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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Remigio Caruso che presenta ai lettori il libro "Lettere nella Grande Guerra"

di Rassegna Stampa

Domanda: Partiamo proprio dal titolo: come mai "Lettere nella Grande Guerra"?

Risposta: La prima idea del libro mi è nata dal ritrovamento, in un ripostiglio di casa, di un pacco di lettere scambiate, un secolo fa, tra i miei antenati e un loro ragazzo allora diciottenne, "Nino" (mio futuro zio), che combatté sul Piave.
Circa il titolo, che inizialmente doveva essere "Lettere dalla Grande Guerra", ho poi preferito modificarlo in "...nella Grande Guerra", per suggerire che non si tratta soltanto di un carteggio dalle trincee, ma anche di un quadro più completo e variato, sullo sfondo della Roma dell'epoca, della vita di tutta una famiglia e del suo ambiente.

Domanda: Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Risposta: Quasi in ogni lettera, alle ansie e alle notizie belliche dure e, a volte, atroci, si intrecciano vicende domestiche, scolastiche, amorose, a volte perfino divertenti. Nei brani del primo tipo risalta fortemente un elemento onnipresente: l'appassionato e combattivo patriottismo che accomuna tutti i familiari e i loro amici, sentimento che assume caratteri di fervore quasi sacrale e che si comprende meglio pensando che il nonno, allora ancor vivo e vivace, del giovane combattente aveva partecipato con entusiasmo al Risorgimento, difendendo, anche lui diciottenne, la Repubblica Romana del 1849. come volontario agli ordini di Garibaldi. Si trattava, dunque, di un patriottismo non nazionalistico né prefascista, ma liberale e, anzi, vicino a Mazzini. Ma, anche così, in tante lettere esplodono con virulenza feroci invettive antiaustriache e antitedesche e rifiuti fierissimi di accettare l'idea di qualche pace negoziata che ponesse fine all'orrenda carneficina. Però, qua e là, fanno anche capolino percezioni differenti di quel periodo tragico, da parte di soldati e di donne di estrazione diversa, popolare.
Nei brani del secondo tipo emergono fatterelli casalinghi, come le bocciature delle sorelle minori, le conserve di pomodori e i polli allevati in casa, l'influenza "Spagnola" che comincia a diffondersi, gli impegni sociali dei miei nonni e anche storie di amori felici e non, palesi o segreti, tra cui spiccano per ampiezza e originalità quello non corrisposto che tormentava il giovanissimo combattente e quello avventuroso di una zia, felicemente concluso con il matrimonio.

Domanda: Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Risposta: L'intera stesura è basata sulla realtà, sia per quanto riguarda l'autenticità della raccolta di lettere e dei fatti che esse riferiscono, sia per quanto riguarda i miei commenti e riflessioni che si fondano, oltre che su opere di storici accreditati, anche sulla considerazione delle mie esperienze di vita e del cammino della Storia durante la mia esistenza ormai lunga.

Domanda: La scrittura come valore testimoniale: cosa ha voluto salvare e custodire dall'oblio del tempo con questo libro?

Risposta: La forte vitalità di quelle voci riemergenti dopo tanto tempo mi ha suggerito l'idea di conferire loro ancor maggiore durevolezza pubblicandone, in una specie di "collage", i brani più significativi, intercalandovi commenti miei, in modo da far partecipare i lettori di oggi al clima di quell'immane conflitto, come fu sentito e vissuto in una tipica famiglia borghese, di cultura classica e risorgimentale.

Domanda: A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro "Lettere nella Grande Guerra", se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore, come li descriverebbe?

Risposta: Un episodio difficile da dimenticare e che dà la misura dell'orrore della guerra è senz'altro quello dell'aspirante bruciato vivo e vendicato terribilmente (p.36); un altro, più ampio, meno atroce, ma più angoscioso, è quello della lunga ritirata dopo Caporetto, con i fragili tentativi di resistenza e le "corse pazze" dei soldati, sullo sfondo di donne piangenti, che non sanno dove rifugiarsi (p.56). Differente, ma importante per rendersi conto di come, nella mia famiglia, si valutasse il valore in guerra, è un passo contenuto nella lettera dello zio Ludovico del 18 settembre 1918 (p.85). Molto più diverse dai passi precedenti, ma toccanti per come fanno sentire l'intimo raccoglimento nella quiete serale in cui venivano scritte le lettere da casa, sono le chiuse "in smorzando" di varie lettere di mia nonna (p.15, 34 ed altrove).

