Home Page  
Progetto Editoriale  
Poesia  
Narrativa  
Cerca  
Enciclopedia Autori  
Notizie  
Opere pubblicate: 18562

-



VIII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo.

Premio Nobel per la Letteratura.


SCADENZA DEFINITIVA
28 FEBBRAIO 2023

 


 

 

 

Il libro più amato da chi scrive poesie,
una bussola per un cammino più consapevole.
Riceverai una copia autografata del Maestro Aletti
Con una sua riflessione.

Tutti quelli che scrivono
dovrebbero averne una copia sulla scrivania.

Un vademecum sulle buone pratiche della Scrittura.

Un successo straordinario,
tre ristampe nelle prime due settimane dall'uscita.


Il libro è stato già al terzo posto nella classifica di
Amazon
e al secondo posto nella classifica di Ibs

Se non hai Amazon o Ibs scrivi ad:

amministrazione@alettieditore.it

indicando nell'oggetto
"ordine libro da una feritoia osservo parole"

Riceverai tutte le istruzioni per averlo direttamente a casa.



Clicca qui per ordinarlo su Amazon

oppure

Clicca qui per ordinarlo su Ibs

****

TUTTO QUELLO CHE HAI SEMPRE VOLUTO
PER I TUOI TESTI

vai a vedere quello che ha da dirti Alessandro Quasimodo
clicca sull'immagine

Le opere più interessanti riceveranno una proposta di edizione per l’inserimento nella prestigiosa Collana I DIAMANTI
Servizi prestigiosi che solo la Aletti può garantire, la casa editrice indipendente più innovativa e dinamica del panorama culturale ed editoriale italiano


 
Info sull'Opera
Autore:
Teatro
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
 -

LIEVE COME UN SOSPIRO a Guidonia Montecelio

di Teatro

Il Comune di Guidonia Montecelio
presenta
la Compagnia del Cinabro Rosso
in

LIEVE COME UN SOSPIRO
di Marco Mori e Maura Ragazzoni
Regia di Marco Mori

in memoria di Alessandro

Gerard Mario Fedeli, Anne Maura Ragazzoni,
Oste Salvatore Casertano, Infermiera Simona Minorenti,
Medico, Clochard, André Andrea Di Giovannantonio,
Arienne, Cameriera Arianna Fioravanti,
Bambina, Delphine Serena Lombardi,
Pierrot Samanta D’Antonio,
Bambino Daniele Fedeli

al pianoforte, Diego Calcagno

15 e 16 GIUGNO ORE 21,00
Teatro Comunale Dario Vittori di Montecelio
Via Cardinale Antonelli snc, Montecelio (Roma)

Info: teatrargo@yahoo.it
Ingresso gratuito - prenotazioni cell. 3337691388


Gérard Philipe
«Sembrava un angelo che tentava avidamente, ferocemente di divenire un uomo» così l’attrice Maria Casarès definisce Gérard Philipe. Indimenticabile il suo rimanere in bilico tra il cielo e la terra, tra ciò che è etereo e ciò che è materico, il suo sguardo tenero e insofferente, perennemente nostalgico, il suo volto angoloso, controverso, il suo personale ed elegante modo di gesticolare, ricco di pose.
Immortalato nel rivoluzionario ruolo di François ne Il diavolo in corpo, un film di Claude Autant-Lara del 1947, incarna una gioventù ribelle, inquieta e fragile. Seppur giovane, presenta sin dagli esordi un grande talento e una sensibilità straordinaria. Alterna teatro e cinema vestendo ruoli diversi, spesso in sintonia con la sua «stanca fanciullezza», ma indossa anche i panni di personaggi vivaci come nel film Fanfan la Tulipe (1950). Muore a soli 37 anni, nel novembre del 1959, all’apice della sua carriera lasciando un grande vuoto.

Note di regia
«Niente possiamo chiamare nostro se non la morte» con le parole shakespeariane di Riccardo II Gerard Philipe si insinua nei recessi della mente di Anne, la sua appassionata sposa, una mente prima salda, irremovibile che ora si perde nell’oblio del dolore. Abituata a non tradire le proprie emozioni, Anne si scontra con il grido della sua anima, sola, smarrita in un mondo ancora dannatamente pregno di ricordi. Si trova senza più difese e elabora il lutto attraverso un continuo tuffarsi nella memoria e riemergere nel gelido e inaccettabile presente.
Le immagini scorrono in un’altalenarsi di tempi e luoghi, di presente e passato, di ciò che è vivo e di ciò che non lo è. Il limite tra l’apparizione e la realtà è poco visibile, confusamente delineato, come fosse un landmark valicabile e al tempo stesso inaccessibile. Si è catapultati su «una spiaggia deserta e buia, un limbo tra incubo e veglia».
Un tenero quanto diabolico gioco alterna un Gerard all’apice della sua carriera, affascinate, incantato dalla vita, curioso, giocoso e un altro sé stesso stanco, provato, sofferente che affronta coraggiosamente il valico, il passaggio in una dimensione ignota. Non c’è dualismo, scissione, ma un unico uomo che, con la stessa innocenza, si inoltra nella vita e nella morte attraversandole e facendosi attraversare.
Ad affiancare i due protagonisti due figure: un grottesco ed esuberante Oste e una surreale Infermiera. Quasi fosse una voce antica al di fuori e al di sopra di tutto, l’Oste parla attraverso le parole del Qoelet. La dialettica tra il bene e il male, tra ciò che è vano e ciò che non lo è, il dilemma dell’esistenza tessono la struttura dell’intera piece.
La morte aleggia in ogni nostro pensiero, non si presenta soltanto sotto l’aspetto oscuro e tetro di una falce, ma ha mille volti, infinite variazioni. Può indossare qualsiasi abito, anche quello più consolatorio e benevolo e si può nascondere ovunque. La dama nera è «paziente e attenta, ci aspetta dietro un qualsiasi angolo».
Niente deve andare perduto, dobbiamo vivere solo l’attimo.
Marco Mori

Segnala questa opera ad un amico

Inserisci una nuova Notizia
Notizie Presenti