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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Vesna Andrejevic, che presenta ai lettori il libro “Vera. Libera. Mia”

di Rassegna Stampa

👉 Intervista a Vesna Andrejevic, che presenta ai lettori il libro “Vera. Libera. Mia”

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Vera. Libera. Mia”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Ho scelto il titolo "Vera. Libera. Mia." perché rappresenta un movimento interiore che attraversa tutto il libro: il ritorno a sé, alla propria verità, alla libertà di riconoscersi senza paura.
In queste pagine affronto temi che per me sono fondamentali: la fragilità che diventa forza, il silenzio come luogo di ascolto, il coraggio di chiudere e di aprire nuove soglie, la dignità del proprio sentire.
Sono poesie nate da un processo di trasformazione personale, da un cammino che non cerca spiegazioni ma presenza. Ogni testo è un gesto minimo che prova a nominare ciò che si muove dentro, con sincerità e senza rumore.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - La realtà ha inciso nella mia scrittura nel modo più semplice e più profondo: mi ha attraversata. Non ho scritto per raccontare ciò che vedevo fuori, ma ciò che accadeva dentro mentre la vita mi toccava.
Ogni poesia nasce da un momento reale: un rumore che mi ha scosso, un silenzio che mi ha aperta, un gesto che ha lasciato un segno.
La realtà non è stata un tema, ma una ferita, una soglia, un movimento. Io ho solo ascoltato.
Scrivere, per me, è stato un modo per restare fedele a ciò che sentivo, senza abbellire, senza nascondere.
La realtà ha inciso perché io le ho permesso di farlo: l’ho lasciata entrare, e le parole sono arrivate come conseguenza naturale di quel contatto.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta -La scrittura, per me, è un gesto di testimonianza: un modo per salvare ciò che la vita tende a far scivolare via. Con questo libro ho voluto custodire i momenti in cui l’anima si è aperta, i passaggi in cui ho sentito il rumore e il silenzio insieme, le emozioni che rischiavano di perdersi nel tempo.
Ho scritto per non dimenticare la verità di quegli istanti: la fragilità che si è trasformata in forza, la ricerca di libertà, il ritorno a me stessa.
Ho voluto salvare il movimento interiore, non i fatti; la vibrazione, non la cronaca. Ogni poesia è una traccia di ciò che sono stata mentre mi stavo trasformando.
È questo che ho voluto sottrarre all’oblio: la mia voce nel momento esatto in cui imparava a riconoscersi.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Vera. Libera. Mia.”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Se penso ai momenti che porto con più favore da questa esperienza, non sono fatti precisi, ma attimi interiori.
Ricordo il primo giorno in cui una parola è arrivata senza che la cercassi: è stato come sentire un varco aprirsi, un respiro nuovo. Ricordo il silenzio che mi ha accompagnata mentre scrivevo, un silenzio che non faceva paura, ma spazio. Ricordo la delicatezza con cui alcune emozioni si sono lasciate nominare, come se finalmente avessero trovato un luogo sicuro.
Sono episodi minimi, quasi invisibili dall’esterno, ma per me sono stati decisive soglie: piccoli risvegli, piccole verità che si sono lasciate riconoscere.
È questo che custodisco con più gratitudine: il momento in cui la mia voce ha iniziato a parlarmi, e io ho avuto il coraggio di ascoltarla.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Non ho fonti di ispirazione esterne, né autori che abbiano guidato la mia scrittura.
Questo libro nasce senza maestri, senza modelli, senza un’eredità letteraria da seguire. La mia unica ispirazione è stata l’esperienza vissuta: ciò che mi ha attraversata, ciò che ha fatto rumore dentro di me, ciò che il silenzio ha rivelato.
Ho scritto ascoltando la mia voce, non quella degli altri. Le parole sono arrivate da un movimento interiore, da una verità che chiedeva di essere nominata.
La mia formazione sentimentale non viene dai libri, ma dalla vita: dalle soglie che ho attraversato, dalle emozioni che ho avuto il coraggio di sentire, dai momenti in cui l’anima si è aperta. È da lì che nasce tutto.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Non ci sono altre discipline artistiche che abbiano influenzato la mia scrittura. Non vengo dalla musica, né dalla pittura, né da altre forme espressive. La mia unica fonte è stata la vita stessa.
La mia scrittura nasce da ciò che ho vissuto, da ciò che mi ha attraversata, dai silenzi che mi hanno parlato più di qualsiasi opera d’arte. Non ho seguito artisti, non ho cercato modelli: ho ascoltato soltanto il movimento della mia anima.
Ogni poesia è nata da un’esperienza reale, da un’emozione che chiedeva di essere nominata.
La mia arte non arriva da fuori, ma da dentro: è un gesto di verità, un modo per restare fedele a ciò che sentivo.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - Non ho un genere letterario che prediligo oltre a quello che attraversa il mio libro. La mia scrittura non nasce da una preferenza stilistica, ma da un ascolto: ciò che sento, ciò che mi muove, ciò che chiede di essere nominato.
Non scelgo un genere, scelgo la verità del momento.
A volte prende la forma della poesia, altre del silenzio, altre ancora di una parola che arriva da sola, senza struttura.
La mia lettura e la mia scrittura non seguono categorie: seguono il ritmo dell’anima.
È questo il mio unico “genere”: ciò che è autentico, ciò che vibra, ciò che resta.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Preferisco il libro cartaceo. Mi piace il gesto di aprirlo, il peso tra le mani, il silenzio che crea intorno a sé. Il cartaceo ha un respiro, un odore, una presenza che il digitale non può imitare.
Un libro fisico diventa un luogo: lo puoi toccare, lo puoi lasciare su un tavolo, lo puoi ritrovare.
Per me la lettura è un incontro, e il cartaceo rende questo incontro più umano, più intimo.
Il digitale è comodo, ma il cartaceo è vivo.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Durante la composizione del libro, la scrittura è stata un luogo. Un luogo in cui potevo entrare senza paura, dove il rumore e il silenzio trovavano finalmente un equilibrio.
Non è stata un’attività da svolgere, ma un gesto di ascolto: ogni parola arrivava quando era pronta, e io mi limitavo ad accoglierla.
Il mio rapporto con la scrittura è stato di verità e di presenza. Scrivevo solo quando qualcosa dentro di me si muoveva davvero, quando un’emozione chiedeva di essere nominata. Non ho forzato nulla: ho lasciato che il libro si formasse da sé, come un respiro naturale.
La scrittura, in quel periodo, è stata una compagna silenziosa: mi ha aiutata a riconoscere ciò che stavo vivendo, a trasformarlo, a custodirlo.
È stata un atto di libertà e di ritorno a me stessa.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Vera. Libera. Mia.”, se non lo avesse scritto.
Risposta - Se non lo avessi scritto, comprerei "Vera. Libera. Mia." perché è un libro sincero.
Dentro c’è un’anima che si lascia vedere con delicatezza, senza maschere.
Lo leggerei per ritrovare emozioni autentiche, dette nel momento in cui sono nate.
È un libro che accompagna, non che pretende.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Sì, sento che ci saranno altre opere, ma non so ancora la loro forma.
La scrittura per me nasce solo quando qualcosa dentro si muove davvero, e in questo momento sto ascoltando quel movimento senza forzarlo.
So che arriverà un nuovo libro, perché c’è ancora una parte di me che chiede di essere nominata.
L’unica anticipazione che posso dare è questa: sarà un’altra verità, un’altra soglia, un altro ritorno a me stessa.

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