Domanda: Quali sono le sue fanti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale ?

Risposta: Documentazioni e studi storici: "Bollettini della Guerra MCMXV-MCMXVIII"„ (1923); G. Spini: "Disegno storico della civiltà", v. III (1970); F. Bandini: "Il Piave mormorava", 1965; Atlanti Universali Giunti: "Prima Guerra Mondiale", (1997). Narrativa: E.M. Remarque: "Nulla di nuovo sul fronte occidentale"; E. Lussu: "Un anno sull'altipiano"; E. Hemingway: "Addio alle armi". Più in generale: il "Vangelo".

Domanda: Ci sono altre discipline artistiche o artisti che hanno, in qualche modo, influenzato la sua scrittura?

Risposta: Pittura. Picasso: "Guernica", Cinema: "All'ovest nulla di nuovo", ( Milestone, 1930); "Orizzonti di gloria", ( Kubrick, 1957) "Uomini contro", (F. Rosi, 1971). Cantanti: Joan Baez, Fabri¬zio De Andrè, Sergio Endrigo.

Domanda: Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Risposta: I generi storico (specialmente sull'età contemporanea) e scientifico (specialmente su temi paleoantropologici, astronomici, fisici, microbiologici e medici); e anche (ma meno intensamente) la narrativa (specialmente russa).

Domanda: Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Risposta: Senz'altro quello cartaceo: leggere su uno schermo mi allontana dal testo, quasi mi raggela. Al contrario tenere un libro tra le mani, toccarlo, sentire l'odore della carta e il suo crocchiare mentre sfoglio le pagine, potervi scrivere annotazioni... sono tutte cose che adoro, perché mi danno un senso integrale, mentale, emotivo e fisico, della lettura, mi fanno sentire il libro quasi come una persona viva e amica.

Domanda: Per terminare, quale è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

Risposta: Voglio sottolineare che ciò che mi ha spinto più decisamente a comporre questo libro è stata la scoperta della fortissima capacità evocativa della comunicazione epistolare, oggi quasi del tutto abbandonata: le lettere sono quasi sempre lunghe e articolate, assai più dei brani che ho scelto per trascriverli nel libro, e ne emergono, vive e palpitanti, le personalità di quelle donne e di quegli uomini, con i loro caratteri, emotivi o austeri o scherzosi; i loro linguaggi, stringati o fluviali, semplici o coloriti; le loro grafie, chiare o difficili da leggere. Tenendo in mano quei fogli ingialliti, sentivo viva e presente la persona che scriveva e amo sperare che una emozione simile possa essere percepita almeno un po' anche da lettori che non hanno conosciuto, come me, quelle persone. Sono i miracoli della corrispondenza scritta, così ricca, meditata e durevole. Quanto si perde, oggi, con la straripante, ma volatile, invadenza dei nostri e-mail, sms, chat, tweet ecc... ! che si fanno in fretta e in fretta svaniscono, senza lasciare tracce per i posteri: un presente frenetico, senza passato né futuro. Tra un secolo (o molto meno) nessuno, forse, potrà scrivere un libro simile a questo sui fatti di oggi.

Domanda: Un motivo per cui lei comprerebbe " Lettere nella Grande Guerra", se non lo avesse scritto.

Risposta: Un motivo un po' ovvio è che ci troviamo nella ricorrenza centenaria di quel tempo. Un altro più attuale e bruciante è che anche oggi continuiamo inguaribilmente a lasciarci risucchiare dal mostro malefico della guerra. Sono altri, oggi, a scatenarle? Sì; ma siamo stati proprio noi, i civili Europei, a regalare al mondo due Guerre Mondiali (18.000.000 + 55.000.000 di morti). Vorrei illudermi che una riflessione "familiare" almeno sulla Prima Guerra serva a renderci un pochino più consapevoli .

Domanda: Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Risposta: Non ho altri progetti definiti a breve termine. Solo qualche idea che forse svilupperò.

Collana Gli Emersi - Narrativa
pp.120 €12.00
ISBN 978-88-591-3421-3
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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