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Il saluto Federiciano dei partecipanti al Festival

 
Info sull'Opera
Autore:
Musica
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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FESTIVAL DELLA CANZONE ROMANA 2007

di Musica

Domenica 7 ottobre 2007
ore 18

FESTIVAL DELLA CANZONE ROMANA
XVII edizione

Dedicato alla memoria di GIGI SABANI

Con: LANDO FIORINI, I VIANELLA, CUGINI DI CAMPAGNA, STEFANO ROSSO, PAMELA PRATI, LUCIANO ROSSI, SCHOLA CANTORUM, GIORGIO ONORATO, ALBERTO LAURENTI, BUTINAR, CULLA E CLOACA.

Roma, Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano 17
Tel 06 3265991 - 349 5563371
Biglietti: € 20 (Poltronissima) - € 15 (Poltrona) - € 10 (Balconata)

Nel suo nuovo e coinvolgente parterre, sarà il prestigioso Teatro Olimpico di Roma ad ospitare la XVII edizione del Festival della Canzone Romana, l’unico ed originale concorso annuale ideato, promosso ed organizzato da Lino Fabrizi, presidente dell’Associazione Culturale Roman Millenium, col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dell’I.M.A.I.E., ente che tutela i diritti degli interpreti esecutori dello spettacolo.
Il Festival, come è noto, percorre la tradizione musicale romana attraverso interpreti famosi e giovani e si sviluppa in una serata dedicata all’antologia della canzone e dei concorsi che si sono svolti dal 1800 ai nostri giorni e dai quali sono usciti anche recentemente molti artisti di talento (un esempio per tutti è Niki Nicolai, vincitrice dell’edizione del 1998). Durante lo spettacolo verranno premiati i due finalisti dell’anno: il Gruppo Radioclockmania, con il brano “Roma Bella” di Michetti, e Francesca Pani con il brano “C’era una volta Roma” di Longo.
Oltre ai giovani finalisti è previsto un cast d’eccezione: Lando Fiorini popolare attore e cantante romano che interpreterà i brani più celebri del suo repertorio, fra gag e pezzi dell’antica tradizione romana; Edoardo Vianello e Wilma Goich per una serata come duo I Vianella ci faranno rivivere parte del vernacolo romano; poi sarà la volta di Pamela Prati con il balletto dal folclore al rap, Giorgio Onorato, Luciano Rossi, Alberto Laurenti e la sua orchestra romana, Stefano Rosso ci porterà nel periodo dei cantautori romani, i Cugini di Campagna con la meravigliosa “Villa Borghese”, la Schola Cantorum gruppo che ha segnato una svolta della canzone romana con “Lella”, Butinar il più bravo imitatore di Franco Califano e il duo Culla & Cloaca, vincitori edizione 2005.
La serata sarà presentata da Francesco Vergovich di Radio Radio, una delle voci storiche della radiofonia italiana, mentre la voce narrativa fuori campo sarà di Angelo Blasetti.

www.festivaldellacanzoneromana.com
info@festivaldellacanzoneromana.com



FESTIVAL DELLA CANZONE ROMANA
17 ANNI DI FESTIVAL
Il primo concorso della canzone romana nasce a S. Giovanni nel 1891, durante la Festa delle Streghe e porta il titolo - come da locandina - “Audizione di S. Giovanni, concorso canzone romana”. Dopo un secolo, nel 1991, nasce il primo Festival della canzone romana a S. Maria in Trastevere, un concorso ideato da Lino Fabrizi e portato avanti negli anni con il sostegno e riconoscimento del Ministero dello Spettacolo, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, I.M.A.I.E…. Oggi Il Festival festeggia 17 anni di attività.
A lungo riposta nei polverosi archivi del dimenticatoio, la canzone romana torna oggi a nuova vita grazie all’impegno di Lino Fabrizi, ideatore del Festival della Canzone Romana.
Pur mantenendo integri gli schemi compositivi che ne hanno tracciato (talvolta oleograficamente) gli ammiccanti percorsi musicali, il Festival si differenzia dal riduttivo evento popolare traendo respiro dai continui fermenti melodici che caratterizzano la scena musicale nazionale. Non più infiltrata dall’eccessiva enfasi dello slang locale ma piuttosto dalle sue poetiche fattezze (quasi fosse una donna), Roma diviene testimone silente del soggetto al quale l’artista si rivolge.
Quando l’Italia si misurava ancora a piedi, la canzone popolare, in quanto concepita sotto l’inevitabile influenza del vernacolo, oltre che una missione evasiva, svolgeva soprattutto una funzione sociale. Dalla canzone del “Pellegrino” scritta intorno al trecento al contemporaneo della Ferri dei Vianella e di Califano, passando per “La cena della sposa” del Cinquecento, la canzone romana ha subito l’evoluzione sociale della città, divenuta crocevia di diverse forme di comunicazione artistica.
Dall’ottava allo stornello, la comunicazione sonora di varie audizioni e Sagre (da S. Giovanni alla Festa de’ Noantri) ha, a sua volta, letteralmente stravolto la storica tradizione sconfinando nel caratteristico gorgheggio. Un formidabile strumento di coesione sociale. E nemmeno le sensibili arguzie del poeta Trilussa riuscirono a dare alla città di Roma la giusta dimensione musicale sulla scena nazionale. Saranno Romolo Balzani prima - vincitore di una audizione che si svolgeva nell’ambito della Festa di San Giovanni “Sagra delle lumache” - ed Ettore Petrolini dopo, a regalare la giusta ribalta alla canzone romana.
Saranno proprio i cantautori, in un periodo storicamente di “rottura”, a ridare l’ossigeno a una città storicamente ignorata, dopo avere vissuto prima il paradiso (Rossellini) e poi l’inferno (da Tomas Milian alla Saga dei Pierino con il cinema). Da “Roma capoccia” di Antonello Venditti e della Schola Chantorum a “Ninna nanna nanna ninna” di Claudio Baglioni, Roma torna ad imporsi grazie al fascino esercitato nei confronti di artisti come Lucio Dalla, Matia Bazar, Renato Zero a molti altri. Ecco perché pensare al Festival della Canzone Romana come a qualcosa di decodificabile anche oltre ai confini laziali significa attingere alla scena nazionale.

A GIGI SABANI
La canzone romana in memoria di un amico
A lui va il ricordo di un carissimo amico.
Amico fraterno: con Gigi ci frequentavamo da circa 40 anni, sin dall’adolescenza. Poi il destino ha voluto dividere le nostre strade, fino a quando,adulti, ci siamo ritrovati. E’ stato bellissimo ritrovarci, godendo di quel successo che Gigi sin da bambino, ha sempre sognato. E lui da grande amico quale era, ha omaggiato questa grande fratellanza, invitandomi a collaborare con lui nel 1980. Anzi, lui stesso mi è stato di grande aiuto nell’organizzazione di una difficile edizione della mia manifestazione. Un’edizione che, con la sua presenza sul palco, è poi divenuta indimenticabile…Grazie mio grande amico. Sei sempre nel mio cuore.

Lino Fabrizi
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