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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Dante Marini, che presenta ai lettori la raccolta poetica “Maratona intorno al sole” ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Maratona intorno al sole”?

Risposta - A mio parere, si tratta di un titolo che ha una grande forza evocativa e di proiezione ideale. Unisce in un binomio fantastico due elementi simbolici in apparente contrasto tra loro: la maratona, che rappresenta la corsa, il divenire, la sfida e la messa in gioco di tutte le migliori risorse per un ambizioso traguardo; il sole, simbolo dell’essere, della luce, della vita, della perfezione, di Dio.
È un titolo che abbraccia idealmente tutta la storia dell’uomo, dalla lontana origine fino a quella che dovrà essere la sua fine. Si riferisce ad una corsa che è nata e vive nella luce, ma che paradossalmente si svolge in un alone di mistero. È una corsa che interessa sia la dimensione collettiva che quella individuale. La prima ha l’imprecisata durata dei secoli; la seconda, di una vita.
È un titolo che mi è venuto in mente leggendo "La straordinaria storia dell’uomo" di Piero e Alberto Angela da cui ha preso le mosse la poesia che nella sua singolarità mi sembra tanto significativa da poter dare il titolo anche alla raccolta.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Risposta - L’argomento centrale riguarda il problema esistenziale della conoscenza. La corsa intorno al sole è essenzialmente quella della mente dell’uomo che insegue la luce, la verità, cioè il significato ultimo della vita. Si tratta di una ricerca fondamentale che non è fine a se stessa ma che rappresenta la chiave di volta della scala dei valori della propria esistenza. È un problema che investe l’uomo nella sua interezza e che comporta in primo luogo il suo rapporto con Dio. Dalla natura di questo rapporto dipende, a mio avviso, la soluzione dell’enigma della vita umana, cioè dell’esistenza di una dimensione sovrasensibile e del fondamento della metafisica. Molte sono le poesie che si riferiscono a questo tema che ritengo essenziale: Io, Dio, So di non sapere nulla, L’onda, Il mio angolo, Uomo sprecato, Maratona intorno al sole, Papa Ratzinger, ecc.
Altro argomento che ha richiamato il mio interesse per la particolare importanza che alcuni eventi hanno avuto per il mondo di oggi è rappresentato dalle vicende del Novecento a cui ho dedicato i titoli La giornata del Novecento, La cena di Mangiafoco, La novella del 68. Riguardano figure particolari, momenti dedicati alla musica ed aspetti fondamentali della vita odierna, le poesie Sonata per Agustaccio, Margherita ciuf-ciuf, Sortilegio nel pentagramma, Note dalla bisaccia, Ascoltando Piazzolla, Le ideologie, Miraggio globale. Numerosi sono ovviamente anche i componimenti che rimandano agli affetti personali e alla famiglia.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Risposta - Tutte le poesie della raccolta hanno un’origine di carattere autobiografico. Autobiografica è quindi anche l’esperienza della ricerca. I dubbi riguardanti la fede sono stati il problema esistenziale della mia vita la cui soluzione ho inseguito nei miei studi e in tutta la mia maratona. Importante è stato lo snodo al termine del liceo e in particolare dello studio della filosofia, quando ho dovuto verificare che ero costretto a sospendere il giudizio anche sull’esistenza di Dio.
Abituato ad apprezzare i valori ideali e morali, ho proseguito la corsa in un mondo dove i beni materiali e la carriera professionale risultano di primaria importanza e dove l’impronta formativa iniziale, mentre ti fa sentire a disagio, ti spinge ancora alla ricerca della risposta per una vita autentica. Ma la domanda, anche a seguito della laurea in Lettere, è rimasta inevasa. Pian piano è maturata la convinzione dell’impossibilità di un’adeguata soluzione del problema, per le limitate capacità dell’uomo e per i dati insufficienti a sua disposizione. Ne è derivata con delusione la definitiva sospensione del giudizio, il forzato adattamento all’esistente e il disappunto di doversi giocare la vita a carte coperte. Dai vari stati d’animo di questa profonda delusione e dall’intimo orgoglio di aver condotto con onestà intellettuale la propria ricerca, è nata spesso la mia poesia.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Risposta - In un mondo attraversato da sanguinose lotte di religione, ispirate da messaggi diversi ritenuti salvifici, ho voluto riaffermare con questa piccola pubblicazione la fragilità della condizione umana in uno spirito di reciproca tolleranza e di una migliore organizzazione politica e sociale. La spinta decisiva mi è venuta comunque dall’incoraggiamento ricevuto da alcuni amici che avevano letto qualche mia poesia traendone positive emozioni.
Con questa decisione ho voluto, inoltre, continuare a rendere omaggio alla memoria dei miei genitori, che benché contadini hanno voluto che studiassi, sulla modesta linea di qualche precedente pubblicazione.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “Maratona intorno al sole”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Risposta - Ricordo con soddisfazione il giorno in cui ho conseguito brillantemente la laurea alla Sapienza di Roma, perché l’ho vissuto come un’intima rivincita rispetto alle difficoltà di varia natura che ho dovuto superare e come un’importante verifica delle mie capacità, anche in relazione alla validità delle mie convinzioni esistenziali fuori dal coro.
Mi piace poi menzionare due viaggi con la famiglia ad Orvieto ed a Tivoli che mi hanno lasciato profondamente impressa nella memoria l’immagine serena e contenta di mia madre ormai malata, al ricordo della quale ho poi composto la poesia Ritratto di Rut.
È da ricordare, infine, il giorno in cui ho incontrato la persona che mi ha ispirato alcune poesie e che continua ad infondermi quei sentimenti e quella complessiva serenità che solo un rapporto speciale può dare.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Risposta - All’inizio sono da porre Omero ed Ariosto che, alimentando la fantasia e il sentimento eroico della mia fanciullezza, mi hanno comunicato una forte attrazione per la poesia epica. Del secondo, per il quale ho sempre avuto una particolare predilezione, sono anche da ricordare, insieme all’Orlando furioso che ho letto fin da piccolo come fosse una raccolta di avventure a fumetti, le Satire che hanno poi temperato il mio carattere con una venatura d’ironia e di disincanto.
Soltanto in seguito, nel periodo dell’adolescenza, è nato il vero interesse per la poesia lirica, cominciando dai lirici greci e latini e proseguendo con Dante, Petrarca e gli autori successivi che come studente e docente di Lettere sono venuto a conoscere. Uno dei poeti che mi ha maggiormente colpito è stato Leopardi. Ritengo che la sostanza del suo pensiero, non frutto diretto dei suoi malanni fisici, rimanga attuale anche nella realtà di oggi in cui stanno entrando sempre più in crisi le tradizionali certezze ideologiche. La sua poesia mi piace specialmente perché ha spessore e va direttamente al bersaglio colpendo contemporaneamente il cuore e la mente.
Altro autore che ha influenzato profondamente il mio pensiero è Pirandello che mi ha sempre attratto con le sue puntuali analisi introspettive che spiegano come nel mondo contemporaneo siano tanto diffuse la depressione, l’incomunicabilità e l’alienazione. A lui posso aggiungere Svevo, per la sua ironia rispetto all’efficacia della psicanalisi.
Un discorso a parte merita Eliot di cui ho letto con interesse alcuni saggi critici sulla poesia e che mi ha fatto comprendere ancora meglio la grandezza di Dante che egli considera il poeta classico universale, in grado di riassumere in sé quanto di meglio ha prodotto la poesia dalle origini ad oggi. Mi ha particolarmente colpito il suo concetto di “sensibilità unificata” che prevede la presenza contemporanea nella mente del poeta di un elemento razionale e di un elemento emotivo.
Due poeti del Novecento che più di altri hanno richiamato la mia attenzione sono stati Ungaretti e Montale. Il primo, per la sua concezione della parola “scavata”, in grado di racchiudere in sé un contenuto denso e preciso; il secondo, per il rilievo da lui riservato al “male di vivere”.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Risposta - Sì, certamente la musica. Tutta, ma in particolare la musica classica, specialmente pianistica e sinfonica. Della prima, preferisco Chopin, poeta del pianoforte; della seconda, Beethoven e i compositori russi come Ciaikovskij, Shostakovich ecc. Pur usando il verso libero, ho sempre cercato d’imprimergli un andamento scorrevole ed armonioso. Nella raccolta figura spesso, inoltre, la componente musicale e due poesie sono originate da concerti.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Risposta - La narrativa.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Risposta - Continuo a preferire quello cartaceo perché permette di mantenere un rapporto, anche sensoriale, più diretto e continuo.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

