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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Roberto Baldini intervista Aurora Cantini, autrice del romanzo “Come Briciole Sparse Sul Mondo” ( Aletti Editore ) che ricorda la tragedia dell’11 settembre

di Rassegna Stampa

Roberto Baldini, titolare del blog http://scrivoleggo.blogspot.it/, intervista Aurora Cantini, autrice del romanzo “Come Briciole Sparse Sul Mondo” che ricorda la tragedia dell’11 settembre.



Domanda - Ciao Aurora! Grazie per il tempo che mi dedichi. Innanzitutto parlaci un po’ di te, raccontaci qualcosa…

A. Cantini - Insegnante di scuola primaria, poetessa e narratrice di storie create sul selciato o ascoltando i suoni del bosco già da bambina, vivo in un paese delle Valli bergamasche.
Ho pubblicato tre libri di poesie: “Fiori di campo” Edizioni Il Grappolo Salerno 1993 (rieditato nel 2011), “Nel migrar dei giorni” Edizioni La Conca Roma 2000, “Uno scrigno è l’amore” editato Circolo Culturale Identità Pontedera 2007, il libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” Edizioni Villadiseriane Bergamo 2009, sulla vita contadina del passato in Valle Seriana, presentato a Roma dalla giornalista di Rai1 Alma Grandin allo Spazio Bergamo dell’Arciconfraternita dei Bergamaschi.
Nel 2012 il romanzo “Come briciole sparse sul mondo” per Aletti Editore sulla tragedia delle Torri Gemelle vista da chi era nella Torre Nord.
Ho ottenuto numerosi primi posti in moltissimi concorsi letterari nazionali e internazionali. Molti interventi nelle scuole sul tema della poesia, anche come Presiedente di Giuria in concorsi poetici per i ragazzi.
Collaboro da esterna con il Portale Web della Val Seriana www.vivisulserio.it e con www.bergamasca.net

Domanda - Un curriculum di tutto rispetto. Come nasce un tuo personaggio?

A. Cantini - Ogni mio personaggio è preso dalla realtà, sono le persone che vivono e faticano, e tessono le loro innumerevoli reti di storie e sospiri che avvincono il mio cuore.
Come disse uno scrittore parlando di Kafka: “Se vuoi parlare al mondo, racconta il mondo che conosci.”
Non siamo mai soli, la strada è lunga da percorrere, qualcuno è sempre accanto, basta saper vedere oltre. Penso che il sogno di ogni uomo sia lasciare un'impronta di sé, per trovare l'immortalità.
Quando scrivo do voce a coloro che passano su questa terra come sabbia impalpabile, parole senza voce, pianti senza lacrime, invisibili.
Quando scrivo trovo la traccia dell'immortalità.

Domanda - Parole stupende. Cosa ne pensi dell’editoria a pagamento?

A. Cantini - Devo dire che è facile per un nome già famoso pubblicare: una volta uscito il libro non ha nessuna preoccupazione nel divulgarlo, c’è tutta un’operazione di marketing che fa da sé.
Ovvio che ogni presentazione vedrà la presenza dell’editore stesso o chi per esso, con uno stage che si occuperà della vendita al pubblico. All’autore solo il compito degli autografi.
Per chi non ha un nome celebre, puntare ad una Casa Editrice di grido è pressoché impossibile.
Deve mirare a Editori indipendenti, che sono disposti a credere nel suo lavoro.
Una volta pronto il libro, è impossibile pretendere che l’editore stesso corra su e giù per la Penisola a introdurre le varie presentazioni, con libri al seguito.
L’autore deve fare da solo: perciò, se vuole diffondere il proprio scritto, almeno nella zona, deve prenotare un certo numero di copie, da distribuire alla famiglia, ai parenti, agli amici, alle presentazioni.
Nel mio percorso letterario ho pubblicato con varie Case editrici, ognuna con caratteristiche proprie. Ma in ogni caso non mi posso permettere di pubblicare e lasciare che il libro voli da solo, perché non succederà; e il primo passo è proprio essere io stessa ad auto-promuovermi, ad interpellare le biblioteche e le amministrazioni.

