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Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Salvatore Marrone, che presenta ai lettori il libro “Le luci nel silenzio”, Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Domanda - Parliamo proprio del titolo: come mai “Le luci nel silenzio”?

Salvatore Marrone – “Le luci nel silenzio” è il titolo che ho scelto per il mio libro per rispondere a una domanda che si pone la collettività, e cioè: perché, ai tanti bisogni di questa nostra società che mi pare in declino, si risponde con un silenzio quasi di complicità egoistica o menefreghista, e con tanto ingarbugliato politichese nei vari settori? Le luci sono squarci che provengono dagli appelli di Papa Francesco e dalle tante iniziative di solidarietà, nient’altro, a mio parere. Tutto il resto è silenzio di comodo; tanti preposti a iniziative di sviluppo sociale chiacchierano, si agitano, si scontrano in polemiche, e c’è confusione, non ci sono idee e programmi per rendere umana la società.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo libro. E quanto la realtà ha inciso nella scrittura ?

Salvatore Marrone – La realtà, se si vuole osservarla per quella che è, incide sempre nella scrittura, se questa nasce dal cuore e dal sentimento umano. Lungo i miei anni, la mia attività giornalistica mi ha dato modo di osservare sistemi di vita poco felici e tanto tristi. Ho constatato la miseria materiale delle famiglie dei vecchi e storici quartieri della città in cui sono nato e cresciuto, che è Palermo; ho constatato come dietro alla bella facciata di una città si possa nascondere, nell’indifferenza generale, la povertà e il bisogno. Oggi è come ieri, nulla è cambiato. Da qui, la decisione di esprimere la mia amarezza con “Luci nel silenzio”, un richiamo, spero, o meglio un mio modesto contributo, a che la coscienza si svegli “responsabile”, come ha più volte detto Papa Francesco nei suoi numerosi appelli.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto e custodire dall’oblio del tempo con questo libro ?

Salvatore Marrone – L’oblio? È la voglia di dimenticare, di trascurare, del “fai da te” senza alcun pensiero per la società che soffre, e questo non è giusto. La società civile ha bisogno di concretezza nei fatti per il bene comune, ed anche individuale, non certo l’oblio che rifiuta il ricordo, nasconde il problema dell’umanità. L’oblio, insomma, cancella la memoria. E questo è triste. Con la mia scrittura del libro, se pur contenuta in poche pagine, ho inteso dar riconoscimento a un valore importante, quello dei giovani. Oggi i giovani hanno una marcia in più, anche essi vogliono uscire dai ghetti e si mobilitano in associazioni di solidarietà che dovrebbero, anzi devono, essere da esempio per i più grandi. A Palermo, ad esempio, i giovani dimostrano coraggio ed entusiasmo, quando dicono il loro no alla mafia e al silenzio omertoso, e quando manifestano contro la povertà di tante famiglie, contro la disoccupazione che paralizza il sistema economico delle famiglie. Sembra poca cosa, invece è tanto profondo questo nuovo pensiero di amore per il bene comune. È una strada lenta e difficile da percorrere, ma la speranza aiuta a crescere.

Domanda - A conclusione di questa esperienza che ha partorito il libro “Le luci nel silenzio”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore, come le descriverebbe?

Salvatore Marrone – Episodi di grande umanità, piccoli scogli a cui si aggrappa la vita della persona. Penso a chi arriva per mare da lontano, su gommoni carichi di tanti disperati in cerca soprattutto di pace. Tanti gommoni con papà, mamma e bambini. Eppure qualcuno li respinge, alza muri, chiude le frontiere. Il grido disperato di queste persone in cerca di accoglienza, è un grido umano che non deve perdersi nel silenzio assordante.

Domanda - Ci sono alcune discipline artistiche, sportive, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura ?

Salvatore Marrone – Lo sport forma il fisico e la mente. Tutte le discipline artistiche e sportive formano la persona nella sua crescita. Lo sport è condivisione, e un settore importante per il vivere insieme, per conoscersi, per lo scambio di idee. Ma anche qui, l’inquinamento del profitto rischia di porre in secondo piano il valore essenziale dello sport. Lo sport, a mio parere, è anche armonia e poesia come espressione del sentimento umano che ognuno di noi porta con sé e che si deve incentivare con ogni sana programmazione. Artisti? Artisti, arte, letteratura dell’arte, la poesia, il romanzo sono discipline, tutte, che portano ad amare la vita sana, e sono discipline che, anche inconsciamente, influenzano la scrittura di chi vuol raccontare un fatto: è l’inconscio dei nostri sentimenti umani che canta l’inno alla vita. Trovo, ad esempio, di buono auspicio affinché questo sentimento umano possa svilupparsi e dilagare, il concorso di poesia, nell’ambito della Aletti Editore, con il noto e amato autore Mogol. La poesia, perché di questo si tratta, di Mogol è la poesia della vita di tutti i giorni che noi tutti desideriamo, e personalmente mi ispirano concetti di solidarietà e di amore nella vita stessa.

Domanda - Quali altri generi letterari preferisce, oltre a quello trattato nel suo libro?

Salvatore Marrone – Per dire la verità, i miei generi letterari sono quelli del mio tempo giovanile, e anche di studio, Quasimodo, Pirandello, il Verga che, nel loro contesto storico, guardano e studiano la realtà. L’ironia sottile che è, in realtà, la denuncia di una società sofferente e stanca. È, se mi si permette, un tipo di “giornalismo” cui tengo molto, sin da quando giovanissimo ho iniziato la mia attività professionale di giornalista. Guardare la realtà e descriverla, con semplicità e chiarezza come una volta insegnavano i grandi maestri del giornalismo italiano, uno su tutti Indro Montanelli.

Domanda - E le sue fonti di ispirazione, su che genere letterario si basa?

Salvatore Marrone – Ho già risposto prima, tutti i generi letterari in cui c’è l’attenzione alla realtà che ci circonda, e senza alcuna titubanza nel descriverla.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Salvatore Marrone – Ah, senza dubbio preferisco il libro cartaceo che fa profumo di tipografia. Forse il mio è un sentimento romantico, anche se, devo riconoscerlo, altri sistemi di diffusione di libri, come quello online, sono utilissimi per diffondere cultura.

Domanda - Qual è stato il suo rapporto con la scrittura durante la composizione del libro?

Salvatore Marrone – Un rapporto spontaneo, ho scritto le pagine del mio libro di getto, come si suole dire, richiamando via-via dalla memoria fatti e circostanze che mi hanno particolarmente colpito.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Le luci nel silenzio” se non ne fosse l’autore?

Salvatore Marrone – Lo comprerei, anche se non fossi io l’autore. Lo considero come un contributo alla riflessione sulla realtà.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? Se sì, può darcene un’anticipazione?

Salvatore Marrone – Non sono uno scrittore di professione, ma un giornalista. Se ho in progetto altre opere? Ci penserò, forse su argomenti legati alla vita rurale, chissà.


Titolo: Le luci nel silenzio
Autore: Salvatore Marrone
Prezzo di copertina € 12,00

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