Risposta - Se la vita dell’uomo è una corsa intorno al sole, la poesia è il suo respiro. Essa è, infatti, una delle forme di maggiore immediatezza e intensità, in grado di esprimerne con autenticità gli aneliti e gli affanni. Ritengo che necessiti di un linguaggio attento e sorvegliato, un linguaggio che per comunicare con fedeltà stati d’animo ed emozioni deve filtrare continuamente il materiale che affluisce nell’animo del poeta. In quest’opera di filtro, che caratterizza anche la mia scrittura, il poeta deve saper “sentire” la parola giusta, smussare e scartare il non preciso ed il troppo.
Frutto di questo lavorio, di riletture e ripensamenti, è anche la mia poesia perché sono dell’avviso che la vera spontaneità ed autenticità vada ricercata. Sono anche convinto, ancora con Eliot, che la poesia, per avere spessore e forza comunicativa, richieda l’afflusso nell’animo del poeta di un materiale ricco ed eterogeneo, non solo di natura emotiva e fantastica, ma anche culturale. Non si tratta di fare storia o filosofia: il poeta può anche usare la storia e la filosofia per fare poesia, come l’ape che succhia fior da fiore e secerne il miele.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Maratona intorno al sole” se non lo avesse scritto.

Risposta - Tre motivi in uno: lo comprerei, prima di tutto, perché nella sua paradossalità sarei affascinato dal titolo; poi perché invita a volare alto; e infine perché fa trasparire una problematica che, come dico nella dedica, è aperta «a tutti coloro che vivono con inquietudine il difetto di “luce” nel regno del sole».

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Risposta - Per ora non ho nulla di preciso in cantiere. Forse più in là potrei rielaborare una raccolta di poesie in romanesco. Più avanti, vedremo.


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