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Autrice:
Rivista Orizzonti
Tipo:
Poesia
 
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Le “indagini” culturali di Sarah Zappulla Muscarà tra manoscritti e carteggi della letteratura inedita

di Rivista Orizzonti

Abbiamo incontrato la studiosa e critica letteraria catanese, curatrice dei più famosi autori siciliani a livello internazionale


Articolo di Antonio Iacona


È un’appassionata lettrice di gialli, il suo pane quotidiano è fatto di testi e carteggi, di manoscritti e opere introvabili e non è un caso se molti la considerano ormai la Sherlock Holmes della letteratura inedita, per il suo fiuto e la capacità di scoprire autori che contano. Un nome su tutti: Stefano Pirandello, figlio primogenito del grande drammaturgo Luigi, che in questi anni viene appunto scoperto come scrittore e autore di teatro grazie all’azione instancabile di questa apprezzata studiosa siciliana. Forte di un curriculum sconfinato nel campo della ricerca e dell’insegnamento, infatti, Sarah Zappulla Muscarà è oggi tra le protagoniste indiscusse della divulgazione letteraria, teatrale, cinematografica della cultura siciliana.
Nata ad Acireale, da sempre catanese, Zappulla Muscarà è ordinaria di Letteratura italiana alle facoltà di Lingue, Lettere e Scienze della comunicazione di Catania (di quest’ultima è presidente del corso di laurea). Ha insegnato anche Letteratura italiana e drammaturgia, è membro attivo dell’Istituto di storia dello spettacolo siciliano e rappresentante per l’Ateneo catanese alla Cattedra Sicilia, istituita all’Università spagnola di Salamanca per promuovere la cultura della nostra Isola, che tanto ha da condividere con la Penisola iberica. Per la storica casa editrice Bompiani, la professoressa ha curato l’uscita di sette romanzi di Ercole Patti, di cui adesso è imminente la pubblicazione dell’opera omnia, compresi dunque i lavori giovanili e gli articoli. E di lei potremo leggere tra poco anche lo studio sui carteggi d’amore che l’autore de I Viceré, Federico De Roberto, tenne con due donne: la milanese Renata Ribera e la romana Pia Vigata: oltre ottocento lettere appassionate, in cui lo scrittore siciliano parla tanto anche delle proprie opere, con nuove rivelazioni da aggiungere alla figura del romanziere.
La sua casa nel cuore di Catania, elegante, ricca di volumi, ritratti d’artisti e manifesti storici del cinema e del teatro siciliani, ha fatto da sfondo alla nostra intervista esclusiva per Orizzonti.
«Proprio De Roberto, visto però come critico e traduttore, - rivela Zappulla Muscarà - è stato il protagonista della mia tesi di laurea e da allora questo amore culturale è continuato nel tempo. Non solo per lui, ma per tutto ciò che rappresenta la cultura della nostra Isola».
Altro tassello importante, infatti, negli studi della professoressa siciliana è quel Teatro in dialetto di Luigi Pirandello che fino al 1993 era rimasto inspiegabilmente inedito e che lei ha riscoperto e ordinato, grazie anche al contributo dell’archivio del noto attore Angelo Musco. Ma, già da prima, per lei è stata una conquista dopo l’altra, con la pubblicazione delle opere di Ercole Patti, Enzo Marangolo, Sebastiano Addamo, Giuseppe Bonaviri (quest’ultimo dal 1985 costantemente nella rosa dei candidati al Premio Nobel per la letteratura). E poi, quel nome che conta tanto dopo la morte, eppure in vita ombra un po’ triste del padre, quello Stefano Pirandello che aveva scelto egli stesso di essere scrittore postumo proprio per il continuo confronto (da cui si sentiva frustrato) con il grande Luigi e al quale Sarah Zappulla Muscarà sta dando nuovamente dignità letteraria.
«All’inizio - spiega la professoressa - Stefano provò a scrivere con lo pseudonimo di Stefano Landi, ma già qui richiamava Lando Laurentano, uno dei protagonisti de I vecchi e i giovani, romanzo del padre. Ma in tutte le sue opere ci fu un alto tasso autobiografico, anche se è stato uno scrittore straordinario, al di là, è il caso di dire, del suo cognome».
