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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Seconda parte dell'intervista a Massimo Festa che presenta il suo libro "Il Paradiso degli amori impossibili”

di Rassegna Stampa

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Massimo Festa - Come abbiamo visto, i valori spirituali e giusti sono immortali. Con il libro “Il Paradiso degli amori impossibili”, ricordo l’Amore romantico e puro che vive per sempre. Gran parte della letteratura è permeata di sesso ed altri “valori” materiali, per colpa del Male che arriva dai livelli alti della società. Un errore simile è il pessimismo, ovvero la convinzione illogica dell’invincibilità del Male. La letteratura intrisa di cattivi esempi, senza vie d’uscita, è deprimente e diseducativa.
I buoni scrittori devono andare controcorrente rispetto al materialismo voluto dall’alto. Potenzialmente, il pubblico dei lettori ha fame e sete di valori positivi. L’Amore e il Bene sono associati al Coraggio. Il coraggio del Bene deve prevalere sulla paura del male (con la “m” minuscola).

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “Il Paradiso degli amori impossibili”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Massimo Festa - Gli episodi sono molti, intrecciati nello spazio-tempo quantico, la rete immateriale che pone tutto in relazione.
La prima poesia che ho scritto è “Un Eden senza fine”, sui prati d’alta quota. L’atmosfera rarefatta e incantata dei prati di montagna anticipa le meraviglie infinite del Paradiso.
Poi vi sono le commoventi poesie dichiarazioni d’Amore: “Io vorrei sposarti…” e “Promessa d’Amore”. Sono rivolte al futuro senza fine, agli “amori impossibili” e agli “universi paralleli” che si avverano.
Come già detto, la poesia “Io vorrei sposarti…” è personalizzabile, da modulare secondo le particolari caratteristiche e storie sentimentali.
La poesia “Promessa d’Amore” è similmente adattabile a qualsiasi vicenda romantica. Qualsiasi donna potrebbe essere considerata “guerriera del vuoto” e “luminoso angelo del Cielo”. Ovviamente, è necessario comprare il libro e leggere la poesia con lo scorrere dei versi. Ma può essere adattata ad ogni cara amica, fidanzata o moglie.
L’ho scritta per una donna mediterranea: “…i tuoi occhi scuri mi hanno attirato a te,…”. Peraltro può essere facilmente riferita anche a una donna con gli occhi chiari. Infatti basta sostituire “scuri” con “soavi” e il verso rimane armonico: “…i tuoi occhi soavi mi hanno attirato a te,…”.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Massimo Festa - I primi libri che ho letto sono “Anni verdi” di Joseph Cronin e “Ragazzo negro” di Richard Wright. Fin dall’inizio desideravo diventare uno scrittore, ma aspettavo di conoscere il funzionamento del sistema orwelliano di corruzione, fondato sulla manipolazione mentale. Molti anni dopo ho conosciuto gradualmente le modalità delle minoranze di corrotti per asservire le popolazioni. L’eroico rivoluzionario sudafricano Steve Biko ricordava che “L’arma più potente nelle mani dell’oppressore è la mente dell’oppresso”.
I miei primi obiettivi erano la narrativa, la realtà e saggistica, non la poesia. La poesia è nata successivamente come sintesi della realtà, materiale ed immateriale. Dallo stesso libro “Il Paradiso degli amori impossibili”, si desume che la mia passione principale è costituita dalle scienze naturali. Le scienze, l’astronomia, la fisica, la geologia, etc., vanno studiate con la necessaria spiritualità. La vera logica scientifica coincide con il mondo immateriale, il substrato quantico già descritto. E’ un grande inganno la separazione tra scienza e religione, che danneggia la ricerca scientifica. La vera scienza è sempre spirituale, cristiana (non cattolica), rivolta verso il Bene.
