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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Daniela Pulvirenti, che presenta ai lettori il libro “L’intreccio che nessuno vede”

di Rassegna Stampa

👉 Intervista a Daniela Pulvirenti, che presenta ai lettori il libro “L’intreccio che nessuno vede”

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “L’intreccio che nessuno vede”. Quali sono gli argomenti
ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Il titolo “L’intreccio che nessuno vede” nasce dal desiderio di dare voce a ciò che spesso sfugge allo sguardo distratto del mondo: quella trama invisibile che lega emozioni, ricordi e incontri destinati. Il fatto che “nessuno lo vede” sottolinea la discrezione, la profondità e la complessità dei legami interiori. È un invito a guardare oltre la superficie, a cogliere ciò che è nascosto là dove si annodano fili silenziosi, ma potenti; là dove la verità si cela nella profondità delle anime. Viviamo in una società rapida, frammentata e poliedrica che premia l’apparenza e trascura la ricerca interiore. Eppure esiste un tessuto segreto che tiene unite le storie, i sentimenti, i destini: legami che non si vedono, ma si sentono. Proprio questi fili invisibili sono il cuore del mio libro. L’intreccio, dunque, è una dichiarazione poetica ma, nel contempo, una visione filosofica dell’esistenza: è la connessione misteriosa tra due persone che si cercano da sempre; è l’amore che nasce, resiste, si trasforma, anche se ostacolato dalla distanza o dal tempo; è il destino che tesse con le dita dell’attesa e dell’intuizione; è la memoria, che raccoglie frammenti e li ricompone in versi, ridando senso al presente. Essi sono i veri concetti ricorrenti, quasi ossessivi, ma fondamentali della mia opera. L’ amore non deve essere
visto come sentimento idealizzato, ma come esperienza vissuta, a volte tormentata, a volte salvifica, a volte rivelazione. L’amore è motore e mistero, capace di generare bellezza e dolore. L’amore lo considero come forza che trasforma guarisce che lascia tracce invisibili, ma indelebili. Il destino è un concetto che prediligo poiché non lo considero come una linea retta, ma una danza sottile tra il libero arbitrio e l’imprevedibile; esso è il filo conduttore, spesso intrecciato con scelte, casualità e incontri proprio perché siamo tutti artefici e spettatori del nostro cammino. La memoria, infine, è custode dell’identità, ma anche spazio di rielaborazione poiché ricordi, come ho detto prima, si tramutano in versi: in ciò che è stato e si muove ancora: è un luogo intimo che ridona senso al presente e solo così i ricordi si fanno poesia. Certamente manifesto una certa tensione tra il passato che ritorna e il presente che lo accoglie. Nel suo insieme l’intreccio che nessuno vede è un’opera che parla al lettore con vera intenzione attraverso il cuore e la mente. È un invito a attivare i sensi più profondi, a “sentire” piuttosto che semplicemente “capire” è perché in fondo è proprio in ciò che non si vede che si nasconde ciò che conta davvero, … ebbene è proprio quell’intreccio invisibile che dona senso alla
vita.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà ha inciso profondamente, anche se non sempre in modo diretto. Le emozioni vissute, le esperienze interiori e alcune connessioni speciali hanno davvero ispirato ogni singola poesia. Anche ciò che non può essere detto apertamente ha trovato spazio nella scrittura, trasformandosi in versi, simboli e immagini poetiche. La verità, a volte, non risiede nei fatti, ma nell’autenticità dei sentimenti e nella sincerità di chi li esprime. È lì che nasce l’arte: non dal dire ciò che è vero o falso, ma dal trasmettere qualcosa di profondamente autentico, capace di toccare l’anima di chi legge.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Con questo libro ho voluto salvare e custodire quei valori profondi che oggi sembrano dimenticati, sminuiti o distorti. Valori che un tempo si scrivevano con la V maiuscola: amore, rispetto,
