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CONCORSO DI POESIA

PAROLE IN FUGA 
POETI DEL NUOVO MILLENNIO
A CONFRONTO 

SCADENZA 11 SETTEMBRE 2017
 

1° Premio Internazionale di Poesia
"Il Paese della Poesia"
(Riservato ai testi editi e inediti di Poesia)


SCADENZA PROROGATA
2 ottobre 2017




Il saluto Federiciano dei partecipanti al Festival

 
Info sull'Opera
Autore:
Comunicati Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Di questo passo dove stiamo andando?? ( Articolo di Antonio Moretta )

di Comunicati Stampa

Nel 1975/80 per parlare telefonicamente dal paese di Varco Sabino in provincia di Rieti (o da qualunque paese della periferia delle grandi città), a Roma bisognava andare al “Posto Pubblico” della SIP, prenotare la chiamata ed attendere la possibilità di collegamento (aspettando a volte oltre un’ora e facendo la fila di molte persone). Da un lato era bello per il rapporto umano che si creava tra gli astanti (tutti sapevano tutto di tutti) ma per l’efficienza del sistema comunicativo eravamo i trogloditi della comunicazione con spreco di tempo ed energia sociale enorme. In quegli anni la informazione sui fatti e sugli eventi della nostra vita avveniva prevalentemente attraverso due canali: la Televisione/Radio e la Stampa (Giornali, riviste, libri etc.); ovvero tutto veniva filtrato da “intermediari della comunicazione” (giornalisti, scrittori opinion maker, capiredattori etc.) solo pochi eletti potevano avere contatto diretto con gli “attori della comunicazione”.
Si filmava in celluloide con apparecchi a valvole e marchingegni meccanici sofisticati (cineprese e macchine foto) con sviluppo della pellicola in ambienti specializzati (Kodak, Ferrania etc.) e l’archiviazione dei dati e dei fatti (immagini) era costosissima se in carta e molto laboriosa se in celluloide. La qualità delle immagini era scadente e sfuggevole nel tempo. Lo svago informativo era rappresentato dal “Cinema” e da alcune trasmissioni televisive.
Il sistema delle comunicazioni risultava scarso ed inefficiente che non teneva il passo con le esigenze del tempo ed il mondo in evoluzione. Le lungaggini diventavano un ostacolo insormontabile per le esigenze di sicurezza, trasparenza e di difesa dei popoli. Le industrie, in un mercato sempre più globale, avevano bisogno di una maggiore velocità di collegamenti per scambiare un mare di informazioni. Dai paesi più evoluti (Usa e Russia) vennero inviati satelliti in orbita che costituirono una rete di comunicazioni planetaria chiamata “WWW” (dal significato di ragnatela intorno al mondo “World Wide Web”) e formata da grandi “Server” (servitore, è un componente informatico, tipicamente un grosso computer che fornisce un qualunque tipo di servizio attraverso una rete di computer collegati alla velocità prossima a quella della luce oggi Google o Yahoo o Tiscali).
Oggi parlare di come si viveva cinquant’anni fa diventa un tuffo nel medioevo, invece è passato solo un soffio di vita. Coloro i quali rappresentavano la classe dirigente di ieri sono ancora oggi in vita ed in parte inseriti come dirigenti nei gangli della struttura sociale e politica di oggi. Se non hanno avuto possibilità di emanciparsi sono ora obsoleti.
Negli anni sessanta venne un signore americano tale Jack Kilby della Texas Instruments (USA) che inventò il “Micro Chip al Silicio” ovvero il primo circuito integrato che dette origine alla rivoluzione delle telecomunicazioni. I meccanismi e gli apparati che servivano per fare funzionare i primi calcolatori elettronici a disco ed a nastro magnetico ieri occupavano una o più stanze. Oggi la stessa funzione si svolge attraverso un “Elaboratorino” tascabile. Oggi chilometri e chilometri di cavi in rame sono stati sostituiti con “Fibra Ottica” e l’efficienza e velocità di scambio del sistema ottico rispetto all’elettrico di ieri è migliaia e migliaia di volte superiore e velocissimo. Basti pensare che tra l’America e L’Europa sono stati posati cavi sottomarini in fibra ottica per migliaia di chilometri (nel 2002 circa 250.000 Km.) che saturano il fabbisogno di scambio di comunicazioni tra i due continenti.
