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Info sull'Opera
Autore:
Fotografia
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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'Albert Steiner. Del paesaggio sublime'

di Fotografia

Albert Steiner
Del paesaggio sublime

Padova, Museo Civico di Piazza del Santo
29 marzo – 18 maggio 2008

Inaugurazione Venerdì 28 marzo ore 19.00



Del Paesaggio sublime è il titolo della mostra di Albert Steiner che, da Venerdì 28 marzo alle ore 18.30 nel Museo Civico di Piazza del Santo, andrà ad arricchire l’intensa e pregiata programmazione di Padova Aprile Fotografia - passaggi / paesaggi 2.

La retrospettiva, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia, in collaborazione con l’ISR-Spazio Culturale Svizzero di Venezia, Dokumentationsbibliothek St. Moritz e il Bündner Kunstmuseum Chur, sostenuta dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e curata da Enrico Gusella, presenta un’ottantina di fotografie tratte dagli incontaminati paesaggi alpini immortalati dal fotografo svizzero.

Oltre a rivelare un profondo rispetto e amore per la natura, le immagini di Albert Steiner testimoniano gli sforzi instancabili dedicati alla ricerca di valori fuori dal tempo e verità universali, ritrovati in spettacolari scenari accuratamente concepiti, intrisi di luce e in grado di esprimere l’esperienza della fugacità umana. Steiner appartiene alla schiera dei celebri fotografi svizzeri del XX secolo. Le sue fotografie dei paesaggi dell’Engadina sono straordinarie anche in una prospettiva internazionale e hanno contribuito in modo decisivo a formare la percezione della Svizzera come paese alpino di eterna bellezza. Ispirato dalla pittura di Giovanni Segantini e di Ferdinand Jodler, Steiner ha creato immagini che non soltanto rispondono alle esigenze artigianali e tecniche, ma le cui qualità estetiche sono di grande effetto. L'intenso, quasi ossessivo, legame di Steiner con il mondo della montagna è il frutto di una visione artistica molto personale legata al romanticismo tipico dell'Ottocento. "Spesso per Steiner – osserva Peter Pfrunder, direttore della Fondazione Svizzera per la Fotografia – la natura rappresenta una risorsa di spiritualità, la metafora di un mondo idealizzato e incontaminato".

Come genere fotografico il pittorialismo, che aveva cercato di nobilitare la fotografia con la ricerca di effetti pittorici, contorni sfumati, tonalità soffuse e motivi romantici, rappresenta indubbiamente una delle tappe importanti nell’ opera di Steiner, che tra il 1910 e il 1930 raggiunse la piena maturità. Ma verso il 1930 la concezione moderna della fotografia privilegiò un linguaggio figurativo basato sull'immediatezza, l'obiettività, le forme nette e le composizioni rigorose. Il passaggio dalla vecchia alla nuova concezione della fotografia si rispecchia chiaramente nelle opere di Steiner: la tecnica e l'interpretazione che permeano i suoi primi scatti sono, infatti, in gran parte di ispirazione pittorica, e anche in anni successivi i suoi ingrandimenti proseguono lungo questo carattere espressivo.

Fotografo commerciale per vivere, autore di numerose cartoline che hanno veicolato le immagini dell'Engadina in tutto il mondo, Steiner era abilissimo anche nella camera oscura. Le sue manipolazioni, la sua cura della stampa, raggiunsero livelli di bravura elevatissimi. Alla luce del nuovo e crescente apprezzamento nei confronti dell’approccio soggettivo e della connotazione artistica della fotografia, è evidente quanto il contributo di Albert Steiner alla fotografia svizzera sia stato autonomo e moderno. Nelle sue immagini, infatti, egli traduce in un linguaggio bidimensionale in bianco e nero la sua visione estetica del paesaggio e delle cose, mettendoli in scena in modo da rivelarne tutta la bellezza. Steiner era, infatti, convinto che la fotografia fosse in grado di produrre arte al pari delle altre forme espressive. Grande risulta il contributo di Steiner alla fotografia svizzera: si può dire che egli abbia pubblicato il primo moderno volume di fotografia del suo paese d’origine, in cui le immagini non sono semplici illustrazioni ma opere con una loro autonomia.

Note biografiche di Albert Steiner

Albert Steiner nasce a Frutigen nel Canton di Berna nel 1877.
La famiglia in seguito si trasferisce a Thun dove Steiner frequenta la scuola dell’obbligo e dove, interrompendo l’apprendistato di fornaio nella bottega del padre dopo poche settimane, nel 1892 inizia il periodo di apprendistato dal fotografo Jean Moeglé, terminato il quale va a lavorare dal fotografo ginevrino Fred Boissonnas.
Dal 1900 si accosta al socialismo ed inizia a progettare una vita da fotografo indipendente. Sono di questo periodo la stesura di annotazioni per un diario e una spedizione fotografica nella regione di Chamonix.
Nel 1906-1909 Steiner si trasferisce a St.Moritz alle dipendenze del fotografo Walther Küpfer per il quale esegue soprattutto lavori in camera oscura; nelle escursioni domenicali in montagna scopre il paesaggio engadinese.
Nel 1921 esegue la serie fotografica per il grande albergo Maloja Palace.
Nel 1927 esce Engadiner Landschaften (Paesaggi engadinesi) con testo di Erwin Poeschel.
Dall’1 al 15 febbraio 1930 ha luogo la mostra Sessanta immagini estive dell’Alta Engadina nel salone del Grand Hotel St.Moritz; esce Neve Inverno Sole con testo di Felix Moeschlin.
Nel 1936 esce Engadina Terra Fina – Il libro d’oro dell’Engadina in cui la maggior parte delle immagini sono di Steiner. Nel 1938 esce Le quattro stagioni in parole e immagini con testi di Gottardo Segantini.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale determina una diminuzione delle commissioni ma nel 1944 esegue la serie fotografica di dighe ed altri impianti delle Centrali elettriche S.p.a bernesi a cui seguirà la raccolta Centrali elettriche bernesi e Centrali elettriche Oberhasli con contributi di Steiner nel primo volume.
Nel 1965 Albert Steiner muore a Frutigen nel Canton Berna.



Albert Steiner - Del paesaggio sublime
Mostra promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia, in collaborazione con l’ISR-Spazio Culturale Svizzero di Venezia, Dokumentationsbibliothek St. Moritz e il Bündner Kunstmuseum Chur.
Mostra a cura di Enrico Gusella.
Direzione della mostra: Alessandra De Lucia.

Padova, Museo Civico di Piazza del Santo
29 marzo – 18 maggio 2008
Orario: 10 - 13 e 15 – 18, chiuso i lunedì non festivi e Giovedì 1 maggio.
Ingresso: 4 € intero, 2 € ridotto – 5 € biglietto cumulativo con la mostra “Passaggi a Nord-Est” (Galleria Cavour).
Il biglietto cumulativo dà inoltre diritto all’ingresso ridotto 5 € ai Musei Civici agli Eremitani, mostra “Buby Durini for Joseph Beuys’’.

Centro Nazionale di Fotografia
Tel. +39 (0)49 8204518/4525/4531
email: cnf@comune.padova.it - cnf2@comune.padova.it
internet: http://cnf.padovanet.it

Segreteria della mostra: Paola De Troia, Giulia Filippini, Alessia Zulian.

Ufficio Stampa
Studio Pesci di Federico Palazzoli
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