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XX Concorso di Poesia Inedita "HABERE ARTEM"

Presidenti di Giuria: F. Gazzè G. Aletti



Scadenza
18 Novembre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Che spettacolo Alfagemo - La presentazione del libro di Mori si trasforma in un vero show

di Rassegna Stampa

La presentazione del libro di Mori si trasforma in un vero show

Che spettacolo Alfagemo

CORTONA – (Lilli Magi) Più che una presentazione di un libro, si è trattato di un evento culturale in senso lato, dove quasi tutti gli aspetti dell’arte sono stati contemplati e vi hanno contribuito per rendere l’incontro un qualcosa di nuovo, divertente e completo. Si è svolto nelle sale della Biblioteca comunale e dell’Accademia Etrusca di Cortona, alla presenza di tanti e anche insoliti spettatori, l’oggetto in scena era “Alfagemo”, opera libraria di Marzio Mori, nuovo esercente cortonese ma nato a Johannesburg e di origini monzesi. Protagonista, insieme all’autore, Rolando Bietoloni, notissimo a tutti, poeta, scrittore, attore dialettale, nonché appassionato collezionista. Rolando ha intrattenuto i presenti in una forma più seria e composta di come lui fa di solito, riuscendo ad introdurre gli spettatori dentro il senso di questo libro dalle mille sfaccettature e interpretazioni. Bietoloni è stato coadiuvato da Stefania Salvietti e Mario Bocci che hanno interpretato alcuni passi di “Alfagemo”. Parte centrale della presentazione anche alcuni quadri realizzati da Mori, riproducenti alcuni luoghi e situazioni che costellano il libro. In sostanza il romanzo è un continuo riproporre dell’inizio e della fine, come in sostanza ritroviamo anche nel titolo, che se lo andiamo ad analizzare ben capiremo che è composto da due parole: alfa e omega, che non sono altro che la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto. Anche la copertina del libro riassume questo concetto, andando a riprodurre un’immagine di un dipinto di Caravaggio, dove la tela è divisa in due scene da un angelo con le ali nere (ali di rondine) e da un lato San Giuseppe, quasi in ombra, con in mano uno spartito musicale e dall’altra parte Maria con il bambino in una scena piena di luce, con tanto di cielo azzurro. La cosa interessante è stata data anche dall’interpretazione della musica che aveva in mano San Giuseppe e riproposta al violino da Martina Parigi.


CORRIERE DI AREZZO 8 aprile 2009
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