L’avvento del “PC” (Personal Computer) e dei suoi rapidi collegamenti con I-Phon, I-Pad etc., la velocità degli scambi di informazioni e spostamenti, l’accesso rapido alle informazioni con i telefoni cellulari e tutto ciò che ne è derivato, hanno costituito la molla che ha innescato un generale progresso tecnico ed economico dalle proporzioni inimmaginabili che ha avvicinato i popoli di tutto il mondo cambiando usi e costumi oltre che informazioni e mercati.
Il microchip di un computer (Scheda madre) ha una capacità di memoria di centinaia e centinaia di “Giga Bit” (un Giga Bit equivale a un milione di posizioni di memoria). Oggi in una semplice “Pen Drive” (scatoletta di memoria portatile grande quanto un polpastrello di dito mignolo) si possono archiviare anche diecimila fotografie o migliaia di documenti mentre ieri servivano molti armadi e raccoglitori e tanta, tanta carta deperibile. Sono in corso studi approfonditi e vicini alla definizione di Micro Chip particolari che oltre al Silicio e Carbonio utilizzano il “Grafene” (costituito da un solo strato di atomi di Carbonio). Lo studioso inventore è l’ing. Michele Tamagnone (italiano) che opera presso il laboratorio Juan Mosig in Ginevra (CH) ed il suo Chip, filtrando le onde magnetiche, fa passare solo quelle interessate e blocca le altre. L’efficienza di questo sistema, una volta utilizzabile in maniera standard, aumenterà immensamente la velocità delle attuali comunicazioni, la riservatezza dei dati e le quantità di archivio dei dati stessi.
A questo punto mi domando: “ma è lo stesso mondo di ieri quello su cui poggiamo i piedi oggi o il pianeta è un altro?? No! Non è lo stesso“ Tutto è cambiato ed è mutato anche il rapporto tra gli attori della vita sociale e politica ed il popolo che senza accorgersene viene sistematicamente ed opportunamente rimpolpato dalle nuove leve generazionali che stanno sostituendo la vecchia guardia. È avvenuta ed è in corso una vera e propria rivoluzione incruenta, io la chiamo: “la quarta rivoluzione sociale” dopo la terza di Jeremy Rifkin.
Sono stati realizzati i “Social Network” (Facebook, YouTube, Instagram etc.) che hanno creato la informazione diretta senza l’intermediazione dei canali informativi tradizionali che ora hanno l’obbligo di aggiornarsi pena la loro chiusura. Oggi il giornale si legge sul Computer e le notizie nei comunicati diretti (molto bisognerà fare per regolare il settore, ma ormai ha cambiato il mondo informatico).
Oggi per dirigere una azienda o contattare un fornitore non è più strettamente necessario andare ogni giorno in ufficio, attendere periodicamente i dati dalle filiali per dar direttive, spedire una lettera ed attendere la risposta prima di replicare, effettuare estenuanti e lunghi viaggi per incontrare dirigenti o famigliari e mercati o rappresentanze locali per collocare le merci; avere i mercati di approvvigionamento o acquisto vicino per abbattere i costi di trasporto, ricevere un pagamento o fare un bonifico alla posta o alla banca etc. Oggi con le “APP” appropriate (Applicazioni generalizzate per i computer) ed opportune ottenute attraverso collegamenti computerizzati, si è messo in collegamento tutti i computer di tutto il mondo in “Tempo Reale”; si fanno le videoconferenze tra aziende distanti migliaia di chilometri, bonifici o accrediti istantanei, acquisti