 | 👉Intervista a Giuseppe Greco, che presenta ai lettori il libro "Il Sussurro delle Parole"
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “IL SUSSURRO DELLE PAROLE”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Ho scelto "Il Sussurro delle Parole" perché le poesie contenute nel libro non gridano, ma parlano a bassa voce. Nascono tutte da esperienze di vita vissuta, d'amore e fatti realmente accaduti, e ho sentito il bisogno di raccontarle con discrezione e sincerità, come un sussurro che arriva dritto al cuore del lettore.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà ha inciso totalmente nella mia scrittura. Ho voluto raccontare solo la pura realtà senza filtri, trasformando ciò che ho vissuto in parole sincere.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Ho voluto esporre e custodire la mia relazione sentimentale, vissuta intensamente tra gioia e dolori. Raccontarla è stato un modo per darle valore nel tempo, per offrire una testimonianza a chi vive l'amore in tutte le sue sfumature, affinché possa riconoscersi, sentirsi meno solo e trovare forza nelle proprie emozioni.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “IL SUSSURRO DELLE PAROLE”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - È difficile sceglierne solo alcuni, ma non posso non menzionare poesie come Vorrei volare, Scarpe rosse, La vita un Fiume, Nella menzogna, La memoria, La stanza, Non ci sarai, Come una farfalla. Ognuna di esse rappresenta un momento preciso del mio percorso umano ed emotivo: istanti di consapevolezza, da qui nasce la poesia La consapevolezza dell'essere, desiderio, riflessione e ricordo. Sono pagine che custodiscono emozioni profonde e che, ancora oggi sento particolarmente mie.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Scavando nelle profondità della mente, nel silenzio della notte, è impossibile non evocare Leopardi, con la mia poesia “Come foglie al vento”, per il suo legame profondo con la natura e con il sentimento amoroso. Così come è naturale richiamare Montale, in particolare “Non chiederci la parola”, per la sua tensione esistenziale e la ricerca di un senso spesso negato. E infine Pablo Neruda, imprescindibile per l’intensità emotiva e la forza viscerale con cui riesce a dare voce all’amore e alla vita, trovo riscontro con la poesia L'onda.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Sì, oltre alla letteratura, il modo di osservare la realtà, un dettaglio, l'emozione per tante cose, scrivendo di realtà mi viene spontaneo lasciar fluire ciò che emerge dalla mente in quel preciso momento. Spesso era la notte a risvegliare in me l'animale notturno: un impulso irrequieto, una sete di scrivere, in quel silenzio, nella tristezza, quanto tutto si ferma, le parole trovano spazio per esistere, come non menzionare la poesia “Nella notte”.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Direi soprattutto romanzi, libri di psicologia come i libri d'amore, politica. Nella semplicità fluente apprezzo molto Gianluca Gotto con il suo stile diretto e profondo e di facile comprensione e scorrevolezza.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Assolutamente cartaceo, avere un libro fra le mani ha il suo perché.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Direi profondo e riflessivo, in precedenza avevo scritto un'autobiografia, mai pubblicata, all'interno della quale avevo inserito alcune poesie. Con il tempo ho sentito il bisogno di scindere le due cose, così è nato il progetto di un libro di poesie con introduzione.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “IL SUSSURRO DELLE PAROLE”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Trovo che non sia un semplice libro di poesie, ma un'opera romanzata che accompagna e introduce i testi poetici, creando un filo narrativo capace di coinvolgere il lettore, è qualcosa di diverso dal consueto, è un libro che invita a entrare lentamente ad ascoltare, a riconoscersi, offrendo un'esperienza di lettura nuova.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Certo, sto continuando a scrivere, ho un nuovo progetto: comporre un libro di 365 poesie, attualmente ne ho scritte più di 200, era il mio progetto iniziale. Sarà un'esperienza di lettura più intensa e costante, che riflette il ritmo della vita e della scrittura stessa, completata da una sana storia d'amore, questo è il mio augurio... ”ad maiora”.
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