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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Maria Consola Armeni, che presenta ai lettori l'opera “Io sto nel mezzo” ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Io sto nel mezzo”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

L'autrice - Il titolo, “Io sto nel mezzo”, nasce da una frase contenuta all’interno del libro che racchiude, in quattro parole, il significato complessivo dell’opera: stare nel mezzo significa non prendere posizione, non trovare la giusta collocazione, non sapere qual è il posto da occupare all’interno di una situazione che è mutata, per paura del cambiamento o per incapacità di leggere la realtà con la giusta chiave di lettura.
Il libro tratta della possibilità di rinascita di fronte alle esperienze affettive dolorose partendo dalla consapevolezza di ciò che accade, perché solo la conoscenza dei dati oggettivi ne consente la gestione. È necessario allontanarsi e guardare ai fatti con uno sguardo pulito e distaccato, libero dall’interpretazione emotiva.
In questo modo soltanto si può uscire “dal mezzo”, si può compiere una scelta e trovare una propria nuova dimensione fuori dal dolore e dalla paura di cambiare.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

L'autrice - Direi che la realtà ha inciso abbastanza nella scrittura nella misura in cui racconta di emozioni e sentimenti che vengono esperiti dalla generalità delle persone. Inoltre benché non direttamente autobiografico, il libro tratta di un argomento che mi ha toccata da vicino e che è assolutamente reale: la relazione disfunzionale che si costruisce sopra un disturbo psichiatrico non diagnosticato in tempo utile.
Il percorso che tanti (madri, figli, mariti, fratelli, partner, ecc) compiono in solitudine per comprendere avvenimenti e situazioni che appaiono insoliti e inspiegabili, arreca disagio e dolore. Ci sono avvenimenti infatti che ad un certo punto non possono più essere liquidati come situazioni caratteriali o peculiarità di relazione ma devono essere collocati nel contesto corretto, anche patologico, per poter essere gestiti con piena consapevolezza.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

L'autrice - In primo luogo vorrei che il libro avesse una valenza assolutamente positiva, perché dopo ogni esperienza colma di sofferenza c’è sempre un’alba carica di promesse. C’è sempre la rinascita.
Vorrei inoltre che questo libro fosse un supporto a tutte quelle donne (e uomini) che vivono situazioni difficili, senza comprenderne le dinamiche, all’interno della loro relazione affettiva.
Mi piacerebbe che accanto all’aiuto offerto a chi vive con estrema difficoltà un disturbo psichiatrico come il disturbo di personalità, ci sia un concreto aiuto anche ai partner o ai parenti che spesso si muovono in modo inconsapevole e disinformato all’interno del rapporto, nutrendo aspettative “regolari” che poiché sono altrettanto “regolarmente” disattese, conducono inevitabilmente alla spirale dolorosa.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “Io sto nel mezzo”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

L'autrice - Ricordo un giorno in aereo mentre viaggiavo per lavoro, ho sentito l’urgenza di scrivere e siccome non avevo nulla con me se non la penna nella mia borsetta, ho preso il giornale dalla tasca del sedile davanti a me e ho utilizzato il bordo di molte pagine per mettere giù i pensieri pressanti. Una volta arrivata ho dovuto, per non perdere tutto, infilare la rivista in borsa e portarla con me.
Scrivere è stato come avere un appuntamento. Esattamente quello che succede con il leggere un libro. In questa esperienza, il piacere di riprendere la lettura lasciata in sospeso è stato esteso al piacere di continuare la scrittura da dove avevo interrotto. Alternare scrittura e lettura ha in qualche modo dato completezza all’amore per le parole.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

L'autrice - Premetto che sono una lettrice accanita e in quanto tale spazio tra molti stili e generi. Certamente però ci sono autori che amo in modo particolare perché hanno una scrittura molto incentrata sulle emozioni e sono, per citarne qualcuno, David Grossman, Alessandro Baricco, Virginia Woolf, Donna Tartt. Da questi autori ho imparato che scrivere non significa sempre raccontare cose e declinare dettagli ma saper esprimere sentimenti ed emozioni che in alcuni casi, più dei fatti raccontati, trascinano il lettore nel viaggio della lettura.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

L'autrice - Amo la cinematografia. Non alcuni registi in particolare ma i film in generale hanno certamente influenzato la mia scrittura. Infatti non a caso nel libro faccio riferimento a tre film ("The prestige" di Christopher Nolan, J"ulie&Julia" di Nora Ephron e "Mr Nobody" di Jaco Van Dormael.)

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

L'autrice - Non disdegno i romanzi di Steven King e Anne Rice che sono generi assolutamente diversi ma che mi intrigano per la loro grande capacità di suscitare curiosità e creare suspense all’interno delle loro storie.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

L'autrice - Assolutamente preferisco il cartaceo. Tuttavia ricorro anche io al digitale nelle situazioni in cui è comodo passare a questa valida alternativa, di solito in aereo e in vacanza al mare.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

L'autrice - Sono sincera: è stato un rapporto sorprendentemente positivo. Ho tradito per mancanza di tempo non di ispirazione.
Ci sono stati giorni, infatti, in cui scrivere è stato impossibile a causa dei ritmi lavorativi stringenti e dei miei viaggi fuori sede. Ma anche in quelle circostanze avvertivo la smania e l’impazienza delle parole che spingevano per essere esternalizzate.
Un bel percorso, insomma.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Io sto nel mezzo” se non lo avesse scritto.

L'autrice - Perché è un libro sui sentimenti. Sulla speranza.
Perché parla di cose vere. Di cose che accadono nelle nostre vite e che è bello, a volte, leggere. Perché quando io leggo qualcosa che ho sperimentato nella mia vita interiore, quando leggo le mie emozioni - solitamente inespresse e taciute perché uniche ed intime - scritte nelle pagine di un libro in cui riesco a specchiarmi, provo una sensazione di libertà e di meraviglia. Non sono sola: c’è qualcun altro là fuori che prova esattamente ciò che provo io e questo mi dà un senso di pace e condivisione. Mi viene da pensare: “ecco quello che volevo dire, è proprio così”.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

L'autrice - Sì certo. Sto già lavorando ad un nuovo romanzo. Un romanzo che parla sempre di sentimenti ed emozioni e di storie sottese che si intrecciano. Questa volta un romanzo a più voci e quindi l’incontro di prospettive diverse e diverse interpretazioni della vita.


Titolo: Io sto nel mezzo
Autore: Maria Cònsola Armeni
Prezzo: Prezzo di copertina € 12,00
Anno 2016, 156 pagine
Editore Aletti (collana Gli emersi narrativa)

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