e vendite in WEB, scambio di notizie o rapporti interpersonali in video-diretta, foto e film con sistema digitale istantaneo con possibilità di fornire variazioni all’ultimo secondo, disporre di ogni vocabolario necessario o traduzioni istantanee in ogni lingua etc. In buona sostanza oggi il tempo per agire e per pensare si è drasticamente ridotto e l’efficienza è aumentata raggiungendo valori giganteschi ieri impensabili. Il progresso cammina alla velocità supersonica dei Jet e dei Droni, il lavoro di fatica dell’uomo vien fatto prevalentemente dai robot.
Tutto questo succede mentre la burocrazia ed i sistemi di collegamento di alcuni apparati dello Stato procedono a passo di lumaca. Sta sparendo l’artigianato ed il piccolo commercio a favore della crescita esponenziale dei supermercati, dei centri commerciali, degli outlet. Oggi si compra via Internet, si prenotano viaggi, crociere, teatri e cinema, taxi etc. via etere o cellulare. Sta morendo la lettera commerciale ed è già morta la cartolina postale. La cartamoneta sta diminuendo sostituita dal denaro magnetico (carte di credito, Smart-card), la banca vecchia maniera è al collasso perché le operazioni oggi si fanno in “Home banking” o per telefono, i “Call Center” con i quali oggi parliamo sistematicamente sono a Singapore o in Cossovo o altrove). Spesso chiediamo informazioni al telefono a dei robot parlanti o siamo diretti in auto da Sistemi satellitari. Le nostre auto parcheggiano da sole e nel futuro prossimo avremo la guida automatizzata in autostrada, la spesa la faremo con i robot del frigorifero collegato ai fornitori via computer. Insomma il mondo è in evoluzione rapida ed inarrestabile.
Mi domando: “ma è lo stesso mondo di ieri quello su cui poggiamo i piedi oggi o il pianeta è un altro? No! Non è più lo stesso” Tutto è cambiato ed è mutato anche il rapporto tra gli attori della vita sociale ed il popolo sta mutando. Il sociale è opportunamente rimpolpato dalle nuove leve generazionali che stanno sostituendo la vecchia guardia cambiandola ineluttabilmente. È avvenuta una vera e propria rivoluzione incruenta. Oggi è possibile con “Skype” collegarsi con l’isola di Mauritius piuttosto che con Boston (USA) in diretta ed è possibile parlare in video con chi è seduto dall’altra parte del mondo, trasferire fondi o ricevere pagamenti a vista, firmare un contratto o recitare congiuntamente con l’interlocutore un copione, assistere in diretta a qualunque evento trasmesso dai media e che sta avvenendo all’altro capo del mondo (Sport, Concerti, eventi ed avvenimenti etc.).
Mi capita di vedere in televisione in occasione di qualche telegiornale la sala del parlamento, mentre l’Onorevole “X” sta parlando, vedo chiaramente uno o più signori seduti sotto lo scanno della Presidenza che battono i tasti di una macchina (simile ad un pianoforte) secondo un sistema di “Stenografia meccanizzata” che sta registrando le parole dell’intervento. A parte la specializzazione dell’addetto e del costo esorbitante che tale personaggio rappresenta sul groppone del cittadino, della quantità degli addetti a questo mestiere e dell’enorme tempo necessario a compiere la registrazione; mi sorprende come con i mezzi che il mondo adopera noi ancora registriamo i discorsi su carta su base interpretativa di un addetto alla funzione il cui testo “diventa Legge” anche se le parole dette in diretta siano diverse. Senza poter cogliere le sfumature di un discorso che spesso è più importante della grammatica utilizzata. Oggi questo è intollerabile e mostruosamente costoso. Pensare che tutta l’attività svolta in Parlamento, per esempio in un mese, è registrabile su una “RAM” (acronimo di Random Access Memory ovvero memoria di accesso casuale) grande