Nella mia formazione culturale e sentimentale, ho gradualmente appreso la differenza abissale fra l’ordine divino e naturale, perfetto, e l’ordine umano e innaturale, materialista, maschilista e manipolatore. In una sola parola, l’ordine umano è dittatoriale, con la minoranza (Chiesa cattolica, sette e banchieri privati) che cerca di prevalere sulla maggioranza.
L’idea della tirannia mascherata da “democrazia” ha molti riscontri in letteratura. Ad esempio, vedi “Il mondo nuovo” (“Brave New World”) di Aldous Huxley e “1984” (“Nineteen Eighty-Four”) di George Orwell. Quest’ultimo, chiamato anche “Il Grande Fratello” (“The Big Brother”), è definito il romanzo distopico per eccellenza.
La narrativa distopica di Aldous Huxley (1932) e di George Orwell (1949) descrive bene le modalità di lavaggio del cervello, ma non esce dal circolo vizioso del Male. La via d’uscita dalla paura è assente. Ai lettori occorre dare la chiave per uscire dal circolo vizioso, il passaggio verso il Bene e l’Amore.
Quindi vanno ricordate le profonde riflessioni di David Foster Wallace (Ithaca, 21 febbraio 1962 – Claremont, 12 settembre 2008), scrittore quasi mio coetaneo: “(…) Mostrare al lettore che si è brillanti, spiritosi, pieni di talento e così via, cercare di piacere, sono cose che, anche lasciando da parte la questione dell’onestà, non hanno abbastanza calorie motivazionali per sostenere uno scrittore molto a lungo. Devi disciplinarti e imparare a dar voce solo alla parte di te che ama le cose che scrivi, che ama il testo a cui stai lavorando. Che ama e basta, forse. Il talento è solo uno strumento. È come avere una penna che scrive invece di una che non scrive. Non sto dicendo che riesco costantemente a rimanere fedele a questi principi quando scrivo, ma mi sembra che la grossa distinzione fra grande arte e arte mediocre si nasconda nello scopo da cui è mosso il cuore di quell’arte, nei fini che si è proposta la coscienza che sta dietro il testo. Ha qualcosa a che fare con l’amore. Con la disciplina che ti permette di far parlare la parte di te che ama, invece che quella che vuole soltanto essere amata. (…) Ma mi sembra una delle cose in cui riescono gli scrittori davvero grandi – da Carver a Cechov a Flannery O’Connor al Tolstoj della Morte di Ivan Il’ic al Pynchon dell’Arcobaleno della gravità – sia "dare" qualcosa al lettore. Quando il lettore si allontana dalla vera opera d’arte pesa di più di quando ci si è avvicinato. È più ricco. Tutta l’attenzione e l’impegno e lo sforzo che come scrittore richiedi al lettore non possono essere a tuo vantaggio, devono essere a suo vantaggio. (…) Un’opera davvero grande nasce probabilmente da una volontà di svelarci, di aprirci a livello spirituale ed emotivo in un modo che rischia di farci provare davvero qualcosa nel farlo. Significa essere pronti a morire, in un certo senso, pur di riuscire a toccare il cuore del lettore. (…)”.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Massimo Festa - All’inizio, avevo il talento di disegnatore e pittore, ma non l’ho coltivato. Preferivo la lettura, la scienza e la scrittura. Ma, in fondo, il cervello memorizza per immagini. Allora le immagini della tv e del cinema hanno influenzato in qualche modo la nostra vita e le nostre passioni.
In due parole, la mia scrittura è ispirata da scienza e amore romantico. La letteratura e la scienza sono unite dall’Amore spirituale. Quindi nella sedimentazione del vissuto si sono stratificati i telefilm e film di fantascienza e/o romantici.
Dalla serie televisiva “Il prigioniero” (“The prisoner”, vincitrice nel 2002 del Prometheus Award) alla trilogia di “Matrix” (vincitrice di numerosi premi, inclusi 4 Oscar).
Dalla serie “Spazio 1999” alla serie classica “Star Trek” (vincitrice di vari premi e seguita da altre serie, film e opere letterarie).
