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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
 -

Intervista a Giulio Targia, che presenta ai lettori il libro "L'incontro" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “L'incontro”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Giulio Targia - Il titolo "L'Incontro" ha un duplice significato. Il riferimento è all'incontro tra Jim Walsh, il protagonista, e Lauren, la donna della sua vita, una donna forte, capace di stare accanto e sostenere il suo uomo nei momenti difficili, ma anche di confrontarsi con lui duramente quando non condivide certi suoi comportamenti.
Il titolo però fa anche riferimento ai numerosi incontri di pugilato sostenuti da Jim, che hanno un significato allegorico della vita, dove non importa quante volte cadi se hai poi la forza di rialzarti.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Giulio Targia - Il racconto è di pura fantasia, ma descrive una storia verosimile con fatti che sono in parte autobiografici o comunque appartengono al vissuto di tutti noi, anche in senso collettivo.
Come è accaduto ai giovani americani andati in Vietnam animati da un ideale trasformatosi in un attimo in tragedia, sofferenza e dolore: la guerra.
Ma descrive anche il percorso di rivalsa sociale di tanti giovani delle periferie di grandi città che hanno saputo riscattarsi: chi con la musica, chi con lo sport, chi con il lavoro.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall'oblio del tempo con questo suo libro?

Giulio Targia - I valori universali dell'amore e dei buoni sentimenti sono lo sfondo di tutto il libro.
Il messaggio che ho cercato di trasmettere è che se sei animato da forza di volontà e spirito di sacrificio ed hai accanto una persona che crede in te, come ho scritto prima, non importa quante volte potrai cadere, troverai sempre la forza di rialzarti.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “L'incontro”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Giulio Targia - Il mio intento è stato quello di descrivere la complessità della vita dove non esiste solo il bianco o il nero, ma diverse sfumature. Anche il protagonista, così forte e sicuro di sé, ha momenti di fragilità e debolezza e anche personaggi che possono sembrare negativi riservano piacevoli sorprese.
I genitori di Jim non sono certo ricchi, ma sono cresciuti con valori che hanno inculcato al figlio.
Quando lui torna dal Vietnam ha difficoltà a trovare lavoro, ma loro lo incoraggiano, hanno fiducia in lui. Sam Wilson, il personaggio che nel racconto riveste il ruolo di antagonista, è meno fortunato. È nato e cresciuto ad Harlem. Suo padre ha un carattere violento ed è spesso ubriaco. Durante l'adolescenza, Sam vive un momento di spensieratezza perché Jennifer, una ragazza bianca dei quartieri alti, lo invita a studiare con lei e lo introduce nel suo mondo; Jennifer è gentile e i genitori di lei lo accolgono con affetto. Un giorno però, mentre Sam rientra a casa dopo aver studiato da Jennifer, incontra il padre che gli dice:"Ricordati figliolo tu puoi trovare un cane randagio per strada, portarlo a casa tua, dargli da mangiare e accudirlo. Facendo così ti sentirai una persona buona e generosa, ma per te, lui rimarrà sempre un cane randagio". Ecco, questo per me è l'esempio di un pessimo padre, che toglie al figlio la cosa più importante: la speranza. All'oscurità non ci si arriva con un salto, ma attraverso un lungo percorso ed i genitori hanno una grande responsabilità: quella di indirizzarci verso la strada giusta. Ma nel romanzo Sam ha la sua rivincita: il giorno della conferenza stampa che precede l'incontro di pugilato tra Jim Walsh, il pugile buono bianco che fa beneficenza e Sam Wilson dipinto dalla stampa come un bad boy con precedenti penali, lui riesce a segnare un punto a suo favore. Approfittando della domanda di un giornalista, provoca Jim facendo apprezzamenti pesanti su sua moglie. Walsh perde le staffe e lo colpisce in pieno viso. Wilson cade a terra, ma poi si rialza e commenta: "Avete visto l'uomo che avete dipinto come un angioletto, come riesce a diventare un violento fuori dal ring? È facile fare i buoni quando si ha tutto: soldi, gioventù, bellezza, una stampa amica che ti fa sempre i complimenti. Poi basta una semplice provocazione e ti trasformi in un violento. Mi avete descritto come una bestia feroce, ma io e la mia gente, sin da quando siamo nati, subiamo discriminazioni e ingiustizie, è per questo che ho questa rabbia in corpo per tutto quello che ho dovuto subire e che ha dovuto subire la mia famiglia".

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Giulio Targia - I miei autori preferiti sono: Pirandello, soprattutto quando parla della maschera che ognuno di noi indossa, Isabel Allende, George Orwell, ma soprattutto Omero e Virgilio.
Sarò sempre grato ai miei professori, che me ne hanno fatto comprendere il vero significato. Il mio primo amore letterario è stato l'Iliade. Non Achille, l'eroe invincibile, che mira alla gloria, ma Ettore un uomo buono, un padre di famiglia che usa la spada solo per difendere la patria.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Giulio Targia - Sì sono interessato sia al cinema che alla televisione di qualità.
In particolare modo sono sempre stato affascinato dalla storia e dalla biografia dei grandi personaggi rappresentati sia nel piccolo che nel grande schermo e nei libri.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Giulio Targia - Sono un appassionato di thriller, di romanzi storici ma anche di romanzi appartenenti al genere fantasy purché dietro ci sia una storia da raccontare.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Giulio Targia - Quello cartaceo perché da questo punto di vista sono rimasto all'antica e mi piace il rapporto fisico e sensoriale con il libro.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Giulio Targia - Un rapporto di amore viscerale. Ho scoperto quanto sia affascinante descrivere personaggi molto diversi da me. Ponendo l'attenzione su come la famiglia, l'ambiente e la società influenzi il modo di essere di ogni persona.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “L'incontro” se non lo avesse scritto.

Giulio Targia - Non sopporto i libri con il finale scontato. Se devo riconoscere una mia qualità come scrittore è quella di avere creato una storia che è contemporaneamente scorrevole e avvincente e con un finale non scontato.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Giulio Targia - Sì sto scrivendo una storia del genere fantasy. La trama e i personaggi sono del tutto diversi da quelli descritti nel mio primo libro. È questa la cosa che mi affascina di più.
Spero che i lettori si emozioneranno a leggerla come io mi sto emozionando a scriverla.


Titolo: L'incontro.
Autore: Giulio Targia
Aletti Editore
2016; br., pp. 120, Euro 12,00
ISBN: 88-591-3866-3

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