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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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DANIELA TALIANA, NEL CALEIDOSCOPIO DELLE EMOZIONI Recensione di Michela Zanarella

di Rassegna Stampa

Con la raccolta antologica di poesie “Spicchi & Specchi” abbiamo il riscontro del vissuto emotivo di Daniela Taliana nata a Tripoli (Libia) negli anni ‘60, da una famiglia di origini e cultura mediterranee, si trasferisce a Ostia (Roma) nel 1970. Segue studi umanistici e si laurea in Scienze della Terra. Amante della natura e in particolare del mare, si specializza in Geologia Marina, un campo di indagine e ricerca dove tutt’ora lavora con grande impegno e passione. Scrive da sempre, sognando di viaggiare nel tempo e nello spazio, attraverso i sentimenti e le parole. Nel tempo libero dipinge ad acquarello con lo pseudonimo di Ghibli. Qui nell’antologia delle sue poesie abbiamo un esempio della capacità pittorica di questa poetessa. La foto di copertina, con tecnica Acquarello, riproduce “Il Faro” del 2010, con accanto la sua firma, Ghibli, pseudonimo di Daniela Taliana.
Il Faro, come lei stessa precisa, è il simbolo della speranza e del desiderio di una donna di veder tornare il suo amore in balia di venti, correnti, burrasche e maree. Ricorda in verità lo spirito degli scrittori del nord Europa che hanno in Henrik Ibsen il loro vessillo. Sembra comunque che la poetessa Daniela Taliana strizzi l’occhio anche al Teatro: “…Il palcoscenico della mia vita lascia scorrere immagini ingiallite dal tempo, che contengono la dolce malinconia di questo momento…” L’opera teatrale “La donna del mare” di Ibsen ricorda di pari passo il trasporto emotivo di Daniela, e giustifica la scelta dell’elemento acqueo effettuata dalla nostra poetessa:

“Altamarea
Sussurrami questo tuo desiderio,
affinchè io possa provare un’emozione.
Segui il tuo istinto e danza,
affinchè la tua carne sia la mia carne
e il tuo respiro sia il mio respiro.
Sciogli i sensi e le volontà
e invadimi come marea il golfo.”

La tensione poetica trascinante, almeno sul piano della struttura compositiva delle poesie di Daniela Taliana è opera del suo lirismo delicato, affidato alle minime circostanze d’un rapporto che nel suo svolgersi si nega e si confessa, si dichiara e si contraddice, si abbandona e si esalta, perfino si offre in una interezza meravigliosa che solo chi ha sofferto sa tradurre in compiuta espressività:

“È bastato un attimo
a farmi salire il cuore in gola,
è bastato quell’attimo
per abbandonare le mie delusioni
e fare spazio a nuovi sogni.
Un attimo infinito,
nel quale il tuo sguardo penetrante
si è fatto spazio dentro di me
ed io
aggrappata ai tuoi occhi
ho cercato di fermare il tempo.”

Alcune sue liriche sono attraversate da momenti di straordinaria suggestione:

“L’Onda
Bianca,
spumeggiante,
energica,
devastante,
avrei dovuto capirlo
che come ti ha portato
con la stessa forza
ti avrebbe allontanato.
Indomita,
selvaggia,
instancabile,
bestiaccia.”

Sono versi scanditi quasi da un ritmo ancestrale: solo a tratti l'attitudine ragionativa, che sta alla base della sua personalità, della sua cultura familiare mediterranea, affiora, raffrenando l'impeto di certi moti dell’anima in schemi logici precostituiti. Con tutto ciò la silloge antologica “Spicchi & Specchi” di Daniela Taliana racchiude versi tra i più significativi della sua mietitura poetica con riflessioni o flash sui problemi, per lei vitali, della vita amorosa, della presa di coscienza della personalità umana, dei rapporti sociali: problemi che soprattutto per quanto concerne l'universo femminile assumono un accento alto di singolare affettuosità comprensiva:

“…Ricerca esasperata dell’essere donna,
attraverso emozioni profonde
che si liberano in un frangente.
Ho camminato a lungo nel deserto della mia memoria,
poi ho guardato il sole negli occhi
e il tuo profumo amaro ha invaso i miei sensi.
Miele sei nei miei ricordi.”

La raccolta poetica è dedicata ad “Adriano e Gabriele”. La poesia di Daniela Taliana è da considerarsi quale Motonave in viaggio nel mare estremo, che segna, almeno per un tempo prestabilito, la rotta da seguire, “traccia strade sconosciute” a pochi ma non ai gabbiani, “investe l’essere nella totalità che lo tormenta”. È in questi due incisi, tratti dalla prefazione offerta da Francesco Facciolo, che abbiamo la risposta ai significanti poetici di Daniela Taliana.


Recensione di Michela Zanarella, pubblicata sul sito www.art-litteram.com

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