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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza
3 Giugno 2019
 



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Info sull'Opera
Autore:
Musica
Tipo:
Racconto
 
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I BALKANI AD ADRIA

di Musica

CHIUSO CAVAGLIERI (CHE VA A MILANO), APRONO – CON COLONNA SONORA - I BALKANI AD ADRIA.



L’ampia retrospettiva con cui la città di Rovigo ha reso omaggio al “suo” Mario Cavaglieri si è conclusa domenica con un bilancio di assoluto rilievo. A cominciare dall’interesse straordinariamente ampio che la stampa nazionale ha riservato alla mostra: recensioni e segnalazioni sono state, per numero ma anche per qualità, di molto superiori a quelle ottenute dalla precedente esposizione di Palazzo Roverella, dedicata ai tesori d’arte fra Venezia e Ferrara.

Importante anche la risposta del pubblico: a ammirare la mostra sono state, infatti, più di 23 mila persone, dato che per un artista certo noto ma non famosissimo è di tutto rilievo.

A visitare questa mostra è stato un pubblico che gli esperi definirebbero di livello “medio-alto”, persone cioè fortemente interessate, di buona cultura e di altrettanto elevato livello economico, disponili anche a lunghi trasferimenti per visitare una proposta culturale recepita come interessante. A confermare questo dato c’è anche il rapporto tra numero assoluto di visitatori e quello dei cataloghi venduti. Questo rapporto, nella mostra di Cavalieri, si è attestato sopra l’uno a dieci, ovvero molto, molto elevato, segno che le persone che hanno visitato la mostra e Rovigo erano fortemente interessate e motivate.

Che la mostra rivesta un notevole interesse e che abbia rilanciato il nome di Cavaglieri a livello quantomeno nazionale lo dimostra anche la richiesta che della mostra stessa ha avanzato il Comune di Milano. Una versione, leggermente ridotta, dell’esposizione sarà così proposta a Milano nella sua sede più prestigiosa della città, il Palazzo Reale di Piazza Duomo, a partire dal prossimo 17 luglio.

Non è escluso che, dopo Milano, Cavaglieri prenda la strada di altre importanti città europee e anche extraeuropee, portando così il nome di Rovigo nel mondo della cultura internazionale.

Per una mostra che chiude, eccone una che apre: non a Rovigo bensì ad Adria, sempre per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sabato prossimo, 7 luglio, aprirà i battenti l’attesissima mostra “Balkani. Antiche civiltà tra Danubio e Adriatico” che sarà allestita al Museo Archeologico Nazionale di Adria per sottolineare un altre importante evento: l’apertura, in contemporanea, della nuova Sezione Archeologica del Museo adriese.

In occasione della mostra “Balkani, Antiche civiltà tra Danubio e Adriatico” Adria sarà percorsa da coloratissimi gruppi musicali balkanici che improvviseranno agli angoli delle strade, nei giardini e nelle piazze della città. Sabato 7, mattina, dalle 10.00 alle 12.00, saranno in Piazza Oberdan, in Piazza Garibaldi e in Corso Vittorio Emanuele II angolo Corso Mazzini. Nel pomeriggio, al termine della presentazione della mostra che si terrà al Teatro Comunale di Adria, i musicisti faranno ala al pubblico che si sposterà dal Teatro per raggiungere il museo esibendosi in Corso Vittorio Emanuele II all’imbocco di via della Fossa, in Piazzetta San Nicola e in
via Angeli angolo via Badini.

La sera, dalle 20,30 invece, i gruppetti si uniranno per formare il
”Gruppo Balcanica” che si esibirà sul grande palcoscenico allestito per loro nel giardino del museo. Gli artisti provenienti dalla provincia di Vaslui in Romania,
musicisti , cantanti e ballerini saranno diretti da Lupu Viorel. I musicisti indosseranno i costumi tradizionali de paese. Spiegare la musica rumena è una cosa complessa, l’arte della musica è stata trasmessa di generazione in generazione da tempo immemorabile.
E’ un misto di musica araba, slava e ungherese, eppure ha un’atmosfera tutta
particolare che non si può definire con parole. Le origini delle fanfare
Rom devono essere cercate nelle bande militari turche che sono arrivate
all’inizio del diciannovesimo secolo. L’occupazione dei balcani ha avuto
una influenza considerevole che può essere seguita chiaramente attraverso
Bulgaria, Macedonia, Serbia e Romania. Raccoglie i suoni dell’Est, le musiche della festa e del dolore, le canzoni del viaggio senza fine, è un invito all’incontro da accettare ascoltando, tenendo il tempo o ballando.
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