empatia, verità, connessione autentica. In una società in cui le relazioni spesso si trasformano in scontro, in cui la comunicazione si fa superficiale e dove la violenza psicologica e/ o fisica, soprattutto verso le donne, continua a consumarsi nonostante molte campagne di sensibilizzazione; sentivo il bisogno di riportare l’attenzione sull’essenziale. La cronaca attuale ci mostra ogni giorno la degenerazione di legami malati, la perdita del senso dell’altro, la fragilità emotiva non accolta. Attraverso la poesia quasi come una narrazione dettata dai 50 battiti che incarna ogni aspetto di questo sentimento ho voluto creare uno spazio di verità e bellezza, un
rifugio in cui sentimenti autentici potessero trovare finalmente voce. La scrittura diventa così atto di testimonianza e di resistenza: un modo per restituire dignità a ciò che conta davvero, per dire
che l’amore può ancora essere cura, che la memoria è forza, e che il destino, per chi crede in ciò, quando lo si ascolta con il cuore può condurre a una trasformazione reale. Scrivere è il mio modo
per proteggere ciò che merita di restare, e per accendere una luce su ciò che spesso resta invisibile. Forse sono rimasta ancora … una sognatrice direi romantica.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “L’intreccio che nessuno vede”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - In realtà non ricordo episodi precisi, esistono emozioni nate nel silenzio di alcune conversazioni, parole che hanno toccato corde profonde del mio cuore. Non mi soffermo a dire se quella presenza esista o meno, ma so che c’era qualcosa di vero, di vivo, che mi ha ispirata.
Alcune poesie sono nate proprio così, all’improvviso, come sussurri dell’anima. È stato un percorso lento ma proficuo, un cammino interiore fatto di ascolto, battiti e intuizioni. In quei momenti ho sentito che la scrittura prendeva sopravvento declinandosi in respiro, presenza, trasformazione. Quelle sono le esperienze che porto con me, le più autentiche e preziose sensazioni dell’anima e del cuore.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - La mia ispirazione nasce da un intreccio di esperienze di vita e formazione culturale. Ho frequentato l’Istituto Magistrale, dove ho avuto modo di avvicinarmi alla letteratura italiana e straniera, studiando poeti e filosofi che hanno lasciato un’impronta profonda nel mio modo di sentire e di scrivere. Successivamente ho conseguito una laurea magistrale in Relazioni Internazionali, un percorso che mi ha permesso di approfondire, attraverso lo studio di politologi, pensatori contemporanei e dinamiche globali, il valore della parola come mezzo di comprensione e trasformazione. Tra le correnti letterarie, prediligo il Dolce Stil Novo, rappresentato da figure come Guido Guinizzelli e Dante Alighieri, per la loro visione spirituale dell’amore e per la delicatezza con cui elevano il sentimento a forma di conoscenza e rivelazione. Allo stesso modo, amo il Romanticismo, soprattutto attraverso autori come Giacomo Leopardi, Percy Bysshe Shelley. Di quest’ultimo mi affascina il suo modo di vedere l’amore come visione e, nel contempo, rivoluzione, in bilico tra sogno e realtà, con poesie come ad esempio Love's Philosophy .

