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Info sull'Opera
Autore:
Aletti Editore
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
 -

Francesco Manuele Purita POESIE ...DI VENTO, DI MARE E DI ORIENTE

di Aletti Editore

Francesco Manuele Purita

POESIE
...DI VENTO, DI MARE E DI ORIENTE

Si dice da tempo che la poesia nel mondo sta morendo e con essa il desiderio di rivoluzione, per quanto mi riguarda non sono qui per difenderla, come fece due secoli fa P.B.Shelley, ma per presentare un poeta della mia terra.
Ci sono voci che vengono da molto lontano, eppure le sentiamo familiari tanto che qualcuno potrebbe credere che il vento della memoria ci possa far raggiungere da Mnemosine, la madre delle Muse, quando ci sentiamo inspirati, quasi invasati, con una forte compulsione a lasciar traccia del sentimento poetico che ci coinvolge anima e corpo.
Certamente rimane una bella sfida chiudersi nel laboratorio del poeta, nutrirsi di trasfigurazioni difficili, soprattutto di solitudine come suggeriva Rilke; ma anche accettare il vuoto e camminare nel delirio, ci potrebbe aprire la finestra dell'infinito e cogliere la possibilità di creare poesia; una sfida che rimane, ogni volta, per cercare di obiettivizzare, in qualche modo, l'emotività soggettiva e costruire una poetica leggibile agli altri.
La poesia di Francesco Purita rappresenta una sfida, ha un ritmo alterno, talvolta un lungo respiro fa posto a un breve rientro che ridefinisce il verso precedente.
Talvolta le parole aggrediscono il silenzio e modulano con maestria gli intervalli tra un verso e l'altro, tra una parola e l'altra e poi ci lasciano repentinamente, quasi un addio che ha il colore di un arrivederci alla prossima occasione….
Poesie corporee, che talvolta disegnano leggere atmosfere emozionate e altre volte sembrano scolpire nel marmo di un passato ancora molto presente…
Ombre sensibili accompagnano il poeta nella sua storia, nel suo diario di bordo, e ci fa incuriosire e appassionare, ci fa chiedere “chi sa come è successo veramente?”
I versi di Francesco girano e fanno girare intorno all'infinito dell'esistenza, sono puntati spesso verso oriente e riescono a confondere e a fare chiarezza nello steso tempo, come se giocassero in libertà nello spazio del tempo.
La donna per Francesco (ma forse, anche per me) è un'occasione, un desiderio, una metafora, una tavolozza, una scusa, un bisogno, un profondo respiro, una sfida, un santuario, un canto, una disciplina, un vento, un tempio dove custodire e scambiare le più forti emozioni…
C'è sempre un sottile umorismo nelle parole che fluiscono dal cuore legate a un preciso Karma che va dalla malinconia alla gioia, con tristezza, con nostalgia, ma sempre in un tempo dilatato e in uno spazio che sfida ogni orizzonte…
Il senso del non compiuto della poesia mi ha sempre stimolato a cercarla scavata nel tempo e a tracciarla nello spazio come segnale di un percorso senza fine, come la ricerca sul perché, sul come sul dove e quando cominciare e finire una storia, un'illusione, una vita…
E in passato, ho affermato che la poesia, “ talvolta ci colpisce all'improvviso, una specie di Bing Bang che penetra spazio del silenzio e poi se ne va ma rimane la sua essenza nell'area. Evoca ritmi, suoni, profondità, immagini senza fine, vuoti pieni di misteri”.
Ho anche detto che la poesia “è negli spazi tra le parole, nell'intervallo del tempo... è la metafora dell'utopia che diventa reale per poi toccarla con mano... è terra ma è anche cielo! Che cosa è il tempo allora? che cos'è la poesia? La stessa risposta? Perché no?....
