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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Rosaria Rita Pasca, che presenta ai lettori il libro "Caleidoscopio" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai "Caleidoscopio"?

Rosaria Rita Pasca - Questo suggestivo titolo nasce da una semplice occasione: un regalo che ho ricevuto, un antico caleido-scopio. Ammirando il gioco ottico di specchi colorati, con le loro immagini simmetriche e mutevoli, ho notato che il loro variare di colori e di forme ben si adattava a questa scrittura poetica, che si compie attraverso un movimento ricco di immagini, di sentimenti, di emozioni profonde, le quali sorgono da un particolare stato emotivo, ma si aprono ad un cosmico anelito, a un sentire universale.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Rosaria Rita Pasca - Questo volume reca dei sottotitoli, che potrebbero riassumere il suo contenuto: l’infanzia, la solitudine, il silenzio, l’amore, il dolore, la fede.
L’infanzia è il luogo magico della nostra esistenza, il nostro paradiso incontaminato, dove il vivere è sorpresa, sogno, innocenza. (Caleidoscopio 3,4)
La solitudine è la sublime apertura esistenziale dove nasce ogni genesi, è la porta di ogni nostra autentica ricerca, di ogni profonda crescita interiore. (Caleidoscopio 7, 12)
Il silenzio è lo spazio dell’anima che ha ritrovato il suo suono interiore, dal quale nascono nuovi possibili mondi.(Caleidoscopio 31, 32)
L’amore è la forza dinamica di ogni ricerca e di ogni salto oltre l’angusto spazio del sé, è la felicità sempre sognata, è ‘il cielo stellare ricomposto’ (Caleidoscopio 39)
Il dolore è il passaggio troppo stretto da una forma all’altra dell’esistenza, è il tormento che attraversano le nostre illusioni e i nostri affanni. È il denominatore comune di ogni umana esistenza, quando non riesce a trovare il suo significato, il suo spazio. (Caleidoscopio 23)
La fede è il dono inestimabile che ci lega all’Eterno, che ci trasfigura, per renderci aperti alle realtà infinite di Dio, ai suoi luminosi desideri, che ci riportano a noi stessi e alla nostra vera, soprannaturale origine. (Caleidoscopio 14)
Questi temi universali, validi per ogni tempo e per ogni uomo, hanno costituito il contenuto dei miei versi. Scorrono a volte questi versi come acqua cristallina, come un ruscello che dalle sue profondità irriga l’anima, secondo un fluire dinamico e musicale. La numerazione di queste poesie particolari che ho citato è solo indicativa, perché in realtà questi temi sono diffusi in maniera varia nel corpus poetico, e spesso sono anche intrecciati fra loro: ‘‘Questa produzione poetica è fatta di flash, di assaggi, di voli fugaci, di rapidi passaggi, di luci soffuse, di vagabondaggi, di sussurri, di risonanze, di colori accennati, colti e perduti’’

