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Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
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IL MOSAICO POETICO DI REGINA CELIA PEREIRA DA SILVA ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

IL MOSAICO POETICO DI REGINA CELIA PEREIRA DA SILVA

La poesia: questa sopraffina e tanto osannata, ma anche bistrattata, ignorata, forse anche svalutata, forma artistica dell’espressione scritta, a volte gioca ruoli importanti nella vita di tutti i giorni e abbraccia e accompagna, direi guida e illustra, i comportamenti, i modi di essere, gli stili e gli accadimenti umani e sociali. “Trasparenze culturali, oggetti d’oggi e pensieri”: strano e inusitato titolo per un libro di poesie, anche se, come sappiamo, non ci dobbiamo meravigliare di fronte alla capacità della parola poetica a veicolare ogni sorta d’argomento. Se vogliamo riferirci alla classica affermazione di Montale: la poesia è inutile ma non fa male a nessuno, possiamo, e dobbiamo, fare un passo in avanti, ribadendo che la prima asserzione, la poesia è inutile, può essere confutata se la forza della poesia e la “sostanza” che essa poesia comunica, sono abbastanza efficaci da coinvolgere e sensibilizzare il lettore. E detto questo, certamente la poesia non farà del male a nessuno, anzi!…
Nel nostro caso, con questo libro di Regina Pereira Da Silva, ci troviamo di fronte ad un panorama di riflessioni, di descrizioni, di indicazioni davvero originali e trascinanti. L’Autrice, nata in Portogallo ma residente a Napoli, dove svolge la sua attività di docente di Lingua, Cultura e Traduzione Portoghese dell’Instituto Camòes di Lisbona presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha voluto offrirci il suo canto lirico osservando e riflettendo sui vari aspetti della quotidianità. Ne è sortito un “mosaico” poetico interessante e coinvolgente, nel cui titolo trova appunto la giusta sintesi.
Esaminando più da vicino il contenuto del libro, notiamo che la nostra brava autrice ha raggruppato in tre distinti capitoli, o parti, il suo discorso: “Oggetti d’oggi”, “Trasparenze culturali” e “Pensieri”.
Non si tratta di tre filoni indipendenti e scollegati tra di loro, sebbene i tre insiemi di versi certamente possono avere vita autonoma, ma come sovente accade nell’organizzare un buon libro di poesie in cui l’autore intende profondere tutto il suo impegno e la sua storia, la sua esperienza di studio e di ricerca sulla parola e sul sentimento, è lecito immaginare una seppur minima suddivisione che aiuti a comprendere meglio tutto l’excursus sentito e proposto. Così Regina Pereira organizza i suoi versi e cerca di “sistemarli”, di “catalogarli” nei tre grandi capitoli sopracitati, a seconda del contenuto e dell’ispirazione. Operazione perfettamente riuscita, a me sembra. Il complessivo è un lavoro omogeneo, continuo e senza decadimenti.
Regina Pereira pone dunque la sua attenzione dapprima sugli “Oggetti d’oggi”: non è, il suo, ribadiamo, un viaggio nelle banalità e nelle minuterie materiali quotidiane, che, anzi, vengono in un certo qual modo nobilitate dalla sua poesia: i “contenitori gialli / verdi o di alluminio / contengono l’immondizia universale / che non sparisce, alla fine!…” diventano, con una iperbole quanto mai indovinata, le “Chiese, case e palazzi” che “riuniscono tutte le persone / capaci ma poco efficienti!…”
La nostra poetessa spazia poi in “Trasparenze culturali”, dove affronta prevalentemente l’elemento principe dei rapporti umani: la cultura e il linguaggio. Ascoltiamola in questo bell’esempio: “Cosa svela il testo / con la sua struttura, / stile e contesto? / Anima futura / incomprensibile agli altri.” E ancora: “Quella cultura unica / diffusa nei cinque continenti / lascia tracce permanenti / difficili da cancellare…”
Chiude infine con “Pensieri”, in cui racchiude molte delle sue riflessioni, a conclusione di un percorso che è stato, è, analisi del mondo e dell’uomo, visto nel suo più ampio panorama geografico, attingendo molto, la nostra poetessa, dai caldissimi valori della nostra civiltà mediterranea. La ascoltiamo in “Abisso”: “La trasparenza dell’acqua / la vita marina, / l’immensità di questa bellezza / è riprodotta dentro di me…” Ecco lo specchio, ecco il mare, i cieli e tutta la natura, in cui si riflette e si integra l’anima della poetessa.
Un libro eccellente, un vero mosaico poetico permeato da una sonorità calda e appassionata, con i versi originali in lingua portoghese che fanno da controcanto ad uno spartito lirico alto e genuino. Esempio indiscutibile di come la poesia possa essere sentimento e suono profondo che colpisce e sconvolge l’anima e il cuore.

Giuseppe Vetromile
6/4/2011

Pubblicato in: http://circololetterarioanastasiano.blogspot.com


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