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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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CLAUDIA PICCINNO, un’esordiente finalista al Premio “Giovane Holden” ( Articolo di Marco Errico, Corriere del Mezzogiorno )

di Rassegna Stampa

C’è anche una poetessa leccese tra i finalisti del Premio letterario “Giovane Holden”. Con “La Sfinge e il Pierrot” (Aletti Editore, 2011), Claudia Piccinno è stata selezionata tra le candidate al prestigioso riconoscimento, giunto alla sesta edizione. La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato, 29 settembre, a partire dalle ore 16.30 nelle sale “Ademollo” e “Maria Luisa” del Palazzo ducale di Lucca, sede della Provincia della cittadina toscana che patrocina la manifestazione, organizzata in collaborazione con l’agenzia letteraria “I Soliti Ignoti”.
Un esordio felice per Claudia Piccinno, che con la sua prima silloge poetica ha subito catturato l’attenzione della critica.
«Un solo libro, la stessa persona – scrive Piero Lo Iacono nella recensione della poetessa -. Un unicum indivisibile da cui sgorgano e si sviscerano più maschere, , tanti “io” a seconda dei tempi e dei luoghi attraversati nel corso della propria vita. Leggendo queste poesie, possiamo intuire l’identità dell’autrice, quel suo essere un po’ Sfinge ed un po’ Pierrot. Né l’uno né l’altro, ma tutti e due insieme, poiché nessuno può tenere fede alla promessa di fare la sfinge a vita».
Insegnante nella scuola primaria, laureata in Lingue e letterature straniere, appassionata di viaggi e letture, Claudia Piccinno ha il Salento nel cuore, ma ha messo radici nella verde Emilia. Immagini, colori e odori costituiscono un richiamo irresistibile per la sua penna, che abilmente fotografa i moti dell’animo. «Nell’immaginario collettivo la Sfinge rimanda ad un’entità polimorfica, di indefinibile interpretazione, misteriosa ed impenetrabile – scrive Itala Cappello nella prefazione del libro -. Quanto diversa è, invece, questa Claudia-Sfinge: una donna reale, palpabile attraverso le sue molte voci, eppure dotata di ali. E queste ali sono fatte di parole comuni, citazioni antiche, metafore abbaglianti e sommessi monologhi».

(Marco Errico, Corriere del Mezzogiorno del 26 settembre 2012)

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