 | 👉Intervista a Francesca Vitello, che presenta ai lettori il libro “Emozioni sotto il Mediterraneo cielo”
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Emozioni sotto il Mediterraneo cielo”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Tutti sappiamo che, in quanto esseri umani, proviamo emozioni e sentimenti più o meno intensi, a seconda di come ci approcciamo alla realtà che scorre sotto i nostri occhi. Dal titolo di questo libro “Emozioni sotto il Mediterraneo cielo”, si intuisce che, primaria protagonista, è “l’Emozione”, quello stato d’animo improvviso che nasce da un aspetto della realtà che, particolarmente ed improvvisamente, ci colpisce portandoci a sentimenti di gioia, di dolore, di felicità e di infelicità, a seconda se ci approcciamo con gli occhi della bellezza o con quelli della tristezza. Si tratta, come si evince dal titolo del libro, di emozioni e sentimenti mediterranei, perché nascono dalla variegata realtà mediterranea che intreccia bellezze quali: cielo azzurro, mare di raso, senso ospitale e atavico della gente di Sicilia, tramonti di fuoco, ma anche tempeste del vivere, come: rischi, anomalie, conflitti ed emigrazioni, che inglobano sia i paesaggi sia la quotidianità.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Le mie #poesie nascono da una visione fotografica della realtà. Questa è un continuo rilascio di emozioni e sentimenti, alcuni passano inosservati, altri più intensi ci coinvolgono di più. Allora si sente il bisogno di fissarli sulla carta con lo scopo di trasmettere più facilmente a chi legge i messaggi sociali, morali, pratici ed educativi.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Più che salvare (perché penso che mai sono stati assenti o sospesi dentro di me) direi invece “custodire”; custodire gelosamente dentro il mio cuore le “Memorie più care”: gli affetti di oggi e di ieri. Nei primi trovo figli, marito e la famiglia con tutti i suoi membri che mi gratificano dandomi sostegno, sicurezza e conforto in quei momenti quando ci si sente soli davanti alle difficoltà e si teme di non farcela. Nelle mie “Memorie di ieri”, invece, trovo l’orgoglio di pensare ai miei cari come “sane radici della mia esistenza”, perché sento che hanno lasciato dentro di me un profondo senso umano verso il prossimo che mi sta accanto in tutti i momenti del vivere.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Emozioni sotto il Mediterraneo cielo”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Tra i temi che mi emozionano di più potrei citare l’episodio della “vecchietta” indebolita dagli anni e dalle pesanti fatiche del vivere. Questo episodio, profondamente reale, viene riportato nella #poesia “Pazze realtà di un mondo ingrato” e porta al tema della solitudine della vecchiaia. Ancora “Dramma di una capinera” che attenziona una donna “pazza per amore”, a quella Antonietta Portulano, infelice moglie di Luigi Pirandello. Oppure “In un lager al femminile” che sottopone all’attenzione una Umanità straziata, annullata e ridotta ad un numero. Ed ancora al paese natio e alla mia casa di origine, dove “dagli angoli ormai bui e polverosi, solo l’eco, mi risponde, dei ricordi silenziosi”. (Versi tratti dalla poesia “Lascio a te un pezzo di cuore”). Sono tanti gli episodi che vorrei citare ma, in questo contesto, lascio spazio al #lettore.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Mi ha affascinato e penso abbia contribuito alla mia formazione personale, culturale e sentimentale, la figura di Giovanni Pascoli con la sua “Poetica del Fanciullino” che, sempre piccolo ma dentro un corpo attempato, con la sua meraviglia per le piccole cose, ci porta al candore dell’infanzia e sa trovare nelle cose “la giusta lacrima e il giusto sorriso”. Mi affascina perché il suo è un mondo di innocenza e di positività che mi porta ad approcciarmi anche alle bruttezze del mondo attuale con quel cauto ma necessario ottimismo che ha come scopo sempre la risoluzione alle contrarietà del vivere. Oltre al Pascoli non scordo mai il “Verismo del Verga” che mi porta a quella realtà marinara intrisa di saggezza e di antica sicilianità che fa riflettere e che mi piace tanto.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Sì! … Tra le discipline artistiche che hanno influenzato la mia formazione ho coltivato, sin da piccola, il disegno a mano libera che mi permetteva di riprodurre la realtà che mi girava intorno e i vari momenti di vita. Oggi mi piace la Pittura e la Scultura, in special modo preferisco quadri e intagli che ritraggono realtà e bellezze paesaggistiche… quelle che mi riportano alle preziosità mediterranee ma anche a realtà più lontane che mi permettono di approfondire tecniche e anche conoscenze, usi, costumi e tradizioni di altri popoli.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Oltre ad un modo di poetare che nasce da quadretti di quotidianità, quindi a soggetto realistico, mi piace trattare anche argomenti di Saggistica su epoche, momenti storici e personaggi che suscitano il mio interesse. Porto avanti i miei Saggi in maniera amatoriale come una ricercatrice paziente che aspira a produrre contenuti documentati e rapportati all’attualità del nostro tempo.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Sinceramente preferisco il libro tradizionale cartaceo che mi permette con facilità di riempire i miei spazi temporali nei momenti in cui ne ho voglia, mi trovo disponibile e che posso tenere in borsetta, sempre alla mia portata.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Mi approccio alla Poesia con un gioco di parole sia in rima che in versi liberi, perché per me è molto importante quello che dico e non come lo dico. Uso una forma semplice, mai aggressiva ma delicata che evidenzia anche la musicalità del verso. Sono soddisfatta quando questo viene fuori con ritmi e afflati che ne esaltano il contenuto e soprattutto il messaggio. Se si tratta di un notturno stellato, per esempio, le parole nascono da una contemplazione emotiva e metafisica che legando l’umano e il Divino, porta ad assaporare le bellezze del Creato e a lodare il Creatore. Lo scopo, quindi, della mia tecnica poetica è quello di lasciare al lettore, specialmente se è giovane, messaggi validi affinché venga indirizzato verso un sano e umano percorso di vita.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Emozioni sotto il Mediterraneo cielo”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Per le tematiche che qui sono state trattate: tematiche esistenziali e universali che riguardano l’Uomo e la sua storia di vita.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Nei miei programmi c’è una ulteriore pubblicazione di poesie scritte in dialetto. Questa lingua siciliana antica, parlata dai nostri progenitori, oggi è un patrimonio linguistico di notevole valore che ha rischiato di andare perduto a vantaggio della lingua italiana. Per fortuna, oggi, grazie all’impegno dei cultori della “Lingua siciliana”, e anche attraverso la Scuola, si sta tentando di riportarla al presente, per proiettarla nel futuro.
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