 | 👉Intervista a Valentino De Roma, che presenta ai lettori il libro “Semplice viaggio di un uomo comune”
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Semplice viaggio di un uomo comune”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Ho scelto questo titolo perché ogni poesia parla di me, del mio vissuto e dei pensieri nati lungo il cammino. Mi considero un uomo comune che compie un viaggio accessibile a chiunque: un viaggio dentro i sentimenti. L’amore è certamente uno dei temi ricorrenti, ma non è l’unico. Ricorrono anche riflessioni su aspetti più duri della vita, come l’avidità e la mancanza di scrupoli di certe persone, capaci di ferire anche chi dovrebbe essere più sacro, come una madre. In questo senso, il libro attraversa sia la luce che le ombre del vivere.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Moltissimo. Ho scelto di raccontare la realtà con parole semplici, trasformando sentimenti comuni in versi accessibili e condivisibili. Volevo che chi legge potesse riconoscersi in ciò che esprimo, ritrovando nel mio vissuto una parte del proprio.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Questo libro è una fotografia del mio presente: un anno di cambiamenti e di difficoltà attraversate avanzando centimetro dopo centimetro, senza mai mollare la presa. Ho voluto salvare dall’oblio proprio questo passaggio — le prove affrontate, le emozioni vissute e gli eventi che mi hanno trasformato — lasciandone una traccia che resti.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Semplice viaggio di un uomo comune”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Li descriverei come episodi formativi, perché ogni esperienza lascia un segno e quel segno ci aiuta a crescere. Anche ciò che all’inizio sembra solo fatica, col tempo si rivela un tassello che ci rende più consapevoli e un po’ più completi.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - La mia prima fonte d’ispirazione è la vita quotidiana: gli episodi semplici e reali di ogni giorno, con al centro i miei familiari, gli amici e, più di tutti, mia figlia Nicole. Sono loro a fornirmi la materia emotiva da cui nascono i miei versi.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Certamente. Credo sia impossibile scrivere senza essere, almeno in parte, influenzati da altri artisti. Nel mio caso i grandi classici hanno sempre avuto un forte richiamo: in primis Dante, ma anche Pascoli e Leopardi. È difficile non assorbirne la lezione. La mia poesia, infatti, tende a un’impostazione piuttosto classica, con rime regolari e metri uniformi.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Prediligo la poesia: è il linguaggio che sento più naturale e immediato. Ho una naturale inclinazione alla sintesi, quindi non mi vedo — almeno per ora — nella scrittura di un romanzo, ma non mi precludo nulla. L’arte, in tutte le sue forme, ha un fascino proprio: ogni sfumatura esercita una diversa attrazione.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Pur essendo un grande utilizzatore del digitale e stampando solo quando è indispensabile, continuo a preferire il libro cartaceo. Il volume fisico ha un fascino, una presenza e un calore che il digitale non può replicare.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Ho un rapporto molto intimo con la scrittura: quando arriva l’ispirazione vale la pena fermarsi e fissare subito l’idea, anche solo in forma di appunto. Quest’ultimo anno ha avuto due facce: un periodo intenso anche sul piano creativo, e un altro più denso di impegni, con poco tempo da dedicare alla scrittura. Ma ogni stagione della vita ha il suo fascino — e lascia tracce che vale la pena raccogliere.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Semplice viaggio di un uomo comune”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Lo comprerei perché è un libro per tutti: raccoglie poesie su temi diversi, raccontate con un linguaggio volutamente semplice e diretto. È il mio modo naturale di scrivere — mai artificioso — per rendere chiaro ciò che sento e provare a far arrivare al lettore l’emozione di quel momento.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Certo, scrivere è una mia grande passione e non potrei smettere. Sicuramente continuerò a creare nuove opere, e spero che i lettori ne saranno felici. Ogni futuro progetto rifletterà il momento di vita che sto attraversando, ma ho già in mente qualcosa di particolare: una collaborazione con un’associazione di cuochi locali per unire poesia e cucina, arte e ricette. D’altronde, cos’è la cucina se non un’espressione di passione e creatività?
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