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Rosaria Rita Pasca - Certamente, in un testo che traccia un percorso interiore, la realtà oggettiva non incide in modo preponderante, a meno che non venga decodificata per leggerne gli aspetti relativi all’io interiore. (Caleidoscopio 147) Infatti quello che suscita dentro di me il verso è il vissuto profondo, è l’insopprimibile esigenza di riappropriarmi di emozioni, di aneliti, di contenuti primordiali, non tanto da classificare o da analizzare, quanto da esplorare con l’anima, tramite un certo filo onirico che mi lega a me stessa e all’intero universo.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Rosaria Rita Pasca - È inevitabile che il tempo cancelli tante cose della vita umana, mutando, purificando, approfondendo, a volte annullando del tutto, alcuni passaggi vissuti, che invece sono necessari, e segnano una tappa fondamentale, indispensabile nel percorso dell’esistenza. I versi di "Caleidoscopio" intendono, quindi, fissare alcune emozioni, alcuni sentimenti essenziali, che, più che essere affidati alla carta, sono nella nostra perenne memoria. In questi accordi ritroviamo noi stessi, la nostra vera origine, la nostra giovinezza, quando cerchiamo in profondità il luogo incontaminato dell’anima, dove rivivere e realizzarci in pienezza. Il vero lavoro di ogni seria ermeneutica di un’opera d’arte sta nella ricerca dell’Universale che è racchiuso nel presente emotivo, nel particolare stato d’animo, che come tale potrebbe essere dimenticato o confinato nell’oblio del tempo, ma che invece viene salvato e acquista valore solo se si compie quest’opera di esegesi, di interpretazione, che salvi il suo contenuto profondo.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Caleidoscopio", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Rosaria Rita Pasca - Ricordo con gratitudine le parole di un amico che, quando ancora il libro non era stato rivisto e pubblicato, lesse questi versi e restituì loro un alto valore esistenziale, curando poi, alla fine del percorso, una bella recensione del testo finito. Ma fu da quell’iniziale apprezzamento che scaturì il lavoro di correzione, di chiosa, di ‘labor limae’, che mi consentì poi di dare ad alcune di queste poesie, scritte molti anni prima, una forma metrica e sintattica più nuova, più ermetica, più fluida, secondo lo stile dei poeti d’avanguardia che io amo leggere. Cercai allora una struttura musicale che desse ai versi una particolare eleganza, restituendo loro un lirismo e un aspetto formale assolutamente lucido, essenziale, anche ermetico, il quale, come del resto dettano le nuove forme poetiche del Novecento, tralascia l’antica metrica dei classici per una nuova scrittura. Questa mia poetica è stata definita ‘‘come l’esperienza di una soglia, dove si portano alla luce i brandelli di verità, e si avverte che attorno a queste parole alita la presenza di un mistero incontaminato’’. Ancora: ‘‘Questa scrittura poetica è l’insorgenza quotidiana di intime meraviglie e di immagini… una perenne efflorescenza di fonemi, che ha i caratteri di una insaziabilità tutta estetica’’… Da un punto di vista del contenuto, del vissuto, questa nuova apertura nasce dai chiaroscuri dell’esistenza, è intravista come un nuovo giorno, tramite una dimensione lirica, elegiaca, evocativa, che mira ad una realtà ulteriore, quasi onirica, raggiunta con il desiderio, con il sogno, con il salto estatico, di fede, di valore, di significato. Gli episodi dunque che ricordo in modo particolare sono quelli legati a questo lavoro di riscoperta, di analisi, di introspezione. A volte, rileggendo questi versi, anche a distanza di tempo, si ha l’impressione di entrare in un mondo segreto, quieto, fatto di incanti, di intime meraviglie, di spazi inediti dove il cuore finalmente riposa. ‘‘Come se cercassi altri infiniti...’’ (Caleidoscopio 1) Dice un commentatore che questo canto alla vita è un dono, è un inno nascosto e ineffabile, che ritrova il sentimento del proprio esistere. In effetti non so neanche adesso, a distanza di tempo, da dove scaturisse questa sorgente viva, questo fluire di suoni e immagini. Spero solo che non si rompa dentro di me questa magica suggestione, questo desiderio di volo e di quiete, questa ricerca mai sopita di libertà e di essenzialità, oltre il suono, oltre il manto esterno del verso, per bere e nutrirmi del vero significato dell’esistenza, del suo grande valore.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Rosaria Rita Pasca - La traiettoria culturale da me seguita è anzitutto quella che deriva dalla formazione letteraria ricevuta nei tempi del Liceo classico. Certo, ho amato molto i poeti classici, Omero, Dante, Leopardi, Pascoli. Ma a volte avevo l’impressione che le loro opere meravigliose fossero confinate in un mondo già chiuso, superato. Allora ho cercato altrove, ho ampliato volontariamente il mio orizzonte, forse per soddisfare appieno la mia sete di musicalità. Ho scoperto con grande gioia il fascino della ‘parola pura’ degli ermetici, come Montale, Quasimodo, Ungaretti. La mia vera ispirazione è la poesia surrealista, Garcia Lorca, Pablo Neruda, il nostro Vittorio Bodini. Anche la grande poesia religiosa di Girolamo Comi mi colpisce profondamente. Una grande attrazione esercita su di me anche il misticismo di Emily Dickinson, il suo metafisico colloquio con le cose. In questo panorama, ricco di suggestioni a me care, un significato particolare riveste l’opera di Alda Merini. Mi piace molto questo suo vigore poetico che sa generare un’opera forte, disincantata, spesso ironica, che è come un tuono, che procede dai suoi dolori e dalle sue oscurità, piuttosto che dalle sapienze della mente. Apprezzo molto alcuni autori a me coevi, presenti nel panorama culturale dell’ultimo Novecento. I loro nomi non sono ancora noti a tutti, ma quello che conta è il loro stile, scarno, limpido, realistico. È quella che viene definita ‘poesia d’avanguardia’. Spero di avere la possibilità di conoscere queste nuove voci, che danno un autentico respiro alla nostra cultura, al nostro canto. La poesia è quella forma d’arte che si avvale delle parole per esprimere una particolare logica, per essere interpretabile e per parlare al nostro io profondo. A ciò si deve la sua libertà, alla sua capacità di cogliere il meraviglioso delle cose semplici, ‘la loro incontaminata felicità’.(Caleidoscopio 140)

