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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Piera Ruffini, che presenta ai lettori la raccolta di racconti “La Battaglia dell’Acqua e del Fuoco” ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “La battaglia dell’acqua e del fuoco”?

Piera Ruffini - La contemporanea crisi globale non è solo finanziaria, la sua natura è ormai soprattutto spirituale. Sempre più in misura crescente si respira, tra le facciate dell’“Io” e le pareti delle condivisioni collegiali, una nevrosi individuale ed universale, inquinata da uno sbandamento percettivo della realtà. Siamo tutti soggetti distratti ed intorpiditi da un sonno mediatico, oltre che egoistico. Più inclini ad accettare e a giustificare i soprusi, perché stretti alle proprie ferite o alle proprie ambizioni, che a rincorrere e a creare bellezza e splendore. Ed è questa distrazione corale riguardo alle iniquità, alla violenza, alle sopraffazioni, che l’uomo si rende nemico di sé, prima ancora che della comunità.
“La battaglia dell’acqua e del fuoco” nasce dall’esigenza di porre l’attenzione sull’intensità esistenziale di conflitto con un mondo abbandonato e contraddittorio e di collocare l’essere al centro della ricerca umana. Liberare l’animo singolo e collettivo dalle tirannie di quel torpore e di quella distrazione che accecano ed intontiscono il “sentire” per raggiungere almeno il desiderio di trasformazione e di elevazione. Cambiare è tra i vocaboli più suggestivi di cui disponiamo.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Piera Ruffini - Il volume contiene otto storie indipendenti l’una dall’altra, ma legate tutte dal filo comune della indagine introspettiva. Sicuramente il tema centrale è la condizione umana che, contemplata quale ardente palcoscenico di vuoto e di pienezza, osserva e riguarda soggetti smarriti. Personaggi desolati, ma al contempo detentori di una luce monumentale, misteriosa e profetica, capace di suggellare la loro audacia di farcela e di riemergere.
È attraverso quella luce diffusa con i colori forti e vivi delle parole che si sviluppa il messaggio di implicito sogno di rinascita per i protagonisti e, dunque, di speranza.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Piera Ruffini - In virtù di quella schizofrenia comunitaria tangibile in ogni momento del nostro esistere, lo spazio per la gentilezza e l’amore è pressoché inesistente. Per questa ragione ho voluto dare voce, corpo e anima a sognatori semplici. Messaggeri dell’aspirazione al rinnovamento, creature disperate cadute a terra, ma con la voglia di (ri)spiccare il volo, perché maghi e orchestratori della propria vita, concepiti ed inventati per sopperire ai vuoti di una collettività tristemente e realmente deviata.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Piera Ruffini - Abbiamo un bisogno disperato di infinito e di colore, di nuove idee, di nuovi stili di vita, di intellettuali vivaci e di poeti dal cuore cocente. In una società dominata dall’imperturbabilità dell’uomo, sempre più disattento ma comunque sfruttatore dell’altro e dell’ambiente che lo ospita, l’urgenza è quella di strappare il potere conquistato dall'angoscia per riconferirlo alla dolcezza che commuove.
È quella delicatezza che uccide il rumore delle prevaricazioni e persino quel sonno e quella distrazione che vorrei mantenere impressa, perché una nuova umanità è possibile, oltre che necessaria.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “La battaglia dell’acqua e del fuoco”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Piera Ruffini - La scrittura è, per me, riflessione, creatività, svuotamento e riempimento. In parte cura, in parte ammala. Al momento della notizia relativa all’avvenuta selezione tra le Opere Inedite della Casa Editrice Aletti, ho tremato e pianto. C’è un film che tratta la bellezza del Sud e che contiene la frase “Si piange due volte, quando si arriva e quando si parte”. Ecco, l’ho fatto anch’io. Quando sono partita e quando sono arrivata.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Piera Ruffini - Sono cresciuta con le letture ingorde e fameliche degli autori dell’America Latina, da Garcìa Màrquez a Saramago, da Galeano a Benedetti, a Jodorowsky. Una letteratura rovente, capace di infiammare le pieghe dell’anima e di suscitare sempre stupore e sorpresa. Il fascino per quel calore del Sud, impregnato di riti magici e di tradizioni mistiche, di echi di lotte popolari e di rappresentanza della meraviglia di tutti i Sud del mondo, mi ha rapita per lungo tempo. La stessa ebbrezza l’ho percepita quando, avvicinatami al Novecento italiano, a Pasolini, Ungaretti, Pavese, Flaiano, ho aderito alle conoscenze delle manifestazioni dell’intelletto più profonde.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Piera Ruffini - La camera proverbiale di Federico Fellini, nel filmare l’accadere, ha dato corporatura ad un cinema di ritmi e di visioni oniriche dalla preziosa statura intellettuale.
Il teatro di Bertold Brecht, inteso come evento collettivo, gravido di ricorsi martellanti al pathos e al peso delle denunce sociali e civili, ha realizzato drammi fortemente espressivi.
Frida Kahlo ha dipinto il sentimento in una unicità intimistica, tale da generare brividi di approvazione e lode. Non oso nessun accostamento. Ma tutti, un po’ come i protagonisti de “La battaglia dell’acqua e del fuoco”, hanno assorbito un mondo incorniciato di guerra e di urgenza di rivoluzione (timida o intrepida), e anche di gioia e sogno. Aspirando ad un ritratto del vivere, fatto di più incanto.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Piera Ruffini - Leggo tutto ciò che è sprigionante nuove emozioni, più che insegnamenti o lezioni cattedratiche. Da sempre mi appassionano la poesia, i romanzi di inchiesta, la satira, i saggi.
Alla stregua dei bambini che considerano “vivi” i loro giocattoli, mi pongo come un concitato infante nell’accarezzare le corde toccanti dei libri che lascio camminare e andare ovunque. Persino dopo averli letti innumerevoli volte, li porto nei miei viaggi per cedere loro un soffio d’aria diverso.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Piera Ruffini - Amo il profumo della carta che inebria la tattilità di chi legge. La mia risposta è, quindi, unidirezionale.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

Piera Ruffini - Ci si chiude, spesso, in una penna con un riserbo relazionale che lascia immaginare di poterlo fare solo per sé stessi.
Originariamente era questo il mio pensiero. In seguito, spinta da persone vicine che mi incoraggiavano alla pubblicazione, ho fantasticato sull’idea che le parole che avevo in testa potessero diventare la colonna sonora di cuori ardenti da far conoscere al pubblico. Forse, scrivere è anche comporre una musica linguistica.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “La battaglia dell’acqua e del fuoco” se non lo avesse scritto.

Piera Ruffini - Perché mi abbandonerei all’intrigo della controversia fra i due elementi della natura, specchio parziale del soggiornare in questa realtà. E perché mi piacerebbe capire, così com’è davvero, se nello scontro tra acqua e fuoco a vincere è la celebrazione del matrimonio tra terra e cielo, cioè tra vita e infinito.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Piera Ruffini - Sì, si tratta di un progetto più ambizioso. Ma per dirla alla Eduardo De Filippo “Essere superstiziosi è da ignoranti, non esserlo porta male” e pertanto taccio. Grazie.

“La Battaglia dell’Acqua e del Fuoco” di Piera Ruffini

Collana Gli Emersi - Narrativa
pp.56 €12.00
ISBN 978-88-591-2957-8
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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