Dal terzo episodio “Sole nero” della serie “Spazio 1999” al film “The black hole” (dalla sceneggiatura del film è tratto il romanzo omonimo di Alan Dean Foster).
Dal film “Bernadette” (tratto dal romanzo “Il canto di Bernadette” di Franz Werfel, con Jennifer Jones vincitrice nel 1944 dell’Oscar come migliore attrice protagonista) al film “L’amore è una cosa meravigliosa” (vincitore di 3 Oscar e un Golden Globe, con Jennifer Jones).
Dal film “Cime tempestose” (tratto dal romanzo omonimo di Emily Brontë e vincitore di un Oscar e di un premio) al film “Io ti salverò” (“Spellbound”, ispirato dal romanzo “La casa del dottor Edwardes” di Francis Beeding, vincitore di un Oscar e con Ingrid Bergman migliore attrice protagonista).
Dal film “Felicità proibita” (tratto dal romanzo “L’impazienza del cuore” di Stefan Zweig) al film “Titanic” (con moltissimi riconoscimenti). Etc...
In generale, si desumono due tendenze contrapposte: la prima diretta e la seconda indiretta.
Da un lato, appare il graduale decadimento morale, culturale, artistico, letterario, etc., verso il materialismo e la fatalità del Male. Ad esempio, diventa via via più rara la dichiarazione d’Amore “Io ti amerò per sempre” et similia. Il concetto di “Paradiso”, o “Aldilà”, è progressivamente sostituito dal paradiso materiale. I telefilm e film di una volta erano più seri, con valori morali, educativi. Idem vale per la letteratura. La fantascienza sta scadendo verso il fantastico e il banale (priva di attendibilità scientifica e di temi rilevanti).
Quante sono le opere dove la Donna viene intesa come nel film “Io ti salverò”, ovvero come angelo custode con ruolo protettivo e materno? La Donna salvatrice, dolce e guerriera (coraggiosa), sembra in via di estinzione.
Quante sono le opere dove gli amanti e gli “amori impossibili” si ricongiungono in “Paradiso”? Nel film “Titanic” vi è la storia reale dei coniugi inseparabili Ida e Isidor Straus e la fiction della protagonista Rose che, nel finale, muore nel sonno e raggiunge il suo amato Jack in Cielo. Rose e Jack si baciano nel salone della nave, circondati dai naufraghi morti che applaudono. La fine è l’inizio della “vera Vita di sogno del Paradiso...” (vedi la poesia “Promessa d’Amore”).
Dal lato opposto, si desume la graduale conoscenza dei meccanismi orwelliani di manipolazione mentale. In varia misura, le popolazioni mondiali stanno conoscendo la truffa del debito pubblico e le guerre causate dai banchieri, il terrorismo alimentato dall’Occidente, i mercati illegali, etc… Il Male sta arrivando al punto di saturazione. Il vaso di Pandora sta per traboccare.
Quindi il pubblico dei lettori ha fame e sete di valori spirituali, nell’esagerato materialismo indotto dai potenti. E’ una controtendenza potenziale, indiretta, ma in via di espansione. Il Bene viene dalla Mente Divina ed ispira i livelli più deboli e umili delle popolazioni, che non saranno soggiogati per sempre.
Tale controtendenza dovrebbe favorire anche la poesia, che è il genere meno letto. La sintesi e semplificazione del mondo reale sarà la chiave per estendere la passione per la poesia e, in generale, per la letteratura.
Dunque noi scrittori, nel contempo lettori, abbiamo l’obbligo morale di offrire valori buoni, poiché è dai piccoli esempi che nascono i grandi.
Diceva l’antropologa Margaret Mead: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.”
Secondo il collegamento alle suddette arti cinematografiche e televisive, i bravi scrittori devono far vedere e vivere ai lettori le immagini che scrivono. Per usare la terminologia di “Matrix”, la letteratura deve offrire “ologrammi”, ovviamente morali e positivi.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Massimo Festa - Considero tutti i generi letterari, ovvero poesia, narrativa e saggistica.