Domanda - Purtroppo è vero, troppo spesso il marketing non corrisponde alla qualità del libro.
Io stesso ho letto libri meravigliosi (come il tuo) che non ricevono l'attenzione che meritano, mentre veri e propri bidoni sono sotto gli occhi di tutti.
Da dove ti arriva l’ispirazione per scrivere?

A. Cantini - Quando succede un fatto che mi emoziona molto, dentro il mio cuore si forma come un lago dove si concentra tutta la mia emozione che preme e vuole uscire attraverso le parole, fino ad annullarmi e sentirmi tutt'uno con il mondo che mi circonda; poi mi sento più leggera.
Quando una poesia o una storia cominciano a nascere nella mia mente, mi sento avvolta dai pensieri, tanto che sono portata a scrivere di getto, cercando di manifestare con le parole i sentimenti che mi agitano il cuore, fino poi a sentirmi pacificata.
Il mio cuore è una porta che dà sull'orizzonte. I miei ricordi, il mio vivere e il mio divenire sono sempre con me.
Lo scrittore descrive ciò che riesce a percepire della realtà, anche se è solo un granello nello sconfinato mare degli eventi.
E tuttavia, senza rendersene conto, dice molto di più di quanto pensa di dire.

Domanda - Il momento della giornata in cui ami scrivere?

A. Cantini - Più che un momento preciso della giornata (la sera o nei momenti liberi del pomeriggio, dipende dagli impegni lavorativi e familiari) direi che c’è un luogo in cui amo scrivere: in estate sotto gli alberi, nel silenzio della vallata scoscesa; in inverno accanto alla luminosa finestra che spazia sul bosco, cullata e scaldata dalle fiamme del camino, circondata dai caldi colori del legno di pino.

Domanda - Scenari meravigliosi.
Lasceresti la tua casa e la tua vita, per inseguire il sogno di scrittrice?

A. Cantini - Ne ho parlato anche con una mia cara amica, che è stata campionessa italiana dilettante di ballo. Quando le ho chiesto come mai non è diventata professionista, lei che danzava in coppia col marito e vinceva le gare in tutta Italia, mi ha detto semplicemente che avrebbe dovuto “vendersi”, cercare agganci, accettare compromessi, sfruttare “cinicamente” la propria immagine, storia, visibilità.
E lei voleva rimanere padrona del proprio divenire, sentirsi libera anche di dire “No”.
Io ho una famiglia, normalissima, con esigenze quotidiane che non posso ignorare. Infatti non antepongo mai la mia scrittura alla cena da preparare.
Certo, in realtà mi piacerebbe lasciare un segno, sapere che comunque anch’io ho avuto qualcosa da dire, e che i lettori hanno condiviso le loro emozioni con la mia strada.
Più che altro soffro e rimango dispiaciuta quando vedo certi trattamenti di favore solo perché si è appoggiati o tutorati da un grande nome che dà la giusta serietà e ribalta.
Noto anche come basti un libro, e si è “scrittori”; tutti a parlarne, a omaggiare, a lodare.
Quello che vorrei è un po’ più di rispetto e trattamento equo ed obiettivo verso la parola, non verso la persona.
Chissà quanti romanzi, libri, poesie di grande valore letterario non troveranno mai la ribalta, solo perché gli autori si sono fatti da soli, o non hanno i giusti agganci, o non sono simpatici, o sono artigiani della scrittura.
Molte volte si legge che “è nata la nuova voce della letteratura italiana” e poi si scopre che lavora per l’editoria, che il padre/la madre è giornalista, o critico, o docente dell’Università Tale, o il caro amico di famiglia è il tipo che ha già scritto; oppure capita che ad una presentazione letteraria viene dato risalto perché, si sa, lui è famoso, è un collaboratore del Tal Giornale, è tra gli organizzatori della Rassegna Tot…
E chi scrive bene, e si fa in quattro a chiedere uno spazio, ma ha umili origini letterarie, che cosa dovrebbe fare?

Domanda - Rimboccarsi le maniche e non mollare. Anche se non è facile... Per te è vero che un buon scrittore deve aver letto almeno 1000 libri?

