 | 👉Intervista a Yolanda Castanada, che presenta ai lettori il libro "Io sono nessuno. La voce ritrovata"
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Io sono nessuno. La voce ritrovata”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Ho scelto questo titolo perché solo le macerie parlano davvero. Io non ero nessuno, ma sotto le macerie ho ritrovato la mia voce. Quelle rovine sono tutto ciò che restava di me, e da lì è nata la mia verità. Questo libro non è solo denuncia: è la mia rinascita, la mia identità ritrovata.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Parlo di violenza domestica, abbandono istituzionale, abusi psicologici e silenzi. Chi mi ha adottata era gelosa della mia felicità e mi ha fatto del male in ogni modo. Sono stata picchiata, umiliata e ignorata. Ma dentro la mia voce c’è anche speranza, perché nonostante tutto sono viva, e la verità non si cancella.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Ho voluto salvare la mia memoria, quella di una bambina che rideva a scuola per respirare, finché anche quello le è stato tolto. La mia maestra di sostegno, Paola, è una delle poche persone che mi hanno fatto sentire amata e capita. I miei genitori adottivi imposero a Daniela, un’altra insegnante, di non parlarmi più, cancellando ogni legame affettivo importante. Daniela obbedì come un cagnolino a questo divieto, anche se la legge non lo permette. Ha scelto il lavoro e i soldi al posto della verità e della coscienza. È in quel silenzio che ho capito quanto male può fare la paura quando prende il posto dell’umanità.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito "Io sono nessuno. La voce ritrovata", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Il momento in cui Paola mi guardò come se fossi sua figlia. In quel gesto ho sentito più protezione di quanta ne abbia mai ricevuta da chi mi aveva adottata. E il giorno in cui ho capito che, anche senza sangue, l’amore può esistere — come quello che ho ricevuto da Miriam e Carlos, i miei genitori affidatari.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale? Risposta - Non sono autori o scrittori, ma persone. Mio padre, Castaneda, che ancora cerco. La mia infanzia a Bosa, in Colombia. E la forza di chi non si arrende anche quando tutto gli è stato tolto.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - La musica, soprattutto Ludovico Einaudi. Le sue note raccontano il dolore senza urlare, e mi accompagnano sempre mentre scrivo.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Prediligo la poesia e la testimonianza. La verità nuda ha più forza di qualunque finzione.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Cartaceo. Voglio che le mie parole si possano toccare, come le cicatrici che porto addosso.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Scrivere è stato come respirare dopo anni di apnea. Ho scritto con le mani tremanti ma con il cuore lucido. Ogni parola è uscita con dolore ma anche con lucidità.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe "Io sono nessuno. La voce ritrovata", se non lo avesse scritto.
Risposta - Perché ogni pagina è un atto di coraggio, e chi legge capisce che la verità, anche quando fa male, libera.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso aermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sto preparando un nuovo libro e alcuni video-testimonianza multilingue che possano raggiungere mio padre biologico. Il mio obiettivo è che nessuna persona adottata viva quello che ho vissuto io.
📌 Note: Sono stata adottata oltre l’età consentita dalla legge colombiana. Poco dopo, la patria potestà è stata revocata. Il cognome che porto oggi è fittizio, così come la mia età nei documenti italiani. Con questo libro e con questa intervista voglio dire a mio padre biologico: sono viva e la verità non si cancella.
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