 | 📚 Intervista a Mirko Cervini, che presenta ai lettori "La lirica dei sogni"
Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “La lirica dei sogni”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Ritengo il titolo piuttosto emblematico e fedele alla dimensione poetica che più mi appartiene, ossia alla ricerca costante di un equilibrio fra tangibile e onirico. Ogni verso nutre l’ambizione di scavare nel dubbio e mettere a nudo l’eterna controversia fra ciò che è e ciò che appare. In molti versi trovo evidente la necessità di un momento di solitudine. Si tratta di un viatico fondamentale che fa ordine fra il giorno e la notte, il bianco e il nero, le scomposte frenesie del tempo e il tepore d’un camino.
Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà ha inciso nella misura che le appartiene. È un elemento imprescindibile di un tutto che è comunque fatto anche di altro. L’occhio è testimone di una realtà che vede solo in parte e si contrappone ad un sogno che non conosce limiti. La ricerca di una verità fra il relativo e l’assoluto. La poesia crea un luogo terzo, dove prendono consistenza alchimie perfette fra gli opposti che si attraggono.
Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - Questa raccolta, come del resto ogni libro, dovrebbe rappresentare un seme da affidare al vento. La vita dirà se il seme troverà un terreno fertile dove crescere o un’insenatura fra le rocce di un luogo impervio. Il libro porta in dote una visione e spunti di riflessione dei quali, a mio avviso, è bene che il tempo conservi memoria. La poesia è una chiave che apre porte e ha talvolta un potere salvifico inaspettato.
Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “La lirica dei sogni ” se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Ricordo con simpatia gli istanti in cui, in viaggio con la mia auto, ho avvertito l’impellente necessità di un parcheggio per immortalare un pensiero o un verso che, diversamente, non sarebbero tornati alla mente allo stesso modo. Carpe diem.
Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - La vera fonte di ispirazione è semplicemente la vita che mi circonda, intesa in senso lato. I luoghi, le relazioni, i colori, i profumi, i suoni e le contraddizioni. Rifletto molto sulle tematiche del nostro tempo, legate talvolta ad una profonda incoerenza. Citare autori specifici è difficile in quanto la quasi totalità di essi, me compreso, rappresentano anime in conflitto, che cercano risposte da un mondo che vivono come se non gli appartenesse. Fra i poeti di un certo spessore, che hanno segnato pagine indelebili della nostra letteratura, non me ne sovviene nemmeno uno che non venga da una vita più o meno tormentata.
Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Influenzare è parola grossa. Vi sono tuttavia personaggi di varie arti che, per motivi diversi, mi hanno sempre destato una certa curiosità. Ne cito alcuni in ordine sparso e con le più svariate vocazioni: De André, Battiato, Morricone, Gaber, Rodari, Guccini, Modigliani. Vi è fra loro molto più nesso di quanto appaia. La poesia si annida ovunque, anche in un piatto di pasta o nel canto di un gallo.
Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Mi piacciono molto i racconti brevi dalle morali forti e, in senso generale, tutto ciò che è metafora.
Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Mi ritengo un uomo abbastanza di vecchio stampo che considera la parte tattile di un libro, il suo profumo e il lieve fruscio dello sfogliare, qualcosa di assolutamente inimitabile. Un libro in un computer è un libro in carcere con il massimo della pena.
Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Il mio rapporto con la scrittura è praticamente quotidiano e ampiamente consolidato nel tempo. Prendo spunto da un fatto o da un pensiero, rifletto e scrivo. Questo libro è stato partorito come conseguenza di ciò che lo ha preceduto e come preludio a ciò che seguirà.
Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe ”La lirica dei sogni” se non lo avesse scritto.
Risposta - Vi trovo un forte richiamo ad una poesia in via di estinzione. Pare la ricerca di un linguaggio e uno stile che oggigiorno vengono assorbiti da una frenesia incontrollata e da un vocabolario sempre più esile. Lo comprerei per conservarne la memoria e non disperderne il valore. Un buon libro nelle mie mani è un buon libro che si mantiene vivo.
Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Mi attribuisco vita eterna fino a prova contraria. I progetti sono tanti e saranno una sorpresa.
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