 | 👉 Intervista ad Elena Montecucco, che presenta ai lettori il libro “Dall'alto della torre ai piedi del castello”
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Dall'alto della torre ai piedi del castello”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali che tratta in questo volume?
Risposta - Arquata Scrivia con la sua torre e Francavilla Bisio con il suo castello, hanno fatto da cornice ai miei ricordi di bambina, adolescente prima e di giovane donna poi. Da qui la scelta del titolo. Sono partita da questi due emblemi, questi due monumenti che sono stati testimoni dei ricordi della mia vita.
Risiedo attualmente a Trento. Arquata è il paese dove sono nata. Francavilla è il paese dove è nato quello che poi è diventato mio marito, Paolo, ed è il paese che mi ha adottata e dove torniamo ogni estate a ritrovare e riscoprire le nostre radici. In questo volume ho voluto raccogliere i ricordi, custodire la memoria di alcuni luoghi ma soprattutto di quei volti amati o conosciuti che hanno lasciato una traccia, un solco profondo e indelebile dentro di me.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà aleggia, traspare in questo volume attraverso le generazioni, gli affetti, le amicizie e i luoghi. Ho cercato di raccontare le emozioni passate, vissute, lasciandomi trascinare da ricordi e passandole attraverso la cruna del tempo per cucire poi storie, attimi del mio passato, dentro il quale però ci sono persone, con i loro messaggi di saggezza, con le loro movenze, con i loro tratti, con le loro peculiarità e luoghi amati ancora capaci di suscitare commozione e stupore, allora proprio come oggi.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall'oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Sì, ho cercato di dare testimonianza a luoghi e volti alleggerendone il racconto con i tratti gentili e aggraziati che solo la poesia sa regalare. Ho cercato di tradurre chi o cosa ho conosciuto, ciò che i miei occhi e le mie emozioni hanno visto e hanno vissuto. La poesia e la scrittura hanno la capacità di arrestare e fissare il tempo. Ecco allora apparire sulla carta: cartoline di luoghi come caroselli, affreschi di vita rurale o momenti di vita conviviale, fotografie di volti in bianco e nero o a colori, immagini di un tempo che non c'è più.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Dall'alto della torre ai piedi del castello”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Se dovessi isolare del libro “Dall'alto della torre ai piedi delle del castello” alcuni episodi, potrei suggellare la parte affettiva parentale da quella delle amicizie e delle conoscenze attraverso il tempo, i luoghi, sistemandole come statuine in un presepe vivente, dentro la mia memoria, qua e là con ruoli, tempi e scenari dettati dall'istinto del ricordo.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Le mie fonti di ispirazione sono le persone stesse, le relazioni che ho avuto con esse, le amicizie, le conoscenze. Per quanto riguarda gli autori mi sono ispirata ad Alda Merini, a Pavese, a Calvino, a Montale e a De Andrè, per le loro narrazioni, i loro ritratti e le loro ballate.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Accompagno le mie poesie a dei quadri che dipingo proprio cercando ispirazione nelle parole; a volte accade il contrario, è il quadro a ispirarmi un ricordo, a volte è la poesia a ispirarmi un quadro.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Amo la poesia, la letteratura in generale, soprattutto libri storici. Sto provando a scrivere un racconto raccogliendo le testimonianze all'interno di una RSA, per salvare degli anziani i loro ricordi, le memorie, dall'oblio del tempo.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Preferisco in assoluto il cartaceo anche se quando guido per lunghi tratti adoro ascoltare gli audiolibri e viaggiare così con la fantasia, dentro la storia.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?
Risposta - Il rapporto con la scrittura per me è sempre liberatorio. Quando scrivo avverto come un'esigenza che mi spinge a scrivere o a dipingere se devo realizzare un quadro. Se rimando, se non ubbidisco subito a questa esigenza, avverto un grande stato di frustrazione, di stanchezza interiore. Un mal di testa, una pesantezza fisica che si estende a tutto il corpo, fino a quando non riesco a ritagliarmi uno spazio per rispondere a questa “chiamata” creativa.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Dall'alto della torre ai piedi del castello”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Acquisterei “Dall'alto della torre ai piedi del castello” per fare un tuffo nel passato, per ritrovare e recuperare momenti, situazioni, persone, luoghi, paesaggi del tempo che passa e che rende tutto più annebbiato e ovattato.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sto realizzando una raccolta di poesie legata a quanto sta accadendo attorno a noi: guerre, difficoltà, bullismo, isolamento, solitudine, paura dell'altro.
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Collana I Diamanti - Poesia
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ISBN 979-12-241-0691-3
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