 | 👉Intervista a Cristina Mencacci, che presenta ai lettori il libro "Il riflesso dell'anima" (The Soul’s Reflection)
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Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Il riflesso dell’anima”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Sicuramente l’argomento ricorrente è costituto dai valori umani, la famiglia, gli affetti, i sentimenti positivi, tra cui il rispetto per la persona, l’inclusione, la tolleranza, ecc. E’ chiara anche la mia presa di posizione nei confronti ad esempio di alcuni argomenti spinosi quanto mai attuali, come quello della violenza di genere, della guerra, che comunque credo di aver trattato con tatto e delicatezza. “Il riflesso dell’anima” nasce dunque da esperienze di vita, da un’attenta osservazione del mondo che mi circonda, da fatti di cronaca. Tutto ciò che è vissuto in prima persona, osservato, oppure anche soltanto immaginato, viene filtrato attraverso l’anima, la parte più intima e privata, che trova piena libertà di espressione nella scrittura e che traduce le “vibrazioni che la toccano nel profondo” in un linguaggio diretto e semplice, di facile comprensione.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - I pensieri e gli stati d’animo che prendono forma nella mia scrittura, come già detto precedentemente, quasi sempre scaturiscono da esperienze di vita. La realtà che mi circonda è sicuramente il “big bang” da cui origina l’esplosione emozionale.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Vorrei che non venisse dimenticata l’importanza della libertà di espressione, che non passassero di moda valori profondi, molto spesso dimenticati o oltraggiati, come la famiglia, la dignità umana, il rispetto di se stessi e dell’altro, la comprensione, la compassione, la tolleranza. Ad un lettore distratto possono sembrare banalità scontate, ma non è così. In un mondo che va di fretta, poco attento all’essenza delle cose, affascinato dall’apparenza, spesso indifferente e talvolta persino spietato, vorrei esortare le persone a riscoprire la propria parte emozionale, la propria anima appunto, ad esercitarne l’ascolto, in pratica a sviluppare la propria umanità. Potrebbe sembrare un messaggio presuntuoso, ma non lo è! Sono fermamente convinta che ognuno di noi abbia il preciso dovere di fare qualcosa, anche semplicemente avere il coraggio di esprimersi, per tentare di impedire che questo nostro mondo finisca alla deriva. E’ faticoso, ma ugualmente importante, il non lasciarsi demotivare dal corso degli eventi. Abbiamo il diritto di credere ed il dovere di provare, come anche un piccolo passo possa essere l’inizio di un grande cammino.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Il riflesso dell’anima”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Senza dubbio, definirei catartici alcuni dei miei componimenti, quelli strettamente legati a vicende personali, poiché hanno avuto il potere di sviscerare ed alleggerire pesanti carichi emotivi sepolti dal tempo e mai realmente affrontati.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale? Risosta - Ho alle spalle studi umanistici e linguistici, pertanto quello che mi è capitato di leggere nel corso della vita ha sicuramente influenzato il mio modo di pensare, ma la mia scrittura è personale, volutamente priva di congetture, semplice e spontanea. Non c’è niente di premeditato o costruito e soprattutto non c’è alcuna volontà di imitare, con il rischio di essere la brutta copia di qualcun altro. In tutto ciò che faccio, per me è importante essere sempre me stessa.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Adoro la musica, non potrei immaginare un mondo senza di essa, anzi spesso è proprio Lei che tocca le corde più profonde.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - La poesia non l’ho cercata, si è presentata ogni volta come un’urgenza da soddisfare, ma non nego che mi piacerebbe sperimentarmi in un altro percorso letterario, tipo romanzo breve, e spero un giorno di riuscire a realizzarlo. Adoro la fantascienza e il thriller, ancora di più se intrecciati tra di loro.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Devo riconoscere di essere un po' all’antica e di preferire il libro classico, che si sfoglia girando le pagine, ma ritengo che i mezzi moderni abbiano talvolta una marcia in più, quella praticità e perché no anche il contenimento dei costi, che valgono la pena di superare quell’iniziale diffidenza, tipica delle persone non più giovanissime come me, ancorate ad abitudini del passato.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Un rapporto bellissimo, fatto di libertà di espressione, spontaneità e complicità.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Il riflesso dell’anima”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Curiosità.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sì, ripeto che mi piacerebbe sperimentarmi nella scrittura di un romanzo breve. Non ho intenzione di spoilerare, posso solo dirvi che ho già in mente una traccia da sviluppare e che sarà un thriller. Se posso aggiungere, un mio personale ringraziamento alla Casa Editrice Aletti, che mi ha dato una fantastica opportunità e con la quale spero di collaborare ancora in futuro.
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