come un pacchetto di sigarette e trasferibile alla bisogna in tutto il mondo in frazione di secondi, inalienabile e consultabile tutte le volte che si vuole; mi rattrista. Esistono sistemi che trasferiscono i discorsi verbali automaticamente su carta alla bisogna. Si detta al microfono una lettera o un atto notarile e il computer stampa il documento (non occorre scrivere). Mille esempi di questi si possono fare per dimostrare l’arretratezza dell’impianto Statale rispetto alla modernità che avanza a grandi passi. Penso ai Commissariati ai Posti di vigilanza, ai tribunali, agli uffici comunali etc.
Viviamo con gli “Iter” e principi costituzionali che derivano dalla nostra meravigliosa Costituzione dei grandi “Padri Fondatori” ma che tra poco avrà cent’anni di anzianità. È stata magistralmente concepita al tempo in cui ci si muoveva con i cavalli e le carrozze e che logicamente richiede degli aggiornamenti che la Politica oggi non riesce a produrre in maniera autonoma. Sono cinquant’anni che i Governi che si succedono non riescono a generare in Parlamento un testo approvato. Gli sforzi di alcuni vengono vanificati da altri attraverso Referendum, ricorsi al TAR, Consiglio di Stato, Cassazione, Corte Costituzionale, Italia Nostra, Fai e mille altri Enti e Partiti vari. I contrasti vengono da tutte le parti perché ognuno non vuole che l’altro passi alla storia come l’eroe che è riuscito a cambiare la Costituzione. Purtroppo oggi la Politica viene da tutti intesa non come “L’arte nobile dell’agire per conto del popolo e nel suo interesse”, ma bensì come “l’obbligo di non far fare quello che il Governo in carica vuol fare” e sistematicamente “Fare di tutto per mandarlo a casa”. Una volta poi che l’oppositore viene rieletto al Governo fa di tutto perché non si approvi nulla ed agisce come un crociato che abbia il compito di mandare a casa l’avversario politico al Governo.
Ma, dico io: “Al popolo chi ci pensa e quando?” Ecco che chi può si ammoderna in contatto con il mondo esterno e chi è costretto a seguire il carrozzone pubblico arretra ogni giorno di un passo rispetto al mondo che lo circonda. Intanto il lavoro manca, i giovani scalpitano e non trovando impiego vanno all’estero e dal mondo dei continenti in guerre fratricide e interne esondano poveri derelitti desiderosi di assaporare la libertà e la dignità del mondo occidentale ed a rischio di morte vengono nella nostra Italia per invadere anche l’Europa. Gli industriali o coloro che dispongono di mezzi, non investono in una nazione arretrata perché senza certezza di Giustizia e di pena dopo sentenza e per le regole obsolete e ridondanti di orpelli burocratici e incomprensibili (per fare una semplice dichiarazione di redditi occorre lo specialista e non si sa mai se essa si fiscalmente corretta oppure impugnabile) o con l’attesa di anni ed anni per avere una sentenza civile in un contrasto, “Non investono o vanno via”.
Il rapporto sindacale e la Giustizia del lavoro andavano bene 50 anni fa. Oggi in clima di crisi generalizzata con la disoccupazione alle stelle, con la crisi bancaria e finanziaria (per cui mancano finanziamenti e liquidità), con lo Stato che non fa più da decenni opere di infrastruttura e investimenti; non va più bene. Il popolo chiede un adattamento alla realtà del mondo che cambia. La risposta del sociale è fatta di scioperi e richieste di diritti impossibili da mantenere quando le aziende che non guadagnano chiudono e gli industriali vanno via (Marchionne e Fiat docet). Va rimarcato che gli Enti e le società parastatali che non fanno reddito sono inesorabilmente destinate al fallimento. Il lavoro nero, il caporalato in campagna, l’aumento della delinquenza (purtroppo chi ha fame si procura da mangