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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza
3 Giugno 2019
 



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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
 -

Maurizio Battistoni recensito da Roberto Maggiani

di Rassegna Stampa

Maurizio Battistoni
ALÉTHEIA
(Aletti Editore)


Mi piace iniziare presentando alcuni versi estratti dal libro, per la loro semplicità e profondità che ha il sentore della filosofia orientale: “Respirare è l’unico modo per sentirmi / sono ancora qui / girare per la città è inutile / quando non si hanno gli occhi per vedere / occorre fermarsi / […]”, (“Solo”, pag. 22). “Non riesco a liberarmene, / mi segue. / E’ la mia ombra. / Giorno dopo giorno / sempre lì. / […]”, (“Sempre con me”, pag. 90).
Ma chi è Maurizio Battistoni? Sulla quarta di copertina del libro si leggono alcune indicazioni biografiche: “Maurizio Battistoni è nato a Fabriano, 46 anni, di professione tecnico su stampanti digitali. Autodidatta, introdotto alla letteratura e filosofia attraverso gli ultimi anni della scuola superiore […]. Dopo la caduta del socialismo reale s’interessa di matematica e fisica e verso la fine degli anni ’90 arriva alla filosofia orientale […]. Ripercorrendo la filosofia di Heidegger indaga il linguaggio filosofico nel tentativo di prendere consapevolezza dell’essenza dell’Essere e della Verità, per una continua ricerca sul senso dell’esistenza”.
In poche righe di presentazione, l’autore, associa alla propria vita: letteratura, filosofia e scienza; nonché consapevolezza dell’essenza dell’Essere e della Verità! Sono abbastanza restio all’uso del punto esclamativo, ma devo ammettere che mi è venuto spontaneo terminare la precedente affermazione con una esclamazione. Infatti, per come la vedo, mi pare che non basti una vita intera per studiare, approfondire e sviluppare ciascuna delle summenzionate discipline. D’altra parte l’eclettismo non è una tendenza che vedo di buon occhio, è impegnativo e richiede notevoli studi. Inoltre se penso alla frase “…nel tentativo di prendere consapevolezza dell’Essere e della Verità”, l’impostazione del tutto mi pare, in un certo senso, alquanto fuori portata se commisurata a un libro di poesia. Nella vita capita di finire, per così dire, a gambe all’aria (purtroppo è una esperienza comune a ogni uomo), e da lì, unitamente ad una insoddisfazione latente, può scaturire una scintilla che incendia il nostro animo e lo pone in ricerca spasmodica, magari nel tentativo di recuperare un tempo perduto, ponendoci di fronte all’urgenza di, non solo conoscere, ma anche comunicare ciò che comprendiamo ad altri, come che le nostre illuminazioni fossero le prime e le uniche dall’inizio della Storia, anche se è sicuramente così per noi che le accogliamo come uniche e irripetibili. Allora la necessità diventa la comunicazione: come comunicare tutto questo bagaglio di conoscenza e di intuizioni? Può essere attraverso la scrittura poetica? Questa è una domanda che lascio aperta ai lettori che vogliano rispondere: può la poesia, essere “portatrice sana” di filosofia o, addirittura, scienza?

Per tornare alla raccolta di Battistoni, posso dire che la maggior parte dei testi ivi presenti, stanno, a mio avviso, in bilico tra la poesia e la prosa; molti testi avrebbero maggiore incidenza sul lettore mettendoli in forma di prosa, magari una prosa poetica alla Rimbaud, altri invece andrebbero decisamente sfoltiti, lavorati, centrifugati, fino all’olio essenziale che tutti i testi di Battistoni posseggono, proprio per la sua capacità di “continua ricerca sul senso dell’esistenza” e di esperienze che a Battistoni, si intuisce, non mancano. Concluderei dicendo che dal punto di vista dei contenuti, tali testi sono indiscutibilmente attraenti, affrontando, egli, tematiche esistenziali sostanziali, ma dal punto di vista della forma poetica i testi sono, a mio avviso, sovrabbondanti. Purtroppo la poesia ha necessità diverse dalla filosofia e dalla scienza, nella poesia il lavoro sulla parola e la musicalità del verso è fondamentale, l’eccessivo uso di aggettivi può degradare in modo rovinoso una poesia che, in nuce, ha invece potenzialità enormi nei contenuti e nelle intuizioni. Dunque di questo “Alétheia” – che già dal titolo fa presagire un tentativo di scrittura ambizioso, cioè il fatto di parlare circa la Verità – direi che ne consiglio vivamente la lettura, perché si coglie lo sforzo di un animo nobile, quale è sicuramente quello dell’autore, nel ricercare e nel comunicare studi ed esperienze personali di vita che a tratti possono donare momenti di verità: “[…] // La perfezione, / un pesco in fiore / mosso dal vento, / pioggia di fiori rosa / come neve.”, (“La perfezione”, pag. 35).



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