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Info sull'Opera
Autore:
Aletti Editore
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Roberto Aragno, che presenta ai lettori il libro “BAGLIORI DI SPERANZE”

di Aletti Editore

👉 Intervista a Roberto Aragno, che presenta ai lettori il libro “BAGLIORI DI SPERANZE”

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “BAGLIORI DI SPERANZE”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Il tema conduttore dell’opera è la speranza. Sentimento connaturato nell’esperienza umana che aiuta alla sopravvivenza. La speranza resiste nel dolore, supera la perdita, filtra nei nostri comportamenti, riemerge nella memoria, dà un senso all’esistenza, illumina improvvisa anche quando sembra calare l’oscurità. E’ una presenza intermittente, talvolta sotterranea e non sempre percepibile, ma quando si è esposti in una condizione di fragilità ecco che la speranza riemerge come un bagliore anche nel buio più profondo.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Molto. Noi tutti apparteniamo al mondo che ci circonda e di cui subiamo influenza. Ogni nostro agire riflette esperienze individuali che traggono la loro matrice dalla realtà. Scrivere non è altro che una sua rappresentazione, nondimeno ciascuno fa riferimento alla sua libera interpretazione. Per quanto mi riguarda ho cercato di essere un attento osservatore sia della natura nella sua materialità che in quella spirituale. Per spirituale intendo il sondare l’animo umano in tutte le sue recondite manifestazioni, ovviamente anche all’interno di me stesso.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Il libro contiene una quantità copiosa di argomenti a cui ho cercato di dare forza visiva e narrativa. Molti i ricordi della spensierata fanciullezza, dei momenti di contatto con la natura e le continue scoperte, gli amori vissuti e perduti, aspetti esistenziali ricorrenti, occasioni di letizia, ma anche di dolore a seguito di tragici eventi. Tutte dolci memorie emergenti dal passato, che per certi aspetti costituiscono anche una sorta di diario del proprio vissuto personale.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “BAGLIORI DI SPERANZE”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Sinceramente ho difficoltà a selezionare degli episodi che pongo sullo stesso piano in quanto frutto di una medesima esperienza creativa. Comunque una dolce, delicata nostalgia l’hanno rievocata le feste del natale, l’empatia provata con l’abbraccio di un albero, la sensazione di libertà provata nell’esprimermi su aspetti della vita quotidiana e nella ricerca di una mia interiorità. Sensazioni sempre sostenute e rinforzate anche nei momenti meno lieti dalla speranza, che seppure celata nelle profondità dell’IO nel momento del bisogno mi è apparsa luminosa come un faro nel turbinio dei marosi.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - La poesia italiana otto-novecentesca costituisce un panorama complesso e variegato in cui riesce difficile avere dei punti di riferimento congrui rispetto alla propria naturale vocazione. Si sono costituite numerose correnti dal decadentismo pascoliano o anche simbolismo, al crepuscolarismo di Gozzano, al futurismo di Marinetti, all’ermetismo di Ungaretti e Montale, a quella anti novecentistica di Saba per citare quelle più emergenti. Ebbene i poeti che più mi hanno colpito per un sentito rapporto di vicinanza ho ritrovato un Pascoli per le sue delicate immagini sui valori della vita, Ungaretti per l’intensità con cui rappresenta i sensi di fragilità e precarietà umana, Quasimodo per l’esaltazione della vita e dell’amore non discosti da una venatura di malinconia ed infine Saba, ma non certo ultimo, per la profondità dei brani con cui esprime la sua vita interiore. Ma è impossibile formulare una scala di valori perché ciascun poeta è figlio del proprio tempo.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Ho sempre avuto un particolare interesse per il mondo dell’arte che nelle sue espressioni generali costituisce lo specchio della dimensione ed evoluzione umana. Non ho preferenze per una disciplina in particolare, sebbene l’ascolto della musica classica è quella che più mi ispira a prescindere dal compositore, sia esso un Mozart, un Verdi o un Vivaldi per citarne alcuni. Infatti nelle mie composizioni, pur nella semplicità del linguaggio, è implicito lo sforzo di dare ritmo ed armonia ai versi in modo da renderli più gradevoli alla lettura.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Direi la narrativa. Da giovane sono stato un accanito lettore di racconti polizieschi e di fantascienza. Successivamente ho privilegiato letture più impegnative sulla condizione umana e sociale, ovviamente in un contesto più ampio relativo al compimento dei miei studi giuridici e dei necessari approfondimenti professionali. Tuttavia di recente oltre a comporre poesie mi sono voluto mettere alla prova scrivendo un romanzo di fantasia “LA FEDE OLTRE LA VITTORIA” di prossima pubblicazione che mi auguro presenti una trama attrattiva sufficiente a suscitare interesse.

Domanda - Preferisce il libro cartaceo o quello digitale?
Risposta - Non ho motivi per distinguere il prodotto, tuttavia il libro cartaceo mi attira ancora per la sua materialità che conferisce un sentimento di maggiore appartenenza e vicinanza rispetto al digitale.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - A volte sono stato colto da stupore perché nell’atto del comporre le parole sembravano voler esprimere una identità ed una dimensione autonoma, tant’è che nel rileggerle spesso mi son chiesto: ma le ho scritte proprio io, son io il loro autore?

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “BAGLIORI DI SPERANZE”, se non l’avesse scritto.
Risposta - Ho dovuto purtroppo constatare che nella tradizione contemporanea la poesia abbia subito innovazioni tali nei suoi canoni stilistici da non essere facilmente comprensibile per chi non abbia la formazione letteraria necessaria per poterla apprezzare. In conseguenza la maggior parte del pubblico si è sentita esclusa e si è allontanata da tali espressioni artistiche che sono rimaste patrimonio solo di circoli culturali eletti. Ebbene con quest’opera mi son voluto misurare nel tentativo di comporre e rappresentare attraverso immagini, simboli ed un linguaggio ispirato ad una maggiore semplicità, emozioni percepibili da un numero maggiore di lettori e più facilmente condivise. Ecco questo costituisce il mio personale bagliore di speranza che mi piacerebbe fosse favorevolmente giudicato anche da un potenziale acquirente del libro.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo può darcene un’anticipazione?
Risposta - Certamente. Ho in preparazione una nuova raccolta di poesie con cui mi propongo di sondare l’intimità umana nei suoi aspetti più fragili, soprattutto in relazione al destino finale che la conclusione della vita riserva a ciascuno di noi, nella speranza di riuscire a conferire a tali tematiche una veste di maggiore modernità che susciti un rinnovato interesse.

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