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16° CONCORSO INTERNAZIONALE
DI POESIA INEDITA


DEDICATO A... GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

entro il 21 marzo 2021
(Festa dei poeti)
Partecipazione Gratuita!


 

 

Sta per uscire il nuovo attesissimo libro di Giuseppe Aletti

“Da una feritoia osservo parole – 365 rotte per il nuovo giorno”

salito fino al 3° posto nella classifica dei bestseller di Amazon.

Il libro uscirà il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia.

Il libro più amato da chi scrive poesie, una bussola per un cammino più consapevole.

È prevista una dedica per i primi mille
Con una riflessione di Giuseppe Aletti.

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Info sull'Opera
Autore:
Aletti Editore
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Daniela Minicocci - A CAPO DOPO IL PUNTO. MUTEVOLI VERSI DELLA MENTE E DEL CUORE

di Aletti Editore

Ho scritto la mia prima poesia a scuola, mentre gli altri bambini erano fuori per la ricreazione.
Ero sola nel mio piccolo banco con il vecchio buco per il calamaio; ancora la maestra non ci aveva spiegato le doppie. Siccome ero una mammona, e temo ancora di esserlo, composi alcuni versi per mia madre: scrissi in verticale la parola “mappamondo” e liberai la fantasia. Lo chiamano “acrostico”: io credevo di aver scritto qualcosa che doveva parlare del mappamondo, e che aveva finito per parlare della mamma. Una sorta di esperimento miseramente fallito. La maestra non doveva pensarla così, perché continuò per molti giorni a leggere la mia poesia agli altri bambini e a tutte le mamme che le capitavano a tiro.
Anni dopo, alle scuole medie, vinsi un concorso con “soldatino siciliano”: pochi versi che parlavano del pupo di latta che mia nonna teneva appeso in soggiorno. I professori interpretarono il tutto come un’arringa contro la mafia e gli attentati a Falcone e Borsellino: alla premiazione, dissero mille parole che mi lasciarono stupita e che nemmeno ricordo più. Già da tempo sapevo di essere poco capita, e quel giorno ne ebbi la conferma. Contemporaneamente, mi fu anche chiara un’altra verità: a volte essere compresi significa essere banali, e perciò li lasciai fare.
Più tardi risolsi che per scrivere e farmi comprendere, senza risultare banale, dovevo studiare, e feci l’unica cosa che potevo fare: frequentai il Liceo classico per potermi iscrivere a Lettere.
I miei studi mi hanno portata a conoscere mostruose generazioni di poeti e di scrittori, a capire cosa significa saper scrivere bene e soprattutto ad acquisire quell’umiltà necessaria per comprendere i miei limiti.
La poesia è difficile: da scrivere, da ascoltare, da leggere. Richiede tecnica, preparazione, studio. Di sicuro il mio studio è stato parziale e incompleto, come quello di tutti d’altronde. Tuttavia queste poesie sono il frutto di ore trascorse in silenzio, con lo sguardo nel vuoto e il cuore pesante come un macigno, mentre gli altri intorno si chiedevano se fossi ancora viva.
Sono il frutto di anni su libri vecchi e nuovi, di passione per gli scritti altrui, di ore di spensieratezza perdute e di un pizzico di sorridente sofferenza che da sempre accompagna la mia vita.
Sono una ragazza qualsiasi che rimarrà tale, e non pretendo di insegnare nulla, perché non finirò mai di imparare e di ascoltare: so di non essere una poetessa per mestiere, e forse nemmeno per vocazione.
A volte penso delle cose, e le scrivo per non annoiare il povero ascoltatore di turno. A giorni alterni vorrei che il mondo intero sapesse cosa mi passa per la testa; più spesso, mi importa poco o nulla del mondo intero.
Scrivere è una delle poche cose che mi riesce facile, ha per me quella che i professori di greco definirebbero una funzione apotropaica: attraverso la scrittura sfogo i miei odî e i miei malumori, oppure quelle gioie che voglio celare perché ritenute futili dai più.
Chi immagina di trovare grandi poesie in questo volumetto rimarrà deluso; magari si troverà a riflettere, a sorridere, ad annuire: spero almeno che in quell’oretta di coraggiosa lettura si annoi un po’ meno.
Mi rende tranquilla e felice sapere che le mie poesie sono raccolte qui e che magari qualcuno, oltre ai miei (pazienti) familiari, le leggerà. Forse il mio animo è pervaso da un po’ di sciocca vanità: una delle poche che mi sia mai concessa.
In tutti noi comuni mortali vanitosi e un pochino disperati c’è un desiderio di immortalità: quest’ultima ci spinge a sperare che il mondo conservi una piccola parte di noi, da affidare ai famigerati posteri. I più risolvono facendo figli, e si tratta di una soluzione nobile, oltre che utile al mondo.
Io, per ora, mi accontento di sfornare poesie e, come tutti i poeti, sento ciascuna di queste poesie come una figlia. Qualcuna è un po’ ribelle, qualcuna misteriosa, un’altra fa la furbetta e ti vuole trarre in inganno. Tutte, alla fin fine, sono oneste e vengono dal cuore: chiedono solo al lettore di essere strapazzate il meno possibile.
Scrivendo ho cercato di essere altruista: niente paroloni nè giri complicati.
Ciò che scrivo è da sempre poco complicato e, mi auguro, abbastanza chiaro.
Non amo gli scrittori che sfoggiano cultura e arcaismi a discapito della comprensibilità, e siccome la mia poesia persegue l’obiettivo della chiarezza e della semplicità, spesso mi sentirete parlare di amore, di odio, di alberi e di cielo: cose di cui tutti hanno sentito parlare, che nascondono grandi verità e da cui si possono trarre grandi insegnamenti, se osservate con occhio attento e meravigliato.
Mi stupisco ogni giorno della perfezione e dell’infallibilità della natura: nel mondo tutto è ordinato meticolosamente e, se non fosse per l’uomo, ogni essere vivente avrebbe il suo preciso posto e la sua giusta collocazione.
Ho fatto mio il concetto di molte grandi religioni: ogni evento del mondo è un grande miracolo, dal passo della formica al volo dello Shuttle.
Perciò considero prezioso ogni secondo trascorso a osservare, a capire e a far capire.
Per tale motivo, infine, in me rimarrà sempre nascosta la bimbetta un po’ musona seduta al banco di scuola, che libera la fantasia e spalanca gli occhi.
Tutti coloro che mi hanno aiutata e sostenuta e che continueranno a farlo non hanno certo bisogno di noiose e impacciate lodi a fine prefazione. Li conosco bene tutti e loro conoscono bene me: ci basta questo.



Collana "Gli Emersi - Poesia"
pp.64 €12.00
ISBN 978-88-7680-345-1

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