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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Giuseppe Cappello, “Scuola”, Aletti 2012. Recensione di Aurora De Luca sul n. 52 de “Il Convivio” ( Gennaio - Marzo 2013 )

di Rassegna Stampa

Giuseppe Cappello intitola Scuola questa silloge di poesie, di cui alcune sono tradotte anche in inglese. Il titolo non è scelto a caso ma molto esplicativo. Cappello è un insegnante e la scuola rappresenta il suo mondo, il suo tessuto sociale. Attraverso di essa e grazie alla prospettiva che essa gli permette di avere, l’autore osserva lo scorrere della vita, il susseguirsi dei cambiamenti, delle contraddittorietà e delle similitudini che avvengono sempre in modo diverso. Egli è sulla cattedra e l’angolazione è privilegiata per alcuni “scatti”, un po’ esterna per altri. Noi insieme al Nostro passiamo sotto la porta della classe ed entriamo in questa “fotografia” umana e poetica. Una poetica brillante e di dotte e ricche immagini, ci riconduce attraverso entusiasmi vissuti a nostra volta proprio tra i banchi di scuola, ricordi che non mancano di tornare alla mente anche dopo molto tempo. Ecco allora gli scambi di sguardi, i sorrisi complici, le paure sottomesse, i “brusii furtivi dell’amicizia”, tornano ad echeggiare nelle nostre orecchie. Attraverso i versi è facile ascoltare “un’orchestra sinfonica” i cui strumenti vanno accordandosi per i corridoi e si esibiscono nelle aule, con il respiro e il vociare o lo sfogliare dei registri e il muovere delle sedie. “La geometria inorganica del silenzio” è felicemente rotta, sotto “il sole - che - è un concetto condiviso”, “da violini, clarini, contrabbassi, viole e anche un tamburo”; il tutto si sveglia al primo raggio mattutino. “Gli occhi si scambiano parole” dice l’autore e quasi ci sospinge a mantenere il silenzio, così da non turbare i flussi giovanili e irrequieti che vibrano nelle aule scolastiche. “Suona la ricreazione e si sciolgono i ranghi” ma l’autore non smette di osservare, anzi ancora di più si mette a fotografare e attento vede”un continuo prendersi e riprendersi” e sta li a penetrare “nell’iride dei ragazzi lo specchio della secrezione”. Gli occhi del lettore scorrono rapiti tra i versi e quasi divengono essi stessi alunni tra i banchi. Con l’eleganza delle parole Giuseppe Cappello si racconta nelle sue giornate E anche oggi la tela è tessuta / stanco ritorno / Ma pago. Al termine di questo breve viaggio poetico siamo sazi di vibrazioni e i sussulti di anime vagabonde tra le mura di una “Scuola” che è l’inizio della vita.


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