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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Elisa Ciancaleoni, che presenta ai lettori il libro “SEMI DI LUCE – IL MIO MONDO”

di Rassegna Stampa

👉Intervista a Elisa Ciancaleoni, che presenta ai lettori il libro “SEMI DI LUCE – IL MIO MONDO”

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “SEMI DI LUCE – IL MIO MONDO”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Buonasera a tutti, parto da una piccola presentazione. Mi chiamo Elisa Ciancaleoni, ho sempre amato la lettura ed ho recentemente intrapreso l’arte della scrittura, utilizzandola un po’ come cura dei miei malesseri. Sono affetta da una malattia rara, la CIDP, ed ho potuto constatare che scrivere riesce a strapparmi dal buio della malattia, dal suo dolore e dalla sensazione di incapacità che mi dà. Per questo ho scelto questo titolo, perché ogni parola per me diventa un piccolo seme in grado di schiudersi e di sbocciare in luce, anche nei momenti bui che la malattia mi dà. La dicitura “il mio mondo” sta a rimarcare il fatto che, dopo anni di normalità, vissuti nella mia splendida città, Foligno, dove ho intrapreso diverse attività che rendevano la mia vita piena, ho dovuto creare un mondo tutto mio in cui rifugiarmi per avere sollievo. La fine della vita che conoscevo e l’inizio di
una nuova vita, che può comunque essere appassionante e appagante.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Moltissimo ovviamente. Le mie poesie si basano soprattutto su sensazioni reali, su emozioni vissute in passato o in corso, su persone conosciute, su posti visitati, su attimi che hanno avuto rilevanza sulla mia pelle e sulla mia percezione del mondo.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Prima di tutto ho voluto donare alle persone che amo l’eternità, essere citate o comunque far parte dei miei pensieri più intimi, nel mio libro, vuol dire esser messi nero su bianco. Per sempre.
Inoltre, ci tengo molto a rendere partecipi gli altri della mia idea che la scrittura mi ha aiutato fisicamente, mi ha permesso di costruire una confort-zone che non avevo e dove posso adagiarmi quando il mio corpo decide da solo che non è tempo di funzionare correttamente.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “SEMI DI LUCE – IL MIO MONDO”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Ci sono #poesie nate in molti episodi diversi, una dall’orgoglio di vedere mia madre reagire all’ictus da cui è stata attaccata a novembre 2024, l’altra dalla commozione nel momento in cui l’azienda di nostro padre è passata a noi fratelli, poi ci sono i ricordi strazianti della morte di mio suocero e di mio cugino, che non se ne vanno mai, sono perfettamente nitidi. Molti dei miei scritti si basano sui ricordi, ricordi di infanzia, ricordi di adolescenza e più recenti nella vita adulta. I ricordi sono l’asse attorno cui ruotano i miei scritti, forse anche il dolore lo è, come lo è la speranza, sempre, di poter tornare a sorridere in ogni occasione, di poter riacquistare serenità dalle piccole cose.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Ho letto davvero di tutto, e considero tutti alla pari. Poeti e scrittori, da Leopardi a Pirandello, da Ungaretti a Jane Austen, da Manzoni alla Rowling. Non ho mai amato leggere per obbligo, figuratevi che a scuola leggevo sempre libri “fuori programma” e poi, durante l’estate, recuperavo i grandi classici come “La coscienza di Zeno” o “Il ritratto di Dorian Gray”, solo perché non me lo chiedeva nessuno. Sono una divoratrice di romanzi, questo lo ammetto, ho sempre avuto dei piccoli problemi di dislessia e leggere molto, nella mia testa e con i miei tempi e le mie regole, mi ha aiutato a comprendere come far funzionare correttamente le mie sinapsi per raggiungere l’eccellenza in ciò che facevo.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Discipline artistiche indubbiamente, amo dipingere, iniziai nel 2008 a seguito di eventi che mi causarono forse il mio primo stato di depressione. Credevo sinceramente di non esserne capace, ed invece, con mio profondo stupore, ho scoperto che mi riusciva, non dico particolarmente bene, ma nemmeno così male. Ho sempre amato l’arte, in ogni sua forma, capace di farmi 6 ore di macchina in un giorno, pur di vedere una mostra di Modì, cercare, sempre e comunque, in ogni posto che ho visitato qualche museo, qualche mostra. Ricordo che a Barcellona o a Madrid rimasi folgorata da una mostra di Picasso, in quanto conoscevo bene il suo cubismo, studiato a scuola e visto e rivisto mille volte, ma non ero molto a conoscenza del suo periodo realista, davvero assurdo e assoluto.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Narrativa, prediligo il fantasy o il fantascientifico, in quanto apprezzo molto la sensazione di tuffarmi in un mondo completamente nuovo, slegato da determinati schemi, o con schemi diversi e distopici nella maggior parte dei casi legati alla fantascienza. Mi piace dover ricordare cose all’apparenza non semplici, ma che calate in quel contesto specifico hanno una razionalità e un’inventiva che me li fa amare, ammiro gli scrittori in grado di creare quasi da 0 mondi tutti loro.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Fosse per me preferirei di gran lunga il tradizionale cartaceo, ma sono allergica agli acari della polvere e da qualche anno ho imparato che gli e-book non raccolgono polvere. Inoltre il mio compagno, data la mia abitudine di leggere più di un libro contemporaneamente, dopo il secondo viaggio in aereo con tre libri in valigia, ha deciso di regalarmi il kindle, così potevo portarmi tutti i libri che volevo senza incidere sul peso.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Come dicevo poco sopra, la scrittura mi libera la mente, mi fa essere leggera e distaccata da quel mondo che, purtroppo, spesso è contorniato di dolore, stanchezza e sensazioni non augurabili a nessuno. Ma non è solo questo, comporre un libro di poesie è stata un’esperienza assurda, spogliarmi di tutto, denudarmi di fronte alla pagina che attendeva le mie più profonde sensazioni, indignarmi nero su bianco di ciò che vedevo, incidere emozioni fugaci, il tutto in modo così naturale e fluente che mi ha in qualche modo scossa.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “SEMI DI LUCE – IL MIO MONDO”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Se conoscessi l’autrice lo farei di certo per scoprire di lei ciò che spesso nasconde dietro ad una maschera. Se non conoscessi l’autrice, lo farei per la curiosità di vedere come la scrittura possa rendere trasparente un’anima, possa aiutarla ad innalzarsi sopra il dolore. Credo lo farei anche perché, tutti, e dico tutti, possiamo riconoscerci fra le righe di un poeta, che altri non è che colui che, in qualche modo, traduce sospiri e brividi in parole.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sì, ho da poco ultimato il mio primo romanzo, un fantascientifico dato che è il mio genere preferito, in cui ho voluto riversare conoscenze, passioni e studio. È stata un’esperienza esaltante, in quanto, così come apprezzo gli scrittori che sono in grado di creare dal nulla nuovi mondi, così è stato per me un piacere enorme poterlo fare. Si tratterà, se tutto va bene, di una saga di almeno tre libri di cui voglio lasciarvi l’incipit:

