 | 👉Intervista a Fiorella Chiappi per il libro "Artemide, Afrodite… Sfaccettature di parole femminili"
Opera in Italiano e Arabo:
https://www.amazon.it/Artemide-Afrodite-Sfaccettature-parole-femminili-ebook/dp/B0FK2JK2KF
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Artemide Afrodite… Sfaccettature di parole femminili”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Il titolo nasce dall’idea di esplorare alcune delle molteplici sfaccettature dell’universo femminile, utilizzando figure archetipiche come Artemide e Afrodite, ma anche per evocare forza, sensibilità, desiderio e libertà. Ogni poesia è una piccola tessera che contribuisce a delineare una parte del complesso mosaico della donna contemporanea. Gli argomenti principali sono l’identità, l’emotività, le relazioni, la creatività e la ricerca di equilibrio tra libertà e vincoli: temi che rappresentano esperienze universali, vissute in modi unici da molte #donne del nostro tempo.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà ha inciso profondamente nella mia scrittura: ogni #poesia porta echi delle mie esperienze, delle percezioni e dei vissuti delle persone che seguo nel mio lavoro clinico e nei corsi di empowerment. A tutto ciò si aggiunge il filtro delle chiavi di lettura che la mia formazione in psicoanalisi junghiana mi ha fornito, tra cui simboli, archetipi e il loro ruolo nelle dinamiche interiori, nelle relazioni con gli altri e nella percezione della realtà in generale.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Con questo libro ho voluto lasciare traccia della complessità delle parti interne femminili e dei diversi ruoli che esse permettono di assumere. Più esse sono messe in gioco attraverso le diverse esperienze, più si apre la possibilità di interagire con i diversi aspetti della realtà ed accettare modalità differenti di essere e di esprimersi. La poesia diventa così uno strumento sia per esprimere libertà, creatività e apertura al mondo, alla natura e agli altri, sia per allargare lo spazio interno e riconoscere, esprimere le proprie potenzialità interiori. In questo senso, custodire dall’oblio significa continuare e rappresentare la varietà, le forme di complessità e la vitalità dell’esperienza femminile. Mi ha appassionato anche il sapere che questo libro può essere letto da donne e uomini di altre culture, grazie alla traduzione in arabo del maestro Hafez Haidar.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Artemide Afrodite … Sfaccettature di parole femminili”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Tra gli episodi che ricordo con particolare favore durante la scrittura del libro c’è il rapporto con la natura, e in particolare con il mare, centrale per me sia come simbolo interiore sia come momento di contemplazione e rigenerazione. Altri momenti preziosi hanno riguardato il rivivere la forza e la delicatezza nei rapporti affettivi e sociali. La scrittura mi ha permesso di risentire e ridefinire alcune sfaccettature della mia vita.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale? Risposta - Dal punto di vista poetico, mi sono formata leggendo molto e in maniera trasversale, ma alcune autrici hanno avuto un ruolo particolarmente importante: da Saffo a Emily Dickinson, fino alle autrici moderne come Rupi Kaur e Wisława Szymborska, passando per Mariangela Gualtieri, Alda Merini e Patrizia Cavalli.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Fondamentali sono stati i miei studi sulla psicoanalisi, sia freudiana sia unghiana, con particolare attenzione alla dimensione femminile, che hanno influenzato profondamente il mio modo di osservare, sentire e scrivere. Essendo anche drammaturga, la mia scrittura poetica è spesso caratterizzata da un approccio visivo e sintetico. Racconto le emozioni e le esperienze come scene da osservare, cercando di trasmettere immagini vive e immediate.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - A livello di lettura ho amato leggere tutte le tragedie da Eschilo, Sofocle ed Euripide fino a Woody Allen, e grandi classici da Omero a Dante, la grande letteratura russa, francese, ecc. Mi appassionano le biografie e i romanzi storici ben scritti e autori vari, ricchi di umorismo e capacità di suspense da Oscar Wilde ad Agatha Christie. Per quanto riguarda la scrittura, amo scrivere testi teatrali e racconti incentrati sulle esperienze femminili, cimentarmi in testi umoristici e divertenti, e dedicarmi alla saggistica, con libri e articoli.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Preferisco il cartaceo, maneggiarlo, sentirne l’odore.
Domanda . Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
Risposta - Durante la composizione del libro, il mio rapporto con la scrittura è stato intimo e profondo. Ogni poesia nasceva da riflessioni personali, da esperienze vissute e dall’osservazione del mondo. La parte più lunga e impegnativa è stata cercare le parole giuste: quelle che davvero rispecchiassero ciò che sentivo, eliminando ciò che “steccava”, che non mi rappresentava. È un lavoro che avrebbe potuto continuare ancora. Credo che proprio questo renda la scrittura così appassionante: la possibilità di trovare, ogni volta, una veste nuova a ciò che si sente, avvicinandosi sempre di più alla forma capace di dire davvero l’esperienza interiore.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Artemide Afrodite… Sfaccettature di parole femminili”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Se non lo avessi scritto, comprerei questo libro per due motivi. Come ragazza o donna, per lasciarmi toccare e contaminare da un racconto che attraversa molte sfumature dell’esperienza femminile, riconoscendomi in parti che spesso restano silenziose. Come uomo, per avvicinarmi al sentire femminile con uno sguardo più profondo e sensibile, scoprendo ciò che spesso non viene detto ma solo intuito.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sì, ho in mente un nuovo progetto. Mi piacerebbe lavorare sui “semi di poesia” che incontriamo nella vita quotidiana: ciò che scalda, rassicura, appassiona, rigenera. Piccoli sprazzi di luce capaci di illuminare il buio che spesso ci assale. Un percorso fatto di immagini, intuizioni e momenti che, pur nella loro semplicità, custodiscono una forza trasformativa.
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