poesia: non sono attratta dalla cosiddetta ‘poesia impegnata’ centrata sui temi di maggiore attualità. Recentemente mi sembra ci sia stata una vera e propria invasione di componimenti sui temi del covid, del femminicidio e della guerra. Apprezzo la denuncia civile, sia chiaro, ma penso possa trovare armi espressive più potenti e maggiori possibilità di diffusione nella prosa, sia essa cronaca giornalistica, o saggio, o biografia, o altro ancora.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Riconosco all’e-book i pregi dell’economicità e dell’immediatezza dell’accesso, ma preferisco il libro cartaceo perché, oltre a risultare esteticamente più ‘accattivante’, permette al Lettore di focalizzarsi sul testo in maniera maggiormente selettiva ed intenzionale, favorendo la formazione e la memorizzazione delle immagini mentali.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
Risposta - Nel comporre mi sono sentita – e mi sento – scivolare nella rêverie, una sorta di abbandono fantastico. E ammetto di essermi più volte commossa fino alle lacrime nel rivivere gli episodi che hanno maggiormente inciso sul mio vissuto. Sotto il profilo formale, libera dal vincolo - e al contempo dall’aiuto - della metrica classica, mi si è presentato il problema di ottenere un verso armonioso. Ho cercato di superarlo grazie alla scelta della parola in base al suono e al susseguirsi ritmico della stessa nel verso, all’abbinamento sostantivo-aggettivo, all’attenzione alle pause interne mediante l’uso dei segni di interpunzione.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Il senso magico della poesia”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Bella domanda! Conoscendomi, so che lo acquisterei per soddisfare la mia inguaribile curiosità, attratta dal titolo e dalla cover ‘intrigante’.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene un’anticipazione?
Risposta - L’opera che seguirà, “Il dono della Musa”, è già alle stampe. Nata dal cuore di “Il senso magico della poesia”, lo conduce su temi e in atmosfere diverse. Perché il tratto di vita nel quale è fiorita la seconda stagione della mia poesia ha attraversato la devastazione fisica e gli squarci emotivi causati da una lunga e pesante malattia. Uscirà in edizione bilingue italiano-inglese, con l’intento di appropriarsi di uno spazio comunicativo più vasto.

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