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Rosaria Rita Pasca - Il mio impulso a scrivere nasce spesso dalle immagini. Per questo il libro è ricco di ritmi e colori, di simboli e suoni che raccontano un percorso d’anima. Il colore in genere esercita una vera fascinazione su di me, non esagero nel dire che mi sento felice quando posso guardare le sfumature di certi dipinti, di certe suggestioni cromatiche. Alludo ad alcuni meravigliosi autori che sono una vera fonte d’ispirazione: Klimt, Monet, Renoir, tutti gli impressionisti. Grande meraviglia ha suscitato in me l’arte magistrale dello spagnolo Gaudì, le sue forme magiche e spaziali, i suoi cromatismi arditi e insoliti, l’invenzione di una nuova realtà. Inoltre il tema del sogno e dell’inconscio di Marc Chagall è molto congeniale al mio concetto d’arte. Il bello è sempre una vera terapia dell’anima, è ciò che ci avvicina a un’interiore armonia, a uno stato di originale benessere, che è il terreno fertile dove possono nascere altre forme artistiche, intese come espressione profonda dello spirito, come suggestione vitale.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Rosaria Rita Pasca - Solo la poesia in verità esercita su di me un vero e proprio fascino. Leggo comunque con piacere gli autori che scrivono aforismi. Non sempre, però, questi sono vere e proprie citazioni d’arte, a volte sono solo massime estemporanee, che hanno il carattere soggettivo dell’improvvisazione, piuttosto che quello della essenzialità. Sono in effetti attratta abbastanza anche dalla narrativa, prediligendo in essa non le storielle rosa o sentimentali, ma la scrittura interiore, la ricerca esistenziale di senso, la contemplazione del bello, con un certo interesse alla speculazione filosofica.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Rosaria Rita Pasca - Riguardo la lettura di qualunque testo, poetico o culturale in senso lato, trovo grande utilità nello strumento informatico, che può servire in mille modi, e a volte è addirittura indispensabile. Tale strumento, però, non gode del privilegio della praticità, ha bisogno di nozioni che potrebbero anche stancare. Preferisco quindi il libro tradizionale, le pagine da sfogliare comodamente, il meraviglioso profumo della carta stampata.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del suo libro?

Rosaria Rita Pasca - I miei versi nascono da una interiore esplorazione, da un viaggio dell’anima in un continuo tentativo di ricerca, di spiritualità intesa in senso cosmico. Non a caso in una recensione si legge l’importanza del volo come motivo letterario ed esistenziale. ‘‘Quasi come se fosse tutta poesia la personale preghiera, l’autrice tenta questo volo verso l’Assoluto, con una sete di un’Armonia superiore, che dia il significato alla sua ricerca autentica e aperta, positiva e dialogante. Il entimento trova quindi appiglio a farsi parola nelle aperture cosmiche sui cieli, sul mare, sulle visioni solari o lunari. Ne deriva un accurato intreccio di suoni e pause, di ritmi e colori, di immagini e simboli,... come scoppiettanti lampi nelle notti stellate, aurora boreale di luci variopinte, folgori lanciate contro il cielo.’’ Sto citando alcuni stralci tratti dalle recensioni di cui è corredato il libro. ‘‘Questi versi costruiscono sapienti metafore, anelano sogni, squarci di luce che trovano spazio oltre la linea d’ombra, unendo terra e cielo alla ricerca del transeunte senso del vivere’’ (Caleidoscopio 147) Allora il mio rapporto con la scrittura coincide sostanzialmente con la mia ansia di vivere una certa profondità nel sentimento interiore, in un vissuto concreto, fatto di spazio e di tempo, dove però, nel multicolore svolgersi del mondo circostante, prevale il linguaggio dell’anima, lo sguardo teso ‘‘ a discoprire i veli del mistero del bello e del Vero.’’ Ringrazio tutti coloro che sono presenti in queste mie incursioni nello svolgersi dell’attività poetica e affettiva, partecipando al mio anelito verso una natura umana trasfigurata, resa essenziale e vibrante.

Domanda - Un motivo per cui comprerebbe ‘‘Caleidoscopio’’ se non lo avesse scritto?

Rosaria Rita Pasca - Comprerei ‘‘Caleidoscopio’’ per colmare e illuminare alcuni momenti di pausa, di silenzio, di riflessione, quando si ha bisogno di far tacere la consueta ovvietà della ragione per sentir battere il cuore, distaccandosi da ciò che è marginale nell’esistenza per ritrovare quell’inconsapevole giovinezza e quella musicalità che è contenuta nella parola poetica.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Rosaria Rita Pasca - La mia avventura letteraria sicuramente continua, insieme con una certa ricerca di stile, e di significato. Non posso, però, specificare i tempi utili e necessari per il formarsi di nuove opere. Voglio solo precisare che non cambierò genere letterario. Mi sento portata a scrivere solo poesia. Ritrovo in questa forma letteraria i canoni adatti ad esprimere il mio mondo interiore.
Grazie a tutti voi della Redazione della Aletti, per la vostra cortese e qualificata presenza.


Collana "Gli Emersi" - Poesia
pp.176 €12.00
ISBN 978-88-591-2823-6
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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