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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista ad Andrea Bonomo che presenta ai lettori il libro "Imparare a cadere"

di Rassegna Stampa

👉Intervista ad Andrea Bonomo che presenta ai lettori il libro "Imparare a cadere"

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Imparare a cadere”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Il titolo prende spunto da un gioco che facevo con mia nonna da bambino. Non a caso, la dedica in apertura è per lei. Mi insegnava a rialzarmi da solo, dopo essere caduto sull’erba. Nella scelta di questo titolo c’è l’io adulto che porta dentro di sé gli insegnamenti dell’io bambino e li trasla dal gioco dell’età infantile alle situazioni dell’età adulta. Le cadute ed il percorso per rialzarsi sono gli argomenti fondamentali e ricorrenti di questa raccolta. E per cadute intendo tutti i momenti complicati che possono capitare nell’arco della vita. Siano esse delle relazioni amorose importanti, che naufragano e lasciano il segno, oppure la perdita di qualcuno. Purtroppo questa è una Società che considera il cadere come forma di debolezza. Da qui il titolo e la voglia di andare controcorrente al mondo odierno, con la speranza che questa raccolta possa rappresentare un piccolo aiuto per far rialzare qualcuno che ha vissuto, o sta vivendo, qualche caduta. Qualunque essa sia.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Tantissimo. Basti pensare alle persone citate nel libro. La poesia d’apertura riguarda una ferita ancora apertissima per noi abruzzesi: il terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009. “Tre e trentadue” fa riferimento a quella maledetta ora che ha portato via due amici troppo presto (Lorenzo ed Arianna). Si passa poi a figure che sono state fondamentali per me: quelle dei nonni. Senza dimenticare che il fil rouge di tutto il libro riguarda una dedica, neanche troppo velata, ad una donna che ha rappresentato l’incontro più bello che Bologna mi abbia mai regalato. A lei è dedicata “Trastevere”. E sempre per lei sono state scritte molte altre poesie della raccolta.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - L’importanza delle emozioni e dei sentimenti in un mondo che tende sempre più a nasconderli. Alla ragione ho sempre preferito il cuore. Vivere di passioni ti fa sentire vivo, ma comporta anche dei rischi. Bisogna mettere in conto che questo può implicare anche delle cadute e bisogna saper stare in equilibrio all’interno del dualismo rischio-desiderio.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Imparare a cadere”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Mi piace isolare gli errori, quelli descritti nella poesia omonima. Li descriverei come formativi. Da quelli si impara che chiedere scusa, quando si sbaglia, non è un atto di debolezza ma di maturità. E questo libro, per certi versi, si prefigge anche l’obiettivo di chiedere scusa per alcuni errori commessi. Il libro rappresenta il percorso letterario di chi considera lo scrivere come un atto liberatorio per raccontare momenti complicati. È un viaggio che ha lo scopo di tornare su quelle situazioni per capire come gli insegnamenti che ne derivano possano essere girati a proprio favore. Da qui l’idea che emerge in una poesia della raccolta, dove il cadere viene considerato come l’occasione per guardare il mondo da un altro punto di vista. Alla fine il segreto sta lì: nel trovare il lato positivo in ogni situazione.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Sicuramente Cesare Pavese che, non a caso, viene omaggiato con un “Un paese ci vuole”. Una poesia dedicata a Teramo, la mia Città, con un preciso riferimento a “La luna e i falò”. L’opera contiene anche una fascinazione per la mitologia greca: Teseo e Arianna ed Orfeo e Euridice. Per quanto riguarda questa raccolta mi vengono in mente queste fonti di ispirazione. Se dovessi citare un poeta odierno, invece, farei il nome di Franco Arminio.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - La musica. Nello specifico i versi di Franco Califano. Quelli con cui ha saputo raccontare Roma, ma soprattutto quelli dedicati al rapporto con le donne. Per una donna è una delle mie canzoni preferite. Credo che se dovessi scegliere una colonna sonora per il mio libro, la scelta ricadrebbe proprio su quel brano.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - La narrativa, in particolare i gialli.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Sono, e sarò sempre, della vecchia e cara scuola del cartaceo. Nessun ebook potrà mai sostituire la bellezza di avere un libro cartaceo tra le proprie mani e sfogliarne le pagine.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Conflittuale. Spiego meglio: scrivere questa raccolta ha significato tornare a fare i conti con momenti non facili. Avevo considerato questo aspetto quando ho scelto di scriverla, ma non posso dire che la stesura sia stata facile. Mi tengo le emozioni del percorso letterario e tutti gli insegnamenti che ne ho tratto.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Imparare a cadere”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Perché fa riscoprire il valore dei rapporti, delle emozioni e dei sentimenti.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sicuramente mi piacerebbe scrivere altro. Per il momento, però, non ho ancora in programma altre opere.

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