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16° CONCORSO INTERNAZIONALE
DI POESIA INEDITA


DEDICATO A... GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

entro il 21 marzo 2021
(Festa dei poeti)
Partecipazione Gratuita!


 

 

Sta per uscire il nuovo attesissimo libro di Giuseppe Aletti

“Da una feritoia osservo parole – 365 rotte per il nuovo giorno”

salito fino al 3° posto nella classifica dei bestseller di Amazon.

Il libro uscirà il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia.

Il libro più amato da chi scrive poesie, una bussola per un cammino più consapevole.

È prevista una dedica per i primi mille
Con una riflessione di Giuseppe Aletti.

Clicca qui per ordinarlo

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TUTTO QUELLO CHE HAI SEMPRE VOLUTO
PER I TUOI TESTI

vai a vedere quello che ha da dirti Alessandro Quasimodo
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Le opere più interessanti riceveranno una proposta di edizione per l’inserimento nella prestigiosa Collana I DIAMANTI
Servizi prestigiosi che solo la Aletti può garantire, la casa editrice indipendente più innovativa e dinamica del panorama culturale ed editoriale italiano


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Un nuovo Premio per l'opera 'Quando l'anima parla' di Mauro Montacchiesi ( Aletti Editore). Primo posto alla Rassegna d'Arte e Letteratura 'Omaggio a Montepulciano'.

di Rassegna Stampa

Il libro "Quando l'anima parla"

di Mauro Montacchiesi
collana Gli Emersi -Aletti Editore 2008

ha riportato il seguente risultato

1° posto assoluto alla

2-a Rassegna d'Arte e Letteratura
Omaggio a Montepulciano

Storica Città d'Arte
Con il Patrocinio di
Centro Culturale S.Domenichino di Massa
e
Galleria Nazionale di Palazzo Alticozzi a Cortona





Aut insanit homo aut versus facit! L’uomo o impazzisce o scrive versi! La frase, di valenza stoica, è contenuta in una satira oraziana ed è pronunciata dal servo Davo durante una festa orgiastica in onore di Saturno. Davo la indirizza ad Orazio con valore di reprimenda. La frase, tra l’altro, tende a mettere in risalto la follia dei poeti come diretta derivazione e dono degli dei, di Dio.
Lo scrivere versi è comunque considerato l’unica difesa del poeta per non impazzire veramente, tenedo conto della diversa dimensione, (spesso astratta, spesso fantastica) in cui vive.
Ho anteposto questa isagoge, perché mi sento spesso in una diversa dimensione, ma senza la minima, arrogante, cinica presunzione che sia quella giusta! Ciò mi semplicemente accade! È terribile tentare di dialogare con qualcuno e non riuscire a comunicare, seppur nel più semplice dei modi! È altrettanto terribile essere attaccati, vilipesi da un mondo troppo assorto nel mero edonismo, per parole o assunti che poi il tempo dimostrerà azzeccati vaticini!
Certo, uno psicoterapeuta tenterebbe in tutti i modi di inficiare questi asserti, ma lui non è un poeta! E allora, quale animico, miglior palliativo se non il monologo interiore, che si trasforma poi in dialogo virtuale con entità terze? Ma anche questo sembra poi non bastare ed allora bisogna trasformare il dialogo interiore in esteriore, ovvero il palliativo in para-panacea e, questo, scrivendo.
L’auspicio è quello che il messaggio approdi ad anime che vivano nella stessa dimensione, ove regnino introspezione, sensibilità, sentimento, fantasia!
Concludendo, la poesia è per me una sorta schopenhaueriano Velo di Maya, ovvero l’illusione, il sogno, una rappresentazione del mondo che esiste, forse, solo nella mia coscienza, ma che dal prosaismo del mondo transitoriamente mi separa.
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