 | 👉Intervista a Maria Lo Re, che presenta ai lettori il libro di poesie "Versi e Capoversi di una vita - Verses and Paragraphs of a lifetime" in duplice lingua: Italiano e Inglese
🧷Il libro è stato presentato al Salone del Libro di Torino 2026
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Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Verses and paragraphs of a lifetime”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Il libro “Versi e capoversi di una vita”, pubblicato nel 2025 e che era già stato presentato lo scorso anno al Salone del Libro di Torino, esce quest’anno nell’edizione in Inglese e Italiano con il titolo modificato: “Versi e Capoversi di una vita, Verses and paragraphs of a lifetime”.
Il titolo è scaturito da una riflessione sulle esperienze del mio passato e sulle storie personali di amici e conoscenti che ho incontrato nella mia vita. Ho constatato che tutti indistamente cerchiamo di realizzare una forma di felicità, attraverso un percorso che intraprendiamo fin da piccoli e che talvolta con molte difficoltà ci protende verso mete da raggiungere di carattere sentimentale e professionale. Per esempio, usiamo all’inizio l’istinto e ci affidiamo al caso, come fanno i bambini o le persone semplici, ma dopo le prime delusioni e gli errori ci affidiamo spesso ad un metodo scientifico cioè operiamo per “ipotesi ed esperienze”, credendo di risolvere il rebus della vita e di raggiungere così una maggiore padronanza degli eventi. Purtroppo però la vita, come la storia, si insegna, ma non la si impara mai e i limiti, le sconfitte e le delusioni ci portano a ricominciare sempre da capo, perché non vi è nulla di scontato e di scientifico e tutto ciò che viviamo è sempre nuovo e riserva molti fattori variabili e imprevisti.
I temi ricorrenti nella mia raccolta di poesie sono quelli della ricerca dell’amore all’interno della coppia e della famiglia, della libertà dai condizionamenti familiari e sociali, del riscatto dell’individuo dalla disparità di genere, dalle catene dei pregiudizi, dell’ignoranza e dell’ipocrisia, con particolare riguardo alla condizione della donna. Altro argomento trattato è quello della guerra e della gestione delle risorse.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà è stata fondamentale, a cominciare dall’infanzia e dai rapporti con i miei genitori, con i compagni di gioco e con il paesaggio ligure, così ricco di colori e di varietà di piante selvatiche, con le palme agitate dal vento, il mare ribelle e i profumi della macchia mediterranea. Ritengo inoltre molto importante la mia esperienza giovanile a Pisa, dove ho vissuto per cinque anni quando frequentavo l’Università e dove ho acquisito la mia formazione culturale, sentimentale, con i primi amori, e politica con la partecipazione ai movimenti della Contestazione studentesca e del Pacifismo, dell’emancipazione femminile dal 1.969 ai primi anni ’70.
Nei miei componimenti ho tratto ispirazione anche dai miei viaggi, in particolare da una vacanza trascorsa in Messico nel 2022, che mi ha portato a scrivere la raccolta “Poesie dal Messico”.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Credo che alcune mie poesie, come “Padre, perché?”, “La sconosciuta”, “A Frida Khalo”, possano far riflettere i lettori sulle dinamiche che talvolta si instaurano tra familiari, tra padre e figlia, o nella coppia. Quando vi è una divergenza di vedute sull’educazione o i rispettivi ruoli, spesso si verificano dei contrasti che portano poi ad una ribellione della donna, che rivendica il diritto di essere un soggetto autonomo che desidera fare il suo percorso e le sue scelte. Noi donne, vissute negli anni 60 e 70 abbiamo dovuto fare i conti con la mentalità patriarcale dei nostri padri e dei nostri compagni e se qualcosa è cambiato nel corso del tempo è stato anche per merito nostro: di chi si è battuto per la parità dei sessi e il diritto al lavoro e al libero studio, che hanno permesso a tante ragazze e a molti giovani di studiare all’Università e di ampliare la propria cultura.
Questo messaggio nelle mie poesie è stato colto molto bene dal Prof. Haidar, che ha curato la mia prefazione e mi ha paragonato al poeta Khalil Gibran, il quale diceva che i figli non appartengono mai a chi li genera, ma sono i figli e le figlie della vita stessa…
Il tema del “riscatto” personale è inoltre presente in altri componimenti, come “A Khaled”, “A Maria” e “Pedro, l’iguana”, che fanno parte della raccolta Poesie dal Messico”.
