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Info sull'Opera
Autore:
Comunicati Stampa
Tipo:
Racconto
 
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FONDAZIONE AURELIO PECCEI. Auditorium, Roma, 16 e 17 giugno 2008

di Comunicati Stampa

FONDAZIONE AURELIO PECCEI




Strategies for a Sustainable Planet
Auditorium, Roma, 16 e 17 giugno 2008

Evento in occasione del centenario della nascita di Aurelio Peccei e del 40° anniversario del Club di Roma

Organizzato da Club of Rome e Fondazione Aurelio Peccei con la collaborazione del WWF Italia

La popolazione umana ha ormai sorpassato i 6.6 miliardi. All’inizio del 1900 eravamo 1.6 miliardi ed abbiamo concluso il secolo scorso con oltre 6 miliardi. Le previsioni delle Nazioni Unite ci dicono che raggiungeremo entro il 2050, 9.1 miliardi. Il numero di persone sul pianeta che sta raggiungendo livelli di consumo di risorse e di produzione di rifiuti simili a quelli avuti sinora nei paesi industrializzati è cresciuto notevolmente, sorpassando, in pochi decenni, il miliardo. Globalmente vi sono oltre 2 miliardi di persone che presentano livelli di utilizzo di energia e di risorse con stili di vita consumistici. I sistemi naturali presentano evidenti segnali di profonda sofferenza di questo impatto e l’impronta ecologica dell’umanità sta ogni anno sorpassando la biocapacità produttiva della natura. La nostra specie ha fisicamente trasformato gli ecosistemi delle terre emerse per l’80% della loro superficie. L’impatto umano sui mari e gli oceani del pianeta è ritenuto molto alto per oltre il 40% degli stessi. Abbiamo modificato i grandi cicli biogeochimici, come quello del carbonio, con gravi ripercussioni sull’intero sistema climatico e quello dell’azoto. Stiamo distruggendo la ricchezza della vita sulla Terra, la biodiversità, a livelli mai raggiunti nella nostra storia tanto da far ritenere agli scienziati che siamo protagonisti di una vera e propria estinzione di massa. Il prodotto globale lordo di tutte le nazioni della Terra, cioè il totale aggregato di tutti i beni finiti e di tutti i prodotti a livello mondiale, ha sorpassato i 70.000 miliardi di dollari nel 2007, quando era di 18.600 miliardi nel 1970.
Siamo ormai in un periodo geologico che il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen ha definito Antropocene, a dimostrazione di come la comunità scientifica ha ben chiaro l’impatto che la specie umana sta avendo sul nostro pianeta, con i suoi sistemi sociali basati sul perseguimento di una continua crescita materiale e quantitativa, impatto paragonabile agli effetti prodotti dalle grandi forze geofisiche che, da sempre, agiscono sulla Terra.
In questa situazione diventa straordinariamente importante interrogarsi sul futuro della società umana sul nostro pianeta e sulle possibilità di indirizzare i nostri modelli di sviluppo socio-economico su percorsi di sostenibilità rispetto agli attuali.

Proprio quest’anno cade il 100° anniversario della nascita di Aurelio Peccei, lo straordinario fondatore e presidente, fino alla sua scomparsa, del Club di Roma, la struttura internazionale che ha scatenato il dibattito mondiale sui limiti della crescita umana, materiale e quantitativa, in un mondo dai limiti biofisici definiti.

Il primo rapporto voluto dal Club, fu il famosissimo “The Limits to Growth”, realizzato dal prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology) che, ancora oggi (dopo la pubblicazione di due ulteriori preziosi aggiornamenti avvenuti nel 1992 e nel 2004), costituisce un punto di riferimento ineludibile per chiunque si occupi dei problemi del nostro futuro.

A quel rapporto ne sono seguiti oltre una quarantina, realizzati da autori prestigiosi, su temi diversi, tutti di grande interesse e stimolo per costruire una coscienza individuale e collettiva capace di innovazione e previsione e per cercare di costruire le basi per un futuro possibile e desiderabile (sito web http://www.clubofrome.org).

Il 2008 costituisce anche il 40° anniversario dello stesso Club di Roma che nacque nel 1968, proprio a Roma, a seguito di una riunione tra esperti internazionali che Aurelio Peccei aveva convocato presso l’Accademia dei Lincei, esperti di provenienze geografiche e background diversi, ma tutti accomunati dalla preoccupazione per il nostro futuro

L’evento costituisce quindi uno straordinario appuntamento per fare il punto sulle migliori conoscenze che abbiamo sin qui acquisito sul funzionamento del nostro straordinario pianeta e sulla relazione tra specie umana e sistemi naturali, individuando e suggerendo le strade per un futuro sostenibile.

Tra i grandi specialisti di fama internazionale che saranno presenti in questa occasione: Ralph Cicerone, presidente della National Academy of Sciences degli Stati Uniti ed illustre climatologo, Sir Martin Rees, presidente della Royal Society e astrofisico di fama internazionale, Kofi Annan, già segretario generale delle Nazioni Unite e premio Nobel per la Pace, Lester Brown, fondatore del Worldwatch Institute e presidente dell'Earth Policy Institute, Konrad Osterwalder, rettore dell'Università delle Nazioni Unite, Peter Raven direttore del Missouri Botanical Garden e già presidente dell’American Association for the Advancement of Sciences (AAAS), Joan Martinez-Alier, presidente dell’International Society for Ecological Economics e tanti altri.
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