Peraltro la distinzione esatta dovrebbe essere: “poesia”, “narrativa”, “realtà e saggistica”. In tale tripartizione, la narrazione di eventi reali è da includere nella “realtà e saggistica”. Quindi la “narrativa” dovrebbe comprendere solo la narrazione di eventi immaginari.

Nondimeno abbiamo visto che la realtà vera, scientifica, non coincide con quella che vediamo e tocchiamo. Non è la materia “solida” che ci appare. L’essenziale è invisibile agli occhi.
Vi può essere un libro “reale” pieno di falsità e un libro di narrativa immaginaria con verità profonde.
E’ da aggiungere che la poesia va rivalutata. Facciamo l’esempio del cervello: Madre natura ha creato l’emisfero sinistro, del pensiero analitico, e l’emisfero destro, del pensiero sintetico. La parte destra è anche definita “il cervello poeta” o artistico. E, non a caso, l’emisfero destro è più sviluppato nelle donne, che rappresentano il genere superiore.
La poesia non si vende a causa della sua non immediata comprensione. Ciò è un grave errore perché l’autore di qualsiasi genere letterario deve coinvolgere i lettori, offendo valori morali e positivi. Ricordate cosa diceva lo scrittore David Foster Wallace?
Spesso le poesie sono frettolosi sfoghi individuali in un circolo vizioso dove manca la via d’uscita. Non c’è il varco di passaggio dal Male al Bene.
Dunque la poesia può esser definita realtà e narrativa condensata. E’ il tempo che si ferma, il sole di mezzanotte che non va mai sotto l’orizzonte (vedi la poesia “Sole di mezzanotte”).

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Massimo Festa - Finora ho sempre letto solo libri tradizionali poiché non ho mai usato tablet, kindle et similia, ma si tratta della logica evoluzione futura. In generale, il cartaceo è ancora prevalente, ma per questioni di spazio è molto più conveniente l’ebook.
Attualmente, le case editrici dovrebbero vendere ciascun libro in ambedue i formati, salve specifiche eccezioni.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Massimo Festa - Il libro è multidimensionale, con moltissimi argomenti vissuti e da vivere. Il mio compito è creare immagini, farle vedere e vivere ai lettori. Quindi il mio rapporto con la scrittura si può sintetizzare con l’idea del viaggio. Non si dice che viaggiare è vivere due volte? Scrivere significa andare oltre, con l’anima gemella passata, presente e futura, superare la banalità del materialismo ed esplorare gli universi paralleli. Il primo lettore deve essere lo stesso autore, che verifica il livello di emozioni positive offerte ai lettori.
La scrittura e lettura del libro che offre Amore non finisce con la fine del libro. Continua in due modalità: rivivendo le poesie già scritte e vivendo altre poesie sugli argomenti già iniziati. Ad esempio, le 8 poesie del capitolo “Amor di Norvegia” possono essere rilette e rivissute e possono offrire spunto per altre liriche. Sulla Norvegia vi è la possibilità di creare intere enciclopedie, se quella terra del sogno viene amata.
La poesia vera deve donare il viaggio infinito. Il medesimo concetto vale per gli altri generi letterari.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Il Paradiso degli amori impossibili” se non lo avesse scritto.

