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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista all'autrice Teresa Averta, che si presenta ai lettori

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “In cammino con il cuore”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Teresa Averta - La storia, con le pagine della mia vita, fa da sfondo alle poesie contenute nell’opera “In cammino con il cuore”. Esse offrono lo spunto per riflessioni sui temi etici e sui valori, per cercare una risposta ai nostri interrogativi, per affermare e proporre verità assolute e universali, continuamente offuscate dal dipanarsi della storia che, nel suo evolversi, spesso schiaccia e confonde le verità più semplici, semplici perché vere.
Ripropongo, a chi ha dimenticato, ideali che possano consentire un vero progresso dell’animo, e abbandonare quel materialismo cieco e fuorviante che poco o niente concede alla spiritualità, alla ricerca di Dio, a quell’evoluzione reale della mente e del pensiero.
Sostengo, in alcuni versi, che gli ideali giovanili e i valori morali rappresentano il legame spirituale tra le vecchie e le nuove generazioni: l’amore, la fede, la giustizia, la pace e la speranza sono ancora vivi nell’uomo di oggi; la realtà o il realismo non li hanno uccisi; essi sono più vivi che mai, urgono dentro il nostro animo, vogliono essere proclamati ed esigono una risposta, chiedono ancora di essere realizzati e diffusi.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Teresa Averta - Secondo me, molto, la poesia è un fenomeno antropologico; nasce con l’uomo. Non riuscirei a concepire la realtà, il mondo senza poesia...
La poesia è in tutti ed è di tutti, è patrimonio comune e universale. Per il poeta è l'essenza della vita, per gli altri il profumo, profumo che tutti avvertono vagamente e in maniera inafferrabile, ma che arriva, inevitabilmente. Il poeta ha la facoltà di fissare con l’immagine e nelle parole l'istante che fugge e di poterlo comunicare agli altri. La poesia è la lingua madre della razza umana; la poesia è “parola sacra”, il contrario della politica, che dovrebbe essere "fatti, non parole".
-Non è un'arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi ad un bordo nella tempesta. Per me è pronto soccorso, la poesia, non una sviolinata al chiaro di luna. È botta di salvezza... - come disse Erri De Luca. Una buona poesia è un prezioso contributo alla realtà!