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Sì, a pensarci … sì, la musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia ispirazione artistica. È una forma d’arte che attraversa il tempo e lo spazio, capace di evocare emozioni profonde, spesso difficili da esprimere a parole. Fin da bambina, ho ascoltato con attenzione artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia e nel mio cuore: dai Beatles, che con le loro melodie hanno rivoluzionato il modo di raccontare l’amore, fino ad arrivare agli A-ha, gruppo per me particolarmente significativo, la cui musica unisce profondità poetica e suoni che parlano all’anima. Alcune voci, alcuni testi, diventano per me ponti emotivi: veri e propri linguaggi paralleli alla poesia. Mi hanno insegnato a sentire prima ancora che a scrivere. La musica ha spesso accompagnato i miei momenti creativi, risvegliando immagini interiori e intuizioni che poi si sono trasformate in parole. È come se ogni nota potesse aprire una porta segreta nell’anima: ed è lì che nasce la scrittura. Con immensa gratitudine posso dire di aver avuto, ultimamente, l’onore di apportare un piccolo contributo creativo a un progetto più grande, legato a un artista di fama internazionale quale Magne Furuholmen degli A-ha. Si è trattato di un mio piccolissimo intervento artistico, che mi ha vista impegnata nella realizzazione di un breve videoclip abbinato al suo brano: One for all and all 4 None. Il mio contributo visivo, realizzato con rispetto e sensibilità, mi ha permesso, anche solo per un istante, come una goccia nell’oceano, di entrare a far parte di un progetto tanto significativo
quanto profondo. Un’esperienza preziosa, che custodirò con cura e porterò nel cuore, come si farebbe con un frammento autentico di vera bellezza.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Oltre ai temi trattati nel mio libro, mi piace esplorare anche altri generi letterari che sento profondamente vicini. Amo scrivere poesie che rivisitano la bellezza della terra e degli elementi:
acqua, terra, fuoco, aria perché credo che la natura sia una fonte inesauribile di ispirazione e spiritualità. Mi piace dare voce a ciò che spesso resta invisibile, restituendo poesia agli elementi che ci circondano. Un altro ambito potrebbe essere…, a cui sono molto legata è la narrazione e la poesia per l’infanzia. Lavorando con i bambini, vivo ogni giorno il potere della parola come 3 gioco, scoperta, emozione. Scrivere per loro significa entrare in un mondo fatto di meraviglia e semplicità, ma anche di grande profondità. È un linguaggio che fa parte di me, sia come educatrice che come autrice.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Apprezzo i formati, perché credo sia importante restare al passo con i tempi e accogliere le nuove modalità di lettura offerte dal digitale. Tuttavia, continuo a prediligere il libro cartaceo: c’è una poesia sottile nel profumo della carta, nel fruscio delle pagine già sfogliate, in quella presenza fisica che accompagna il lettore come una carezza silenziosa. Il cartaceo ha per me un’anima tangibile, quasi intima, che rende l’esperienza della lettura ancora più profonda.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Il mio rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro, è stato spontaneo e profondamente entusiasmante. Le parole sono arrivate con naturalezza, quasi guidate da un’urgenza interiore di raccontare, di esprimere emozioni e visioni che avevo dentro da tempo.
Scrivere è stato per me un atto di libertà e di ascolto, un dialogo silenzioso con me stessa e con ciò che mi circonda. Ogni pagina si è costruita con sincerità, senza forzature, seguendo il ritmo del cuore più che quello della mente. È stata un’esperienza intensa, vera, che mi ha arricchita e fatta crescere anche sul piano umano.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “L’intreccio che nessuno vede” se non lo avesse scritto.
Risposta - Sono tre i motivi per cui io acquisterei il mio libro: “L’intreccio che nessuno vede”; primo perché parla all’anima con delicatezza perché invita a rallentare, sentire e riconoscerci. Secondo, perché intreccia poesia e verità sottile in quanto è nato da un ascolto profondo del mondo interiore e di quello esterno. È un libro che non impone, ma accompagna: chi legge può ritrovare parti di sé tra le righe, come in uno specchio silenzioso. Terzo motivo ma, altrettanto significativo per me è perché esso nutre sensibilità e bellezza in un tempo frenetico e spesso distratto, questo libro vuole essere uno spazio intimo in cui riscoprire la forza della parola, la bellezza della semplicità e il valore di ciò che
non si vede, ma si sente.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sì. mi piacerebbe pubblicare, “L’intreccio che nessuno vede” in lingua inglese, per poter condividere il messaggio e le emozioni del libro anche con un pubblico internazionale. Inoltre, ho in mente una prosecuzione: altri due volumi che, insieme a “L’intreccio che nessuno vede”, andranno a formare una vera e propria trilogia. Sarà un percorso di esplorazione interiore e poetica che si sviluppa in tre tappe, ognuna con una propria voce, ma unite da un filo sottile e profondo. Colgo l’occasione per ringraziare sentitamente la casa Editrice Aletti per il supporto e la fiducia dimostrati, che sono stati fondamentali per la realizzazione di questo progetto.

📘“L’intreccio che nessuno vede” è acquistabile, previa ordinazione, presso qualsiasi libreria.
https://www.amazon.it/Lintreccio-nessuno-%C2%ABCinquanta-battiti-danima/dp/B0G4BCG7ZF

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