Da qui, dunque, gli studi condotti dalla critica siciliana: Nel tempo della lontananza, (1919-1936), Luigi e Stefano Pirandello, a cura di Sarah Zappulla Muscarà, Salvatore Sciascia Editore; Stefano Pirandello, Tutto il teatro, Bompiani editore, a cura di S. Z. M. ed Enzo Zappulla, con un bel corredo iconografico e 426 pagine di biografia; e infine Stefano Pirandello, Timor Sacro, a cura di S. Z. M., Bompiani editore, il romanzo di tutta una vita, con l’amore reverenziale per questo padre famoso gigante della letteratura, un timore sacro appunto che si vince con l’amore.
La figura che la studiosa ha donato alla letteratura italiana, così, non è soltanto quella del figlio, segretario e amministratore del padre Luigi, ma di uno scrittore con il proprio carattere e la propria personalità, la cui grandezza, a quanto pare, era sfuggita anche agli studiosi più attenti di Pirandello, che a questo punto diventano «i» Pirandello. Una notorietà che sta arrivando anche all’estero, visto che l’autore è ormai tradotto anche in francese, greco, arabo, tedesco e spagnolo.
«È, tra l’altro, uno degli impegni presi dalla Cattedra Sicilia di Salamanca, – sottolinea Zappulla Muscarà – che ha il compito di promuovere gli scrittori, e in generale tutta la cultura, siciliani. Tra i fondatori della Cattedra, infatti, c’è il collega e amico professore Vicente Gonzalez Martin, studioso e traduttore dei nostri autori, preside della facoltà di Lettere nella città spagnola, oltre a istituzioni di grande respiro come l’Ambasciata d’Italia a Madrid, l’Istituto italiano di cultura nella capitale spagnola, l’Associazione italianisti spagnoli, il Banco di Sicilia, gli Atenei di Salamanca e di Catania e l’Istituto di storia dello spettacolo siciliano. Il prof. Gonzalez Martin sta traducendo adesso di Stefano Pirandello l’opera Un padre ci vuole e ciò rappresenta un altro passo avanti nella costruzione del ponte culturale tra Sicilia e Spagna».
Un ponte che Sarah Zappulla Muscarà, con il marito Enzo Zappula, presidente dell’Istituto di storia dello spettacolo siciliano, sta percorrendo anche in altri Paesi, per divulgare il messaggio di una Sicilia colta e ricca di tradizioni: lo testimoniano le lettere, i manoscritti, i testi inediti, le opere teatrali recuperati dall’Istituto e i convegni, le pubblicazioni e anche le tante mostre in giro per il mondo. Quella intitolata Pirandello e il teatro siciliano è stata ospitata per ben due volte a Boston, in occasione del 50° anniversario della morte dello scrittore, inaugurata da Ted Kennedy, e poi la mostra I Pirandello ha toccato e conquistato Sud Africa, Sud America, Austria, Spagna, Francia. La prossima tappa è invece tutta siciliana, nel cuore del barocco isolano, nell’elegante città di Noto, nel siracusano, dove sarà presentato il relativo catalogo. E le mostre itineranti all’estero hanno svelato aspetti nuovi anche di Giovanni Verga, Vitaliano Brancati, Ercole Patti, Angelo Musco.
E riguardo, infine, alla cultura contemporanea, Sarah Zappulla Muscarà non si sbilancia nei suoi giudizi, anche se in merito al teatro siciliano dichiara: «Viviamo un po’ di rendita, dopo gli anni gloriosi vissuti dal teatro catanese a cavallo tra ‘800 e ‘900, vera stagione aurea, sia per gli autori che per gli attori, tutti della Sicilia orientale, fatta eccezione naturalmente per l’agrigentino Pirandello. Per la letteratura, invece, tra i contemporanei apprezzo molto Silvana Grasso, sia per i contenuti che per la lingua: ed uno scrittore è la sua lingua! Silvana è una scrittrice dalla grande creatività, dalla lingua immaginifica, densa, musicale, poetica, piena di metafore. È l’esplosione di una donna di grande cultura classica, greca e siciliana, da miti della Magna Grecia ma anche con forti tematiche di denuncia, mai banale né retorica».
Una vera erede, insomma, della tradizione letteraria siciliana, degna di un palcoscenico internazionale.


(Pubblicato sulla rivista Orizzonti)

La rivista Orizzonti la trovate qui: http://www.rivistaorizzonti.net/puntivendita.htm


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