Dato che viviamo dei tempi molto difficili, sul piano della politica internazionale, con la presenza di aspri conflitti e di sterminii di massa, ritengo inoltre che possa essere utile, per chi è sensibile a questi argomenti, leggere le poesie: “Esistenza”, “Gaza”, “Umanità…” e “La nuova Arca”. Esse trattano i problemi della guerra e della gestione delle risorse che sono tra le questioni più urgenti a livello globale riguardo i diritti umani, civili ed ambientali.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Versi e capoversi di una vita, Verses and paragraphs of a lifetime”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - A mio parere la scoperta della natura nella mia infanzia e il mio rapporto con la famiglia, le prime relazioni amorose e il matrimonio hanno inciso molto nel mio animo, lasciandomi un caleidoscopio di sentimenti di affetto e di nostalgia, seppure uniti talvolta alla rabbia per la mancanza di comprensione e di libertà, in certi frangenti, per ciò che avrei voluto realizzare e non ho potuto. Devo dire però che questa “rabbia” è stata in certi momenti benefica, perché mi ha dato lo stimolo per iniziare a scrivere a lasciare un segno sulla carta, come un graffio che pian piano diviene sublimazione del dolore e un ritrovare la voce e le parole per ciò che non riuscivo ad esprimere nei dialoghi con le persone o nella realtà sociale che mi circondava. Altri episodi importanti nella mia formazione sentimentale e culturale sono stati: il periodo degli studi universitari dei primi anni 70, l’approccio con le tematiche sociali, lo scambio di idee con altri studenti e la partecipazione alle manifestazioni giovanili contro la guerra in Vietnam o per la parità dei diritti e il divorzio.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Lo studio del Canzoniere del Petrarca, le poesie di Leopardi e quelle dei poeti decadenti, come Baudelaire e Verlaine, mi hanno influenzata nel trovare lo stimolo, un “incipit” spesso nel rapporto con la natura, perché amo spesso dialogare con essa nelle mie composizioni, come pure con gli animali. Per la forma e per lo stile però sono stati fondamentali i poeti ermetici, come Ungaretti, Montale e Quasimodo, soprattutto per le mia produzione giovanile, imperniata su uno stile sintetico e sull’uso pregnante della parola. Nel periodo più recente sono stata attratta da altre forme espressive, come quelle usate da Virginia Woolf, con lo “stream of cosciousness”, basate sull’uso di un linguaggio più moderno e agile, che imita il “parlato”, o dei poeti nordamericani come Allen Ginsberg.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Sì, la pittura, soprattutto quella espressionista di Van Gogh, il Teatro, con Pirandello e i personaggi che nascono nella mente dello scrittore e che poi via via diventano forme reali, quasi palpabili, come in “Sei personaggi in cerca d’autore”. Così accade anche nel mio modo di creare i soggetti delle mie poesie: nascono nella mia mente e poi do loro colori, forma e movimento.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Amo molto lo stile poliziesco e mi sono cimentata in qualche racconto breve di questo genere, ma riguardo agli autori ho apprezzato particolarmente Leonardo Sciascia, con “Il giorno della civetta” e Umberto Eco con “Il nome della rosa”.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Preferisco quello tradizionale, cartaceo, perché il contatto con la carta ha una sua magia, ma quando viaggio mi diletto a leggere anche i libri digitali.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Il mio rapporto con la scrittura è spesso lacerante e doloroso, perché devo scavare nel mio animo e attingere alle mie esperienze più intime, per catturare la verità, una verità che a volte ferisce, ma poi in certe poesie riesco a gioire con una visione più distaccata o di connubio con il mondo e la natura soprattutto.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Versi e capoversi di una vita, Verses and paragraphs of a lifetime”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Se fossi un lettore comprerei questa raccolta di poesie, perché se avessi un’età matura mi permetterebbe di fare un viaggio a ritroso nella mia giovinezza, per tornare agli anni giovanili della Contestazione e alle tematiche della lotta per i diritti civili e sociali, nonché per riflettere sui problemi del rapporto di coppia e sul difficile equilibrio che esso comporta. Se fossi giovane lo acquisterei per il motivo che spesso nell’adolescenza si crea un attrito tra genitori e figli e il fatto di crescere e di guadagnare uno spazio autonomo non è sempre frutto di un processo sereno e indolore, per cui potrei trovare qualche analogia con il mio vissuto in una poesia come “Padre, perché”. Inoltre le nuove generazioni sono particolarmente interessate alle tematiche ambientali e alla gestione delle risorse, amano di più gli animali rispetto alle generazioni precedenti, per cui un giovane potrebbe ritrovare alcuni contenuti ideali in poesie come “La nuova Arca”, “Al mio gatto”, “Birillo”, “Pedro, l’iguana”, “I pellicani di Los Arcos”.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sì, vorrei scrivere un’altra raccolta di poesie, un ciclo di racconti polizieschi e se riesco anche un libro sulla storia della vita di mia madre, ambientata nel dopoguerra.
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