"Cambridge, 2025. Sei giovani ricercatori provenienti da ogni parte del mondo vengono selezionati per un progetto scientifico d’élite, sostenuto da ESA e NASA. Il loro compito ufficiale è trovare una serie di dati e lavori per relazionare le loro discipline, ma presto scopriranno che questa "missione scientifica" può portarli molto più lontano di quanto credano. Intanto, in un altro mondo, diviso tra la luminosità degli Iridescenti e le tenebre dei Bui, i giovani di un popolo antico si trovano ad osservare in silenzio la Terra. Gli Iridescenti vivono in equilibrio con la materia e con il canto, un linguaggio che unisce suono, energia e memoria. Alcuni tra loro sognano di entrare in contatto con gli umani, altri temono le conseguenze, ma il nostro gruppo spera di poter imparare dai terrestri a comprendere il mondo buio.
Il contatto avviene in modo imprevisto: un canto, una risposta luminosa, una connessione che attraversa il cosmo.
Da quel momento, scienza e spiritualità si intrecciano in un viaggio che mette in discussione ogni certezza.
Attraverso linguaggi di luce, risonanze, visioni e memorie condivise, Iridescent Dark Earths intreccia civiltà separate dal tempo e dallo spazio. In un mondo dove la luce può curare, la conoscenza è la vera forza e la speranza diventa il filo che unisce tutto ciò che vive, il romanzo esplora la possibilità che la Terra e l’universo parlino la stessa lingua: quella della coscienza".

Per il momento non ho ancora chiara la data di pubblicazione, dipende dalle risposte che riceverò dalle case editrici a cui l’ho mandato. Ad ogni modo, di certo lo pubblicherò, se non sarà tramite approvazione di una grande o media casa editrice, provvederò ad organizzarmi per un self publishing.

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