A. Cantini - Certamente la lettura è indispensabile per scrivere bene, sia ortograficamente che sintatticamente.
Di sicuro ho letto più di 1000 libri, ma anche mia sorella (che non è una scrittrice) ne ha letti altrettanti, perché entrambe amiamo rilassarci e volare nel nostro mondo di amici: un mondo di carta, che è nuovo ogni volta, capace di suggerire suggestioni, scatenare riflessioni, portarci via via in storie, armonie, drammi e vicissitudini, ma anche consolazioni. È un po’ come viaggiare.
E se, come scriveva Emilio Salgari, scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli, leggere è guardare la fotografia di quei viaggi, vederne come in un documentario, sentirsene parte, pur restando seduti.
Vedo che già dalle scuole primarie l’alunno che legge molto o ascolta leggere libri, scrive bene, e scrive molto.
Infatti quando entro in una classe a parlare di poesia dico sempre agli insegnanti che bisogna avere il coraggio di leggere poesie ai bambini, perché il verso ha in sé la forza di aprire l’intelligenza e il cuore, e guidarli a scrivere a loro volta poesie.
Non è importante che comprendano tutte le parole, quel che conta davvero è che arrivi l’emozione.
I bambini possono scrivere poesie fin dalla classe terza: sono profonde, meravigliose, fantasiose. Questo vale anche per i libri di narrativa.
Non è vero che per scrivere bene si devono leggere “mattoni polacchi di scrittori morti suicidi”.
Lo stesso capita con la poesia: mi hanno chiesto spesso a quale poeta mi sono ispirata nella mia creatività poetica, quali poeti leggo; ebbene, aldilà dei poeti conosciuti a scuola, a cui spesso ho attinto come affinità di idee e corrispondenza di ideali (di molti riscrivevo i versi, con i quali riempivo il diario scolastico), aldilà dei tanti che leggo senza una ricerca specifica o in cui mi imbatto casualmente, non ho mai preso un poeta a modello.
Scrivo poesie in 2–3 minuti, difficilmente ricerco e riscrivo il verso.
Al limite aggiusto qualcosa, ma di solito la poesia rimane compiuta al momento della nascita.
Pure quando scrivo la narrativa non ho mai stracciato fogli o cancellato file.
Il mio romanzo “Come briciole sparse sul mondo” è stato scritto in prima battuta, così era e così è rimasto.
Scrivevo le pagine secondo la prosecuzione, poi giungeva ora di cena, e chiudevo tutto (di solito segnavo “CONTINUARE DA QUI” in stampato).
Il giorno dopo (o il successivo se dovevo stirare, o andare a fare la spesa, o correggere le verifiche) continuavo da dove mi ero fermata.

Domanda - Non sai quanto sia d'accordo con te.
Qual è stata la scintilla che ti ha fatto decidere d’iniziare a scrivere?

A.Cantini - Vivo, fin da quando ero bambina, in compagnia dei libri e delle storie che, a mia volta, scrivo.
Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto.
Ho respirato l’amore per la vita e la natura correndo sui prati della mia amata Amora, sotto la Cornagera.
Ho ascoltato le poesie degli alberi frondosi che muovendosi nel dolce tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti.
Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita, mi amavano teneramente, silenziosamente e per sempre.
E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne.
La mia poesia, le mie narrazioni, nascono dal mio stesso essere viva, come una forza a cui non posso sottrarmi.
La poesia mi ha sempre attratta, così come la scrittura.
Infatti fin dalle elementari scrivevo poesie su richiesta delle mie compagne di scuola, oppure copiavo quelle più significative dalla mia rivista preferita: la mitica ”Primavera”.
Sono poeta nel profondo e per sempre, sono narratrice di storie create sul selciato già da bambina.
Per me scrivere è un bisogno vitale, dell’anima, di cui non potrei mai fare senza.

Domanda - Deve essere così per tutti noi scrittori.
Scriveresti di argomenti a te non congeniali, pur di pubblicare?

