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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
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Maria Luisa Mazzarini - Fuga in gonna di farfalle ( Recensione di Carmelo Pagliarello )

di Rassegna Stampa

È stata di parola Maria Luisa Mazzarini! Ha fatto dono di una nuova raccolta di versi, dopo la precedente “E poi soltanto il vento”, edita dalla Aletti Editore, nel 2010.
Per lo stesso Editore leggiamo la nuova Raccolta dal titolo “ FUGA in gonna di farfalle”. Una raccolta, la cui lettura, decisamente gradevole, conferma la finezza dei sentimenti dell’Autrice e la Sua capacità di esprimerli con piena padronanza del linguaggio poetico.
È, quello dell’Autrice, un viaggio, come lei stessa afferma nell’introduzione alla Raccolta: “verso ciò che è insolito” e, sulle orme di Baudelaire, aggiunge: “toccare il fondo dell’ignoto, per trovarvi il nuovo”.
Tema, questo del viaggio, ricorrente in Letteratura: nel mondo antico, Omero descrive il travagliato viaggio di Ulisse; nel Settecento, si colloca il Viaggio sentimentale di Sterne e, nel corso dell’Ottocento, il vagheggiamento del viaggio sollecita le emozioni di Baudelaire con il suo Viaggio a Citera e sfida l’esplorazione dell’ignoto il “Battello ebbro” di Rimbaud, cui fanno seguito i romanzi di Giulio Verne con la loro spigliata fantasia e, in pieno Novecento, l’Ulisse di Joyce.
In Maria Luisa Mazzarini il viaggio è “fuga”, quasi l’Autrice sentisse l’ebbrezza non già di tuffarsi, come in Baudelaire, verso il fondo dell’abisso, ma di volare, “in gonna di farfalle”, dalla terra al Cielo come “ sogno d’altrove”.
Sogno: parola che ricorre insistentemente in tanta parte della sapienza di tutti i tempi: Platone afferma già “che gli uomini non vivono che in un sogno”, per Pindaro “l’uomo è il sogno di un’ombra”, per Shakespeare “noi siamo di tale stoffa, come quella di cui sono fatti i sogni” e Schopenhauer non ha dubbi “la Vita è un sogno”.
Ma nella poesia della Mazzarini la scelta è ancora più pregnante, al punto tale da poter dire: “è sogno la mia vita” e, ancora più, precisa: “ sogno d’Altrove”.
Un “Altrove” avvolto nel mistero; un mistero che, attraverso la poesia, in qualche modo, si schiude allo sguardo incantato di Maria Luisa. Una poesia, la Sua, che rifugge dalle categorie della logica comune, per fare posto a quella “ intuizione lirica”, di cui parla Croce e che consente alla nostra Poetessa di cogliere, oltre l’eventuale fisicità del mondo sensibile, l’essenza della realtà.
Attingere tale essenza, infatti, è l’anelito che anima la poesia di Maria Luisa Mazzarini. Una poesia che, privilegiando la scelta del componimento breve, riesce, con la puntuale essenzialità di linguaggio, sempre caratterizzato da ineccepibile correttezza nella forma, a cogliere suggestioni ed analogie nei frammenti di realtà e di vita ed a proiettarsi verso l’Eccelso.
Ed ecco allora il fascino di Venezia che sogna nel suo paesaggio di Fiaba, che soffre con le case nell’acqua e gli atri bui, che sospira e coinvolge l’Autrice in piena sintonia, “ nella maschera magica del Mistero”.
Ed ecco “Natura” cospargere il corpo di viole “nell’Essenza d’un bagno ai fiori”, con “il Cuore/ a ogni stagione/attraversato/dall’infinito e dall’eterno”.
O ancora: “Un prato di Stelle e un cielo/ d’Anemoni, che cambia la Visione oltre i confini del mondo”. O anche: quella “ Cascatella d’acqua limpida” che scorre gioiosa tra i muschi e le felci” e che invita a cercare, “oltre giochi di Luce, il Cielo”.
Mistero, Eccelso, Immenso, Infinito: motivi ricorrenti nei versi della Mazzarini; visioni sublimi che Ne illuminano i Sogni, ma, anche, richiamo e conquista di una realtà che va oltre il mondo dei sensi; realtà che Maria Luisa intravede, attraverso quel “ tunnel di Luce” , che muove da “ abissi di Speranza”.
È il risveglio dal Sogno, che permette all’occhio di “ spiare di là dai nembi/ la Luce” e , rimosso il velo di Maya, consente, finalmente, all’Autrice di cogliere la Luce di Verità. Del resto, già Pascoli, nei suoi “ Poemi conviviali”, avvertiva “ il sogno” come “ l’infinita ombra del vero”.
È, per Maria Luisa Mazzarini, il punto d’approdo del Suo ideale percorso di Fiaba, o, anche, di Sogno: l’ “Assoluto/all’infinito/ nel Cuore/ della vita”.
Un percorso, che è espresso con versi che sollecitano in chi legge una sensazione di piena “ simpatia” con la profondità dei sentimenti dell’Autrice, il cui amore per la poesia ci induce a sperare che continuerà a farci dono dei suoi splendidi versi.

(CARMELO PAGLIARELLO)


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