Massimo Festa - Esiste una dimensione parallela in cui non ho scritto “Il Paradiso degli amori impossibili”? Non lo so. In ogni caso, comprerei il libro perché è un varco quantico verso le idee giuste dell’anima gemella e dell’Amore eterno, del Cielo e del viaggio senza fine.
Anzi, lo comprerei solo per la sua bellissima prima di copertina, che illustra un incantevole panorama norvegese, e per la sua sinossi coinvolgente in quarta di copertina.
Una curiosità. Prima abbiamo visto le arti e gli artisti che hanno influenzato la mia scrittura. Orbene, per scrivere io aspettavo la compagna della vita con la passione della scienza e letteratura. Fin dall’inizio, io desideravo scrivere con l’anima gemella, non da single. Consideravo la scrittura (poesia, narrativa, realtà e saggistica) una passione troppo affascinante per iniziarla da solo. Viceversa, in questa dimensione spazio-temporale, sono diventato uno scrittore già da single. Dunque aspetto di conoscere la “purissima fata del sogno” (vedi la poesia “Promessa d’Amore”) perché il mio sogno è scrivere in coppia.
In questa vita, non so chi sarà la mia anima gemella. Per conoscere in anticipo il futuro, dovrei usare la macchina del tempo di Emy e Max. Tuttavia, in generale, l’elemento sorpresa è necessario. Rende più avvincente il meraviglioso viaggio della vita.
La sorpresa vale per i lettori, che vogliono comprare libri appassionanti. E vale altresì per gli autori, che devono immedesimarsi nei lettori.
Ho scritto il libro affinché possa essere letto e riletto, con le medesime o nuove emozioni.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Massimo Festa - Ho in progetto la continuazione della serie sui viaggiatori del tempo. Diverrà una serie senza fine, dove prenderò in considerazione i suggerimenti dei lettori. Ad esempio, terrò conto degli aforismi nuovi e interessanti degli amici di Facebook, che accennerò nei capitoli di narrativa. La buona letteratura (poesia, narrativa, realtà e saggistica) è la fonte principale degli aforismi, inclusi quelli creati dagli stessi autori.
Ho già raccolto materiale per il secondo libro de “I viaggiatori del tempo”, con l’immagine della prima di copertina, gli articoli sulle più recenti scoperte scientifiche, i dialoghi, le citazioni ed aforismi, etc…
L’attuale serie di narrativa sarà seguita dalle serie sui viaggiatori dello spazio e sui viaggiatori del mare, con i citati protagonisti Emy e Max ed altri nuovi.
Nell’anno 3025, il destino di Emy e Max si dividerà: da una parte, resteranno sul pianeta Terra e, dall’altra, lasceranno la Terra per viaggiare nello spazio con sei amici sullo yacht stellare Amelia Earhart. L’Amelia Earhart è un vascello ibrido che eccezionalmente può navigare sui mari.
Nell’anno 3035, si realizzerà un altro bivio quantico: da una parte, gli 8 amici continueranno a viaggiare nello spazio e, dall’altra, si fermeranno sul pianeta Terranova. Terranova forma un sistema binario con il pianeta Oceanica, interamente sommerso dagli oceani. Nella serie acquatica, la nave stellare Amelia Earhart sarà convertita in yacht solo marino. I viaggiatori del mare useranno anche il sommergibile Natalia Molchanova.
Saranno tre serie basate sulle dimensioni parallele. Nella prima dimensione, i viaggiatori del tempo. Nella seconda, i viaggiatori dello spazio. Nella terza, i viaggiatori del mare.
Un altro progetto è l’inizio di una serie sulla mafia e malagiustizia, che riprenda l’argomento dei “ribelli di Matrix”, contro il sistema di manipolazione mentale e corruzione. In questo caso, si tratta del genere realtà e saggistica.
Senza dimenticare un secondo libro di poesie con il tema dei ricordi passati e futuri. I ricordi futuri sono un ossimoro derivante dal tempo “circolare” della fisica quantistica. Il titolo del volume potrebbe essere “Il Paradiso degli amori impossibili, seconda serie”, et similia. Ci devo pensare.
Inoltre ho in mente un libro sulla vicenda d’amore con la mia anima gemella. Lo scriverò insieme a lei quando l’avrò conosciuta. Il titolo potrebbe essere “Storia d’amore con …”.

***

Gli argomenti illustrati spiegano anche il libro “I viaggiatori del tempo, prima serie”. Vedi la relativa intervista.

Buona lettura…


(Fine seconda parte dell'intervista)


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