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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista ad ALEXANDER DEL CARPIO, che presenta ai lettori il libro “ELOGIO DEL CAOS”

di Rassegna Stampa

👉 Intervista ad ALEXANDER DEL CARPIO, che presenta ai lettori il libro “ELOGIO DEL CAOS”

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “ELOGIO DEL CAOS”. Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?
Risposta - Nella mia vita ho avuto la sfortuna/fortuna di incontrare delle persone che erano le migliori a fare il loro mestiere: talvolta a livello sportivo, talvolta a livello accademico, talvolta a livello creativo. Tante volte ho cercato di emularle ma rimanevo sempre accecato e stordito dall’impossibilità di non raggiungere mai il loro livello. Così sono rimasto intrappolato in un circolo vizioso con lo sguardo sempre rivolto verso gli altri. Questo perché ritenevo che le mie capacità non avrebbero mai avuto la possibilità di prendere il sopravento in un contesto in cui venivano premiati altri tipi di abilità che in molti casi corrispondevano al benessere economico. Ma è proprio in questo stato instabilità e di indecisione costante che ho imparato il loro segreto: questi geni non erano influenzati da alcun sentimento di attaccamento verso quello che facevano, in altre parole, erano pronti a sacrificare quello che avevano raggiunto pur di andare un passo oltre e lasciarsi alle spalle i propri meriti. In loro ho incontrato l’essenza dello spirito evoluzionistico nella sua massima espressione oppure volontà di potenza per dirla in termini filosofici, e così ho finito per interiorizzarlo.
Ogni volta che compongo nuovi versi cerco di applicare questa metodologia per riuscire a collegare i vari pezzi che ho incontrato strada facendo, sparpagliati su un sogno, su un’esperienza vissuta, su un insegnamento lontano o recente, e soprattutto su un gesto o uno sguardo. Perciò posso dire che gli argomenti di cui parlo toccano principalmente la mia esistenza e l’interazione col mondo che mi circonda, lasciandomi guidare da questi indizi di volta in volta.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?
Risposta - Dentro questa domanda c’è un’altra domanda implicita a cui è necessaria trovare una linea di demarcazione in sintonia agli indizi che ho incontrato per strada: che cos’è la realtà? Se lo vogliamo definire come spazio fisico in cui abitiamo gli esseri umani e tutti gli esseri viventi del creato allora posso dire che mio nonno materno ha giocato un ruolo chiave. Da bambino mi ha abituato all’esercizio di dettagliare liberamente le mie giornate sulla sua macchina da scrivere soprattutto quando trascorrevo insieme a lui le mie vacanze in Perù (Lima). Per quanto riguarda invece il dominio di quello che percepiamo con i nostri sensi, ossia l’elaborazione degli impulsi elettrici che ci permettono di proiettare il nostro io mentale, allora la chiave determinante diventa la sfera della musica che ascolto e stringo ogni giorno, di qualsiasi genere essa sia. La musica mi fornisce gli strumenti di cui ho bisogno per giocare e orchestrare le parole ritmicamente in compartimenti stagni in cui riescono a convivere tra di loro in sinergia. “Dividi et impera” come suggerisce la locuzione latina, così la musicalità diventa ruscello di separazione e unione a seconda del tipo di interazione tra le righe.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?
Risposta - I miei ricordi, i miei componimenti per il 50, anche a volte fino al 80% sono ricordi. Mimetizzati insieme a immaginazione e intuizioni, rileggendoli essi sono in grado di riportarmi indietro a un preciso momento della mia vita. Per questo è sempre stata mia premura incapsularli e proteggerli dal passare degli anni, perché si sa, la memoria può giocare disparati scherzi.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “ELOGIO DEL CAOS”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?
Risposta - Li descriverei come episodi che hanno scosso fortemente la mia esperienza del mondo, in grado di influenzarmi radicalmente su tutti i livelli, sia fisicamente che psicologicamente. Una delle critiche che mi potrebbero essere sollevate come esistenzialista è di ricorrere al pessimismo cosmico, mentre invece il mio non è un invito alla disperazione ma alla consapevolezza. Dipingere la vita nel suo ambiente naturale non è un esercizio per esprimere un giudizio positivo o negativo nel termine più generico della parola, ma semplicemente significa registrare un breve filmato del suo avvenimento in un preciso spazio-tempo: non è l’essenza dell’evento in sé ma il suo accadere all’interno dell’esistenza.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?
Risposta - Sono quattro gli autori che io ritengo fondamentali per il solidificarsi della mia scrittura in versi:

a. Giacomo Leopardi: poeta e filosofo, precursore dell’esistenzialismo
b. Julio Cortázar: scrittore e poeta, luminare della ricerca metafisica e della scrittura ludica
c. Friedrich Nietzsche: filosofo e poeta, il mio personale modello per eccellenza da cui ho appreso le potenzialità di amalgamare poesia e filosofia
d. Karl Popper: filosofo della scienza, l’anello mancante per la mia incursione nell’ambito scientifico

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
Risposta - Assolutamente, sono influenzato da tutte e sette le arti classiche, più le arti moderne con speciale enfasi riguardo al fumetto (nona arte) e ai videogiochi (decima arte).

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?
Risposta - La fiaba, il romanzo e il racconto. Le fiabe le divoravo da bambino, i romanzi mi hanno sempre accompagnato in tutti i periodi della mia vita, mentre invece il racconto ha avuto un profondo impatto su di me grazie ai racconti di Julio Cortázar che ha espanso il genere fantastico, ereditato dal suo maestro Jorge Luis Borges.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Risposta - Il libro tradizionale cartaceo, tutta la vita. Nessun altro odore si può avvicinare a quello del libro recentemente stampato e alla sensazione di scorrere con le dita le parole o le righe che ci lasciano con gli occhi fuor di orbita e le mascelle spalancate.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.
Risposta - Il mio rapporto con la scrittura è una sorta di alluvione che irrompe e distrugge una diga costruita temporaneamente per contenere informazioni. In questi quindici anni in cui ho creato i vari componimenti, talvolta riuscivo a tenere in piedi la diga soltanto per un paio di settimane (periodo del liceo), talvolta rimaneva in piedi anche più di un anno (periodo di università e lavoro).

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “ELOGIO DEL CAOS” se non lo avesse scritto.
Risposta - La curiosità di scoprire quale persona sana di mente attribuisce al proprio libro un titolo così bizzarro da generare una sorta di sensazione di clickbait inconscio.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?
Risposta - Continuerò a scrivere poesia, ma non la pubblicherò singolarmente come facevo da giovane pischello sui social network. Se una nuova teoria si affaccerà tra le righe di questi ricordi, allora sarà probabile che il nascere di un nuovo libro si renda necessario in futuro. Così come questo libro che è diventato possibile proprio perché necessario, necessario a me per non rimanere intrappolato da una realtà sempre più complessa e instabile.

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