A. Cantini - Assolutamente non riuscirei a scrivere di argomenti che non “sento”, in cui non mi ritrovo.

Domanda - Un libro che ti evoca bei ricordi? E uno che vorresti dimenticare?

A. Cantini - Tanti, tanti libri mi evocano bellissimi ricordi: Zanna Bianca, Il Richiamo della foresta, I Ragazzi della Via Pal, Un sacchetto di biglie, Piccole donne, Cime tempestose, Oliver Twist, tutti i libri di Giulio Verne, e Sandokan, poi, crescendo, Gol nel tuo cuore, Jane Eyre, Orgoglio e pregiudizio, Il Cavaliere d’inverno, i primi libri di Wilbur Smith. A 16 anni ho letto La Storia di Elsa Morante e ho pianto. Poi anche I Viceré mi avevano commosso, sempre in quegli anni (di entrambi ho saltato però le parti “pallose”).
Oltre a ciò è importante leggere libri che piacciono: io non nego la mia passione per i thriller di Kathy Reichs, romanzi medical-thriller, quelli con il mistero da svelare, tipo Knootz o Kellerman, segreti sepolti da decenni o epidemie e catastrofi da risolvere, ma anche dove ci si può immergere in paesaggi sferzati dal vento, brughiere e paesini di campagna, spazi sconfinati, praterie, senza dimenticare assolutamente i romanzi storici con enigmi, ambientazioni d’epoca, ricostruzioni di eventi e personaggi di un tempo, come i lavori di Guido Cervo o Valerio Massimo Manfredi, o di avventura alla Wilbur Smith, ma anche quelli belli d’amore, magari ambientati nel passato, come la saga di Claire e lo scozzese James Fraser, di Diana Gabaldon.
Se mi avvince, di un autore leggo tutta la sua produzione e lo seguo ad ogni nuova pubblicazione.
In ogni caso non ho libri che vorrei dimenticare semplicemente perché, se non conquistano, li chiudo dopo aver letto anche solo 2 o 3 pagine.
E’ il grande potere di noi lettori, non dobbiamo giustificare niente a nessuno e nessuno può impedircelo.
Ho provato molta delusione, questo sì, davanti a libri con molte aspettative, montati alla grande, del tipo che spinge a esclamare: “Tutto qui?! Sarebbe questo il grande libro?!”

Domanda - Una biblioteca di tutto rispetto! Dove si può acquistare il tuo libro?

A. Cantini - Il romanzo “Come briciole sparse sul mondo”, imperniato sulla tragedia delle Torri Gemelle vista dal di dentro, è prenotabile in tutte le librerie tramite il Circuito Mursia S.P.A., ma anche in tutti i punti vendita on line
http://www.libreriauniversitaria.it/briciole-sparse-mondo-cantini-aurora/libro/9788859100959
http://www.ciao.it/Come_briciole_sparse_sul_mondo_Aurora_Cantini__3971619
http://www.ibs.it/code/9788859100959/cantini-aurora/come-briciole-sparse.html
http://www.ibs.it/code/9788859100959/cantini-aurora/come-briciole-sparse-sul.html?shop=5313
http://www.unilibro.it/libro/cantini-aurora/come-briciole-sparse-sul-mondo/9788859100959
http://www.eprice.it/Letteratura-Italiana-ALETTI/d-4296867

Direttamente dal sito della Casa Editrice
http://www.alettieditore.it/emersi/_root/c/Cantini.htm

È anche in versione eBook tramite
http://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788859102946/autore-aurora-cantini/come-briciole-sparse-sul-mondo-ebook.htm

http://www.bookrepublic.it/book/9788859102946-come-briciole-sparse-sul-mondo/

http://www.italiadvd.it/narrativa-italiana/narrativa-italiana/come-briciole-sparse-sul-mondo/dettaglio/id-3628106/

http://www.ultimabooks.it/come-briciole-sparse-sul-mondo#descrizione


Benissimo! Io l'ho letto e lo consiglio veramente a tutti.
Ciao Aurora, grazie per il tuo tempo!
E grazi a voi, Amici, per averci seguito come ogni volta. A presto!


(Roberto Baldini, titolare del blog http://scrivoleggo.blogspot.it)

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