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Info sull'Opera
Autore:
Comunicati Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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La trasmissione televisiva "CULT" per CEDIFOP

di Comunicati Stampa

Una puntata della trasmissione televisiva "CULT" interamente dedicata a CEDIFOP


Venerdì 28 settembre, una troupe del canale satellitare OASI.TV, guidata dalla conduttrice del programma CULT, Valentina La Ferrera, in onda ogni venerdi alle ore 20.30, è stata ospite del centro studi CEDIFOP, al Molo Sammuzzo - Porto di Palermo, faccendo delle riprese sull'attività didattica del centro.

La puntata inserita come la terza puntata della trasmissione CULT attualmenre in fase di programmazione andrà in onda venerdì 16 Novembre 2007 o venerdì 23 Novembre 2007 alle ore 20,30 con replica alle ore 23.30.

Per collegarsi ad Oasi.Tv:
satellite Hot Bird 13° Est - polarizzazione verticale - trasponder 6 - symbol rate 27.500 - frequenza 12.520
Sintonizzazione automatica: SKY.CANALE 848

altre info...

Giovedì 25 Ottobre alle ore 12.00 sul canale 21 TVT, la trasmissione "TVT ore 12" sarà dedicata anche alla formazione degli OTS, con video, immagini, attrezzature tecniche ed interviste. La trasmissione andrà in replica dalle ore 01.00 alle ore 8.00 di Venerdì 26 Ottobre.


A CEDIFOP ricominciano le lezioni per diventare O.T.S.


Sono diciannove, e tra loro c'è anche una donna. Sicilia, Lombardia, Calabria, Sardegna, Lazio, Puglia e Abruzzo le loro regioni di origine. Hanno un'età compresa tra i 20 e i 50 anni. Sono gli allievi del nuovo corso per OTS (Operatore Tecnico Subacqueo) del Centro Studi Cedifop di Palermo, iniziato lo scorso 18 settembre. Per i prossimi tre mesi si dedicheranno al raggiungimento del loro obiettivo: conseguire l'attestato che permetterà loro di iscriversi al registro sommozzatori tenuto dalle Capitanerie di Porto, l'unico che consente di operare in acque portuali come OTS senza incorrere nel rischio di sanzioni. E il Cedifop, diretto da Manos Kouvakis, è uno dei pochi centri in Italia a rilasciare tale attestato.
Come sempre, la classe di aspiranti OTS è eterogenea. Alcuni di loro svolgevano già questo lavoro senza attestato, ma adesso hanno deciso di fuggire allo sfruttamento e al lavoro nero. Altri, invece, arrivano direttamente dalla subacquea sportiva, e tentano il grande salto verso il lavoro professionale. Altri, ancora, lavorano già in mare ma vengono qui a Palermo per completare la loro formazione. Come Giuseppe Caria, che arriva da una tonnara in Sardegna, e Ilario Peluso, dipendente della riserva marina di Porto Cesareo, in provincia di Lecce. O come il palermitano Alberto Gasparin, classe 1958, proprietario della ditta "Palumbarus", un veterano del settore della subacquea.
"Ho saputo del corso da colleghi che lo hanno seguito negli anni passati - ci dice Gianluca Ruggeri, di Como -. Fino a questo momento mi sono occupato dell'assistenza in superficie. Sono qui per immergermi e lavorare anche io sott'acqua". Giampiero Luzzi, invece, arriva da Catanzaro. Lui aveva già il brevetto OTS, ma gli è stato ritirato perché di tipo militare, e quindi per potere lavorare si è rivolto al Cedifop. Nel gruppo di allievi c'è anche una trentenne originaria di Chieti, Emiliana Caramanico. Lei studia Scienze ambientali a Ravenna e, dopo avere conseguito i brevetti sportivi, la sua passione per il mare l'ha spinta fino in Sicilia per diventare OTS.



di Salvatore D'Anna
dall'Avvisatore Marittomo della Sicilia
del 01/10/2007




Impianti per l'allevamento del tonno:
Tecniche, attualità e prospettive


Il 12 ottobre 2007 gli allievi del corso di formazione professionale per OTS - Operatore Tecnico Subacqueo, organizzato dal CEDIFOP di Palermo, hanno avuto la possibilità di visitare un impianto di allevamento tonno rosso del Mediterraneo della ditta “PESCA AZZURRA S.r.l.”. La struttura è stata progettata e realizzata dalla Palumbarus S.r.l. di Palermo, si trova a Milazzo (prov. Messina) a circa 2 Km dalla costa ed è una delle quattro più importanti in Italia. Sebbene poco noto all'opinione pubblica, data la scarsa presenza sui mass media, è uno dei settori industriali con maggiori incrementi di crescita degli ultimi anni e alto rendimento del capitale investito. Non solo in Italia, dove ha una parte significativa nel settore ittico, ma su scala internazionale. Dei quattro impianti più importanti in territorio nazionale, due sono a partecipazione straniera (Spagna), due totalmente italiani, tra cui quello di Milazzo. Altri impianti di notevole produzione sono presenti in Spagna (in particolare nella Murcia e in Andalusia), a Malta e in Croazia. Gran parte della produzione di tonno, in particolare di tonno rosso (il 90%), è diretta verso il Giappone, con una quota verso gli Usa di quello esportato dalla Spagna. Un mercato che oggi vale 100milioni di euro (i tonni rossi di maggiore qualità possono raggiungere quotazioni di decine di migliaia di dollari/euro).