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Teresa Averta - Il valore testimoniale di questa mia opera è l’ottimismo di cui ci si nutre, leggendo fra le righe della mia poesia: la speranza, -che è uno degli ideali, di cui parlavo prima- , può diventare realtà, grazie ai poeti e ai grandi profeti dei nostri tempi, a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà le cui idee non si disperdono, ma scorrono nel ”vento”.
Infatti, alcuni miei componimenti sono vere preghiere, invocazioni, meditazioni interiori, sfoghi, chiamatele come volete, con sincerità posso dire che sono tutte scaturite dalla mente di chi si accosta al mondo spirituale o uscite dal cuore quando ci si apre all'amore di Dio. Per gli umani, per il mondo, il canto come la poesia è tutto: religione, morale e storia. Nel divenire di una società la poesia rispecchia tutto ciò che vi fu di vero, nobile e grande e le generazioni future vi attingono i ricordi e gli insegnamenti delle generazioni passate.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “In cammino con il cuore”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Teresa Averta - All’inizio del mio cammino letterario, quand’ero un po’ più piccola di età, non permettevo a nessuno di leggere le mie idee, i miei pensieri contenuti nei miei diari segreti, nemmeno all’amica più cara; nascondevo “il mio sapere” dentro questi diari della fanciullezza che conservavo, e conservo tutt’ora, gelosamente, tra gli scaffali della libreria, della mia casa materna. Nessuno, credo sapesse di questa mia passione, e mi dicevo: -scrivo e basta!-. Non sentivo il reale e forse giusto bisogno di riscontri, di opinioni, c’ero soltanto io con me.
Mio zio paterno, Nicola Averta, -lui sì, che era un poeta,- assiduo frequentatore di casa mia, un giorno per caso, in occasione di una delle sue abituali visite, mi sorprese a scrivere... sul divano del salotto... non feci in tempo a nascondere il diario, e mi “scoprì”... da lì, compresi che non avrei avuto più scampo... -si fa per dire-. Da quel momento iniziò, il mio autentico cammino poetico.
Fu lui che mi indicò la strada, fu lui che mi fece prendere consapevolezza di questo carisma che andava delineandosi nella mia vita. Poi c’è stato, come diremmo oggi, “un periodo sabbatico”, per via dei miei studi e il percorso dell’insegnamento nelle scuole, come docente di scuola primaria. Con gli anni, ho ripreso a scrivere, di tutto; ho iniziato con un blog sul web: ho cominciato a sentire quella voglia di aprirmi agli altri, alla gente, nel termine più generale. Sentivo che quello che costruivo era sprecato se non lo condividevo in qualche modo. Non sono il tipo di persona che va da qualcuno per dirgli “leggi questo, dammi un parere”. Scrivo e leggo, leggo e scrivo, aggiungo articoli, poesie, favole, aforismi sul blog e chi si è visto, si è visto. Non cerco e non chiedo pareri volontariamente, insomma; ma sono sempre ben accetti. Questa è una cosa che da adolescente non ricercavo per nessuna ragione: timidezza, riservatezza assoluta, incoscienza, sano orgoglio... io con me, e basta. Tuttavia, l’aver cominciato a ricevere dei pareri, delle opinioni, dei giudizi dalle persone a me più strette mi ha reso più consapevole di quello che facevo, e forse sta anche lì il problema: scrivere pensando che altri si aspettino qualcosa da me. Condiziona, e non poco... cominci a sentire il “peso del dono”, non nel senso negativo della definizione, ma cominci a capire e a comprendere l’importanza che forse, e senza forse, cominci ad essere utile a qualcuno, agli altri; diventi la “voce di qualcuno”, sei una voce chiara e distinta, il tuo “dono” diventa una testimonianza per il mondo.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Teresa Averta - Credo che gli elementi basilari della scrittura siano: ispirazione e desiderio di raccontare.
Un bisogno incessante che senti nello stomaco quando è in cerca di nutrimento, e anche quel desiderio forte dell’anima di respirare, quando è in cerca di aria, di cielo e quindi di poesia, e che puoi sfogare solo componendo. Penso sia la stessa cosa per qualsiasi artista, come un musicista, un attore, un pittore, e via discorrendo. Ognuno sente l’ispirazione arrivare da diverse fonti (musica, luoghi, ricordi, emozioni, odori, vita esperienziale) e automaticamente scatta la voglia di costruire, creare qualcosa per se stessi da trasmettere e mostrare ad altri. Quando si prova questo tipo di meccanismo inconsapevole, è meraviglioso. La troppa razionalità negli artisti non è mai salutare, secondo il mio banale ed inesperto pensiero... il “poeta” lavora di pancia, d’istinto, segue il tracciato del cuore... ecco perché ho attribuito alla mia opera il felice titolo: "In cammino con il cuore”.


Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Teresa Averta - Oltre a leggere e a scrivere, mi piace cantare e pregare... sì, fa parte della mia vita, della mia formazione; canto da sempre si può dire; ho iniziato ad essere una piccola corista, quando avevo solo otto anni e fui inserita nel coro della mia parrocchia, dove canto tutt’ora. Amo la musica quanto la poesia, perché esprime sentimenti ed emozioni indescrivibili; ho partecipato come corista a molti eventi musicali della mia regione e ho cantato e lodato Dio, in opere sacre musicali di grande rilievo. Per questo, dico che la poesia è anche musica.
I versi sono note di uno spartito che deve essere intonato, integrato ed avere il giusto mix tra suoni e parole. Per me la poesia è arte, passione, voglia di esprimere le proprie sensazioni in versi. La poesia è una cosa meravigliosa: è il passato, presente e futuro di ognuno di noi.
Ho letto molti libri e romanzi, i miei autori preferiti sono: P. Neruda, K. Gibran, V. Hugo, A. Dumas, R. Osho, W. Shakespeare, U. Saba, E. Dickinson, H. Hesse, D. Alighieri, U. Foscolo, G. Verga, D. Rondoni....beh sono tanti, perché trovo che, ognuno di loro, è speciale a modo suo. Cito giusto l’ultimo, in ordine di elenco, che definisco il “grande Rondoni”, il quale, ci ricorda che la Poesia stessa, come la danza, la musica, la letteratura, la pittura, nasce da un problema essenzialmente religioso e i poeti, come Saba e Joyce, lo dimostrano: "La poesia è un fenomeno umano, che manifesta il problema tipicamente dell'uomo, quello di trovare un valore all’atto". L’uomo è un animale che si chiede il perché di ciò che gli accade, il perché del proprio viaggio. Non a caso il termine religione deriva dal latino “religo” che significa proprio legare, il particolare all’universale. Non esiste una poesia atea, nel senso che non può esistere una poesia che non si ponga il problema di Dio.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Teresa Averta - Oltre al genere letterario trattato nella mia opera, amo molto leggere e scrivere letteratura per l’infanzia; e avete scoperto un altro aspetto della mia poetica! Ho sempre sentito il sano desiderio di trasmettere il significato delle emozioni ai nostri bambini, ai bambini della mia scuola dove insegno. Parlare con loro d'amore, confrontarsi sui sentimenti. Con il giusto dialogo educativo, possiamo aiutare i piccoli a prendere consapevolezza delle proprie emozioni, affinché le vivano in armonia con gli altri. Ed ecco che ritorna utile il ricorso alla letteratura fiabesca. L’insegnante, attraverso la narrazione, li aiuta a pensare, a sviluppare le proprie risorse interiori e la propria dignità. La fiaba è come un sentiero attraverso il quale il bambino può accedere alla propria personalità, conoscersi e conoscere gli altri.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Teresa Averta - Ormai entrambi, non posso abbandonare il digitale perché la mia professione di docente mi “obbliga”, e mi scuso per il termine forte, ad utilizzare strumenti elettronici, nella pratica quotidiana dell’azione educativa e nell’organizzazione stessa della vita scolastica; e anche in quella “culturale”, in quanto i nuovi sistemi tecnologici, -con il conseguente approccio all’alfabetizzazione multimediale-, vanno a modificare i processi mentali, i contenuti di coscienza, le relazioni interpersonali, il rapporto con il mondo circostante, la comprensione di sé, cioè in altre parole le intime fibre dell’umanità di ciascuno. E sorridendo, mi va di aggiungere: niente potrà sostituire il dolce e soave profumo della carta di un libro fiammante, nuovo, appena sfornato dalla stampa, specialmente se è il “tuo”!!!
Ciò detto, preferisco il cartaceo perché adoro sfogliare le pagine di un libro e amo rileggere i punti che più mi hanno tenuto incollata al romanzo, al libro scelto.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Teresa Averta - La scrittura per me è felice e misteriosa comunicazione; essa è uno dei mezzi di comunicazione più nobili che esistano. È per la maggior parte una forma di espressione libera ed estremamente personale. È il frutto di una meditazione personale e talvolta, attraverso essa, emergono elementi nascosti della personalità dello scrittore. La scrittura viene da molti considerata, come le altre arti nobili, una “valvola di sfogo” in cui ci si rifugia per sfuggire all’ipocrisia della gente, alla cattiveria, alla falsità. Ma non è sempre così!
Scrivo all’incirca da quando avevo dieci anni e, normalmente, con la crescita si dovrebbe migliorare sia come stile di scrittura, sia come maturità nel comporre qualcosa, che si tratti di un racconto, un frammento di pensiero, un post sul proprio blog o – nel migliore dei casi – un romanzo. Anche le scelte di lettura cambiano e maturano: si passa dai libri leggeri per adolescenti, a quelli ritenuti “spazzatura”, ai romanzi di formazione per poi giungere a letture che io indico come “impegnative” ma in realtà sono le migliori e le più intriganti. Ognuno ha il proprio percorso di maturazione, e spesso mi capita di rimpiangere il fatto di non essermi imbattuta in certi libri dal principio: magari qualcosa nel mio percorso sarebbe andato diversamente, la mia scrittura avrebbe preso corpo più presto, e più presto avrei assunto maggiore consapevolezza di quello che facevo. Ho sempre scritto quasi inconsciamente: per spiegarmi meglio, buttavo giù dei pensieri appena mi arrivava l’ispirazione, su qualsiasi tipo di argomento. Andavo più sulle sensazioni provate, momenti di vita forte, per quanto la mia vita fosse sempre la stessa tra scuola, chiesa, studio e uscite sporadiche di qua e di là. L’ispirazione è qualcosa che ti arriva dentro, ti coinvolge, ti sconvolge e ti fa “partorire” pensieri di cui, subito dopo, anche chi li ha scritti si meraviglia... è un dono, è qualcosa che difficilmente si può spiegare... è come prendere il volo in un cielo infinito... In tutto questo riflettere e in tutto questo tentare di comprendere il cardine del mio rapporto con la scrittura, è accaduto che io abbia provato persino a scrivere... per case editrici importanti, ed eccomi a presentarvi la mia dolcissima creatura “IN CAMMINO CON IL CUORE”, con cui ho un rapporto filiale, molto stretto, molto bello; è parte di me, è il mio pensiero del tempo vissuto, è il concentrato delle mie emozioni, è la mia gioia; in sintesi potrei azzardare e dire che è quel figlio che non ho avuto dalla vita, ma che è nato dal seme del Cuore... e, mentre sto scrivendo, una lacrima scende, e mi fa capire che questa meravigliosa creatura mi appartiene!!!