La poesia è un recipiente pieno di vuoto, un buco nero, un quark che riesce a dividersi ancora lì a sintetizzare nel contempo l'essenza del destino umano. Il tempo e la poesia sono, in qualche modo, l'alfabeto del mondo. Talvolta la seconda riesce anche a cancellare il primo, non sempre viceversa. La scrittura poetica attraverso il presente fa affiorare dalla memoria emozioni sepolte e fa esprimere dando voce alla musica dell'antico silenzio. La memoria del corpo poetico che riposa in un individuo racconta i colori, descrive forze usando il microscopio e il telescopio, annullando lo spazio, dando un sentire alle cose, restituendo momenti al tempo, ritmi e movimenti alle ombre e alla luce dell'io. La metafora poetica fa vedere con le orecchie e gustare con gli occhi, fa sentire un odore sconosciuto sepolto da sempre nell'ignoto. Il poeta usa le parole come mattoni per costruire pilastri di Cielo e il tempo si serve degli atomi per costruire (e distruggere) l'universo. John David Barrow, astrofisico e matematico inglese, afferma che nessuna descrizione non poetica del mondo e della realtà potrà essere completa. Chi crea costruisce un mondo dal caos e il tempo scandisce la nascita e la morte delle cose, degli individui, delle idee”...
Francesco usa una scrittura poetica come il ricercatore che cerca qualcosa ma sa che non è detto che la troverà e spera comunque di trovare qualche cos'altro (serendipity). È consapevole che la ricerca non sarà facile che potrà essere anche dolorosa; ma non si scoraggia e prosegue in un percorso complesso, contraddittorio, che non dà certezze ma che, forse, comunque fa parte della sua essenza. Così visita gli angoli bui della sua follia , cammina tra i fossili, si ricorda che camminare fa bene alla mente e combatte la sua testa e il suo corpo nel nome del padre . Il Dr. Purita è un vivace Psicologo e uno dei migliori allievi Psicoterapeuti, nell'istituto di Psicoterapia Bioenergetica Psicoumanitas, si esprime, non a caso, in versi somatici, sensoriali, quasi tangibili, sensitivi, che annusano il vento. La promessa che ci fa nel titolo, Francesco la mantiene pienamente: sì, molto mare, molto vento e molto oriente nella sua scrittura, ma c'è anche una paradossale chiarezza avvolta in un mistero, una calma piatta che può essere un preludio a una tempesta. C'è una ricerca del tempo opportuno (Kairos) per navigare le contraddizioni dell'esistenza, una ricerca di uno spazio aperto per cercare nuovi orizzonti; una ricerca di vecchi amori abitati dalla nostalgia e nuove passioni sognanti e piene di sorriso. Ogni poesia sembra abitata da una storia autonoma ma che si interseca, si collega, si struttura con altre storie portate per caso forse dal vento. C'è anche un bel gioco sui paradossi, le antinomie, le contraddizioni che si rincorrono nell' esprimere le proprie emozioni, i sentimenti e i pensieri, con forza, con dolcezza, con delicatezza, con rabbia.
Le emozioni persistenti di Francesco Purita sono ispirate anche da storie, amori, viaggi, fiumi, deserti, incontri, stelle, intrecci, padre, solitudini, ricordi, separazioni, scelte, silenzi, raggi di sole, mancanze, occhi, profumi, ombre, ancora padre, tramonti, sentieri, addii…
Sono versi originali, talvolta filosofici, mi rassomigliano in qualche modo, ma c'è una poesia in particolare che parla per me, forse l'avrei potuta scrivere io stesso, una poesia che gli invidio: ironica, contraddittoria, vera, ispirata, rivolta a oriente con la testa ad occidente; si chiama Maestro e me l'ha, in qualche modo, dedicata. Quando l'ho letta sono rimasto per molto tempo in silenzio, commosso senza sapere perchè; non credo che ci sia modo migliore per celebrare una poesia!...

Antonio Lo Iacono


Collana "Gli Emersi -Poesia"
pp.80 €13,00
ISBN 978-88-7680-496-0
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