Per avere una rappresentazione dello sviluppo del settore basti ricordare che tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio, la produzione ha avuto un incremento del 40%, passando in un paio d'anni a 20mila tonnellate, e poi ulteriormente cresciuta. Il motivo è nell'utilizzo del prodotto. Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è alla base della realizzazione del sushi e del sashimi, due piatti essenziali della cucina giapponese e oggi, in virtù della globalizzazione, con un mercato che va oltre i confini nipponici. Nella rispettiva preparazione (il sushi è il pesce crudo avvolto nelle alghe e nel riso; il sashimi, solo pesce crudo), il tonno rosso è particolarmente apprezzato per il notevole contenuto organolettico, caratteristica di quello allevato nel Mediterraneo, a differenza di quello del Pacifico.



E' necessario precisare che l'allevamento del tonno e la pesca del tonno sono due mondi differenti, anche se strettamente connessi. Uno, quello della pesca, seppure aggiornato nelle tecnologie utilizzate, si svolge con modalità codificate da millenni. La pesca del tonno, i suoi riti millenari e la progressiva crisi, furono anche oggetto di un film documentario "La Sicilia rivisitata", diretto nel 1980 da Vittorio De Seta, che tornava dopo 20-30 anni nei luoghi dell'isola in cui si svolgevano lavori prima centrali per l'economia e poi travolti dalle trasformazioni sociali.



L'allevamento invece si è sviluppato in anni più recenti, con una crescita notevole negli ultimi decenni. L'impianto di Milazzo è costituito da una serie di gabbie circolari, ormeggiate entro un quadrilatero, dove i tonni sono allevati, ovvero alimentati in modo da aumentarne la percentuale di grasso e acquisire le caratteristiche richieste dal mercato giapponese. Maggiore è la quantità di grasso maggiore è il prezzo, sia per l'importatore sia per il consumatore finale. Prima di arrivare nelle gabbie, i tonni sono pescanti - tra luglio e agosto - e selezionati per taglia (da quella minima di circa 40 Kg alla massima di oltre 200Kg). La pesca avviene usando reti che ne salvaguardino il più possibile l'integrità fisiologica. Tramite vasche equipaggiate con strumenti di ossigenazione, sono poi trasportati nelle gabbie, dove entro tre anni possono raggiungere dimensioni fino a 40-50Kg. La densità all'interno delle gabbie è calcolata nell'ordine di un numero di tonni pari a una tonnellata entro circa 100metri cubi (parametri variabili da stato a stato). L'alimentazione è composta da alici e sarde, una volta senza un valore significativo, oggi invece, per la crescita del mercato del tonno rosso, diventati anch'essi prodotti particolarmente ricercati.



A gennaio 2007 l'ICCAT - Commissione internazionale per la protezione dei tonni nell'Atlantico ha stabilito le quote della pesca per gli stati aderenti. Alcuni, tra cui Italia, Spagna, Francia e Malta, hanno ritardato nella presentazione dei dati richiesti. Questo ha determinato una presa di posizione di Greenpeace che ritiene necessaria la creazione di riserve marine protette e la diminuzione della quota consentita di 29mila tonnellate di pescato annuo. Oltre ICCAT ci sono altre 4 organizzazioni che gestiscono il settore: Commission for the Conservation of Southern Bluefin Tuna, Western Central Pacific Ocean Fisheries Commission, Indian Ocean Tuna Commission, Inter-American Tropical Tuna Commission.



La crescita della produzione ha naturalmente determinato pareri differenti sull'impatto ambientale. Già nel 2001 in Spagna il tema vide da parte i produttori dall'altra alcune organizzazioni ambientaliste non governative, che considerano l'aumento delle quantità di tonno rosso pescato un pericolo per la sopravvivenza della specie.



I parametri fissati da ICCAT e Ue, sono accompagnati da una serie di riscontri sull'operato dei produttori, i quali sono consapevoli che eventuali violazioni potrebbero tradursi in perdite di quote di mercato in Giappone e negli Usa. Condizioni di allevamento o, in origine, di pesca non ottimali influiscono sulla crescita del tonno rosso e possono rivelarsi fatali per la qualità. Il tonno rosso infatti ha un notevole mercato a condizione che sia di alta qualità. E' determinate l'ultima fase, quella che segue la scelta del tonno da avviare alla vendita. Se la procedura non avviene con i metodi previsti, si ha un deperimento visibile: dal cambio di colore (tendente a diventare più pallido) e del sapore (più amaro). Un recente studio del Cirspe (Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca) ha rilevato la necessità di garantire condizioni di allevamento ottimali e una maggiore coordinazione tra pesca e allevamento, durante il quale si suggerisce di utilizzare gabbie differenti per i tonni scelti per la vendita finale e quelli che continuano ad essere in allevamento.



Nell'impianto di Milazzo gli allievi OTS del Cedifop hanno potuto immergersi e visitare dall'interno una delle gabbie. Per loro, e per tutti i partecipanti a questa iniziativa, si è trattato di una giornata non certo usuale, con risvolti anche lavorativi, dato che questo è uno dei settori in cui possono applicare la professionalità raggiunta alla conclusione del corso, quando otterranno la qualifica (riconosciuta a livello statale) e la certificazione IDSA.

di Ninni Radicini




Programma formativo 2008

I corso

periodo Febbraio/Maggio 2008

Durata 480 ore svolte in 60 gg da 8 ore cad.

partecipanti: 20 allievi

(prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili)



II corso
periodo Settembre/Dicembre 2008
Durata 480 ore svolte in 60 gg da 8 ore cad.
partecipanti: 20 allievi
(prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili)

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