Il libro più amato da chi scrive poesie,
una bussola per un cammino più consapevole.
Riceverai una copia autografata del Maestro Aletti
Con una sua riflessione.
Tutti quelli che scrivono
dovrebbero averne una copia sulla scrivania.
Un vademecum sulle buone pratiche della Scrittura.
Un successo straordinario,
tre ristampe nelle prime due settimane dall'uscita.
Il libro è stato già al terzo posto nella classifica di
Amazon
e al secondo posto nella classifica di Ibs
Domanda - Come è nata l'idea di scrivere questo libro?
Risposta - Ho scritto “Il Peso dell’Aria” in risposta a un grande trauma, il mio tentato suicidio nel 2023. Ho raccolto tutto il dolore che mi è pesato in tutti questi anni e l’ho trasformato in poesia.
Domanda - Può soffermarsi sulla scelta del titolo?
Risposta - L’aria a volte pesa e pesa tanto. Chiunque abbia un disturbo psichiatrico lo sa. Come dico nella dedica a tutti i ragazzi malati che ho incontrato in questi anni, l’aria ha un peso diverso per ciascuno di noi e il titolo vuole ricordare questo.
Domanda - Il suo rapporto con la scrittura è metodico, di costante quotidianità, oppure più legato all'ispirazione del momento?
Risposta - L’idea per una poesia mi viene quando provo emozioni MOLTO forti, però la elaboro e la perfeziono quando sono più lucida. A volte parto da frasi molto potenti che restano sul mio quaderno per mesi e solo dopo creo una struttura intorno.
Domanda - Quali sono gli argomenti principale del libro, e in generale della sua scrittura?
Risposta - Il dolore e in generale tutte le emozioni portate all’estremo dal disturbo bordeline di personalità. Parlo di me, delle persone che mi circondano e delle emozioni che ne seguono.
Domanda - Quando si è avvicinata alla scrittura e perché?
Risposta - Mi è sempre piaciuto scrivere e ai tempi del liceo ho cominciato a farlo per il giornalino della scuola, Cassandra. Ho cominciato a leggere le poesie pubblicate e intanto a seguire eventi di slam poetry. Ho scritto nel 2019 il mio primo componimento: “Depressione”.
Domanda - Ci sono autori importanti per la sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Inizialmente mi hanno molto ispirato autori come i lirici greci, il mondo classico è pieno di spunti. Poi dopo il tentato suicidio sono stata sei mesi in psichiatria e lì mio padre ogni settimana mi portava un libro di poesie a settimana e mi sono scoperta in grandi autori come la Merini, la Sylvia Plath, Costantino Kavafis e Wisława Szymborska.
Domanda - Esiste una poesia che preferisce in assoluto tra quelle di poeti noti e una tra le sue? In caso affermativo, ci spiega il perché?
Risposta - Tutte le poesie mi lasciano qualcosa, però sui muri della sala fumo di psichiatria c’è una citazione di Alda Merini che mi è rimasta: “voglio il sole di casa mia”. È una frase che mi ha accompagnato in tutti i successivi ricoveri in comunità e in psichiatria. Poi invece c’è un passo dell’Odissea che mi ha tenuto assieme. Me lo sono fatta scrivere su un foglio per poi farmelo appendere sul muro quando ero allettata e non potevo muovermi nel 2023. “Sopporta o cuore, poiché ben altri dolori sopportasti”. Il perché mi sembra chiaro.
Domanda - Ritiene che il suo stile sia cambiato nel tempo?
Risposta - Assolutamente. La mia poesia è in continua evoluzione, in tutti gli aspetti, come me. Come ci insegnava Eraclito, panta rei.
Domanda - Sta lavorando ad una nuova opera?
Risposta - Sempre.