 | 📍Intervista a CRISTINA MARTINUZZI, che presenta ai lettori il libro “FRAMMENTI QUOTIDIANI”.
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “FRAMMENTI QUOTIDIANI”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - “Frammenti Quotidiani” pone l’accento sul mosaico caleidoscopico della nostra quotidianità. Il nostro vissuto giornaliero si compone di una somma d’istanti molto diversi tra loro che toccano corde differenti della nostra anima sia che si tratti notizie dal mondo o vicissitudini personali o semplicemente un’osservazione più attenta della realtà che ci circonda.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La mia poesia parla, appunto, di come la mia anima risuoni al contatto con la realtà. È una condivisione intima della mia storia personale e della mia visione di temi universali. L’osservazione della natura fa da filo conduttore, legando i vari frammenti tra loro. L’auspicio è che chi legge possa riscoprire la propria singolare eco nelle mie parole.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Penso che siano due le tematiche principali che si dispiegano nel libro. La nostra umanità con tutte le sue fragilità, la capacità di resilienza e di suscitare stupore ma, allo stesso tempo, di compiere atti terribili. La natura che ci circonda, che si tratti di un vaso sul balcone, un pezzo di giardino o degli angoli meravigliosi di mondo per cui vale la pena fermarsi un attimo per assorbirne l’essenza.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “FRAMMENTI QUOTIDIANI”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Passeggiare nel nostro giardino mi ha portato allo stupore per ogni filo d’erba, per ogni gemma che si schiude alla vita, per ogni formica che corre affaccendata. Non c’è bisogno di andare in terre lontane, per quanto ami viaggiare, la meraviglia ti può cogliere anche nei sassolini attorno alla tua casa se sei disposto a guardare con attenzione.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - La mia formazione umanistica ha sicuramente influito e plasmato il mio modo di esprimermi. Mi sono rispecchiata nella Menzione d’onore della Giuria del Premio “I Murazzi 2023” che in un passaggio scrive: “La dimensione epigrammatica, talvolta lapidaria delle composizioni protende all’arte dell’ermetico, del simbolico, come anche all’invenzione dell’aforisma, in un’atmosfera di sentenziosità negata ovvero rivoluzionata ed estroversa”. In questa descrizione ritrovo il mondo greco e romano con Saffo e Catullo, la poesia ermetica con Quasimodo, Ungaretti e Montale ma anche la mia evoluzione che passa attraverso tutta la letteratura amata e studiata al liceo classico oltre a personali scoperte da Neruda a Gibran, da Alda Merini a Wislawa Szymborska. Impossibile citarli tutti.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Amo l’arte in ogni sua declinazione, ma tra esse la musica e la fotografia hanno avuto un ruolo primario nella mia poesia. Come scrivo in un frammento: “La musica lava l’anima. Resti solo con le tue emozioni”. Emozioni che cerco di mutare in parole con cui creare un’immagine, una sorta di istantanea che fotografa un determinato attimo.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Non so immaginarmi senza un libro in mano e la mia curiosità è attirata da generi tra i più disparati. Spazio dai classici ai romanzi storici, dai gialli alla fantascienza e ai fantasy. Un genere cui sono particolarmente legata sono le fiabe, che colleziono. Trovo che le favole siano un condensato della cultura di un popolo ed è molto stimolante conoscere diverse culture attraverso uno specifico genere letterario.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Il cartaceo senza ombra di dubbio perché stimola tutti sensi. La porosità delle carta, il fruscio delle pagine, l’odore di stampa sono tutti elementi che impreziosiscono l’esperienza della lettura. D’altra parte devo riconoscere i vantaggi del digitale che permettono di avere sempre sottomano una biblioteca vastissima come di scegliere la dimensione dei caratteri, senza dimenticare l’aspetto ecologico.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - La scrittura per me risponde a un bisogno, un’urgenza di descrivere con parole i sentimenti e le emozioni che si agitano nel mio intimo. Scrivere dà un senso e un volto ai miei stati d’animo, è una sorta di catarsi, una nave di possibilità che approda sulla carta attraverso la penna dopo aver lasciato le sue zavorre in mare.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “FRAMMENTI QUOTIDIANI”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Preferisco rispondere con l’incipit della prefazione del Prof. Hafez Haidar: “Cristina Martinuzzi consegna alle stampe i propri “Frammenti quotidiani”, brevi poesie che hanno la forza, la chiarezza e l’incisività di messaggi in bottiglia da affidare alle correnti del mare, in attesa di essere consegnati a chi cerca conforto.”
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Scrivere fa parte della mia quotidianità, quindi immagino che la risposta sia affermativa.
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