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “In cammino con il cuore” se non lo avesse scritto.

Teresa Averta - Non avrei potuto fare a meno di scriverlo, di “partorire”, IN CAMMINO CON IL CUORE, utilizzando il termine contenuto nella domanda che mi ponete; la “gestazione” è stata lunga, maturata e ricca di senso; ho curato questo libro nei minimi particolari, ho coltivato, in questo giardino, pensieri come fiori, dai mille colori; ogni poesia è densa di significato di vita, di amore vissuto e sofferto, di ricerca di senso e verità nell’assoluto; un frutto gustoso dai mille sapori. E a chi non piace la frutta? Tutto ciò che proviene dalla natura e dal cuore “è cosa buona”.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Teresa Averta - Considerato che ho sempre una valanga di pensieri, scrivo perché la strada della vita è incerta e affascinante, scrivo per dare forma alla mia introspezione, scrivo perché mi piace far volare la mia immaginazione e rimanere fino a notte fonda con i miei scritti. Scrivo perché l’euforia non si frena, scrivo perché non posso fare altrimenti... la mia risposta è sì! Pur continuando il discorso già iniziato nella precedente raccolta, dalla quale vengono ripresi alcuni temi fondamentali, la mia nuova antologia poetica tratterà temi come l’amore universale, l’amicizia, la ricerca di pace interiore, la solidarietà dei valori, la gioia di vivere; di contro si parlerà anche dell’indifferenza degli altri, dell’umana solitudine, dei disvalori, del precario rapporto con Dio, dell’infedeltà e della fugacità del nostro vivere; quindi la nuova raccolta sarà attraversata da chiaroscuri poetici che tuttavia avranno una novità tonale, fluida, efficace e ricca di senso.
Darò un volto nuovo, più maturo a questa poesia che nasce forse da una visione più serena e tranquilla, di fronte al mondo e al destino; da una più sommessa pensosità per le cose del mondo e da una più pacata accettazione dell’esistenza che celebra come ricerca interiore, ne esalta la bellezza, come un’oasi da dove trarre linfa per vivere; è un monito a liberarsi dalla tristezza che ci stritola; è un mezzo per non perdere mai la parola “speranza”.

Autrice: Teresa Averta Editore: Aletti
Titolo: In cammino con il cuore
pp.128 €13.00
ISBN 978-88-591-3348-3
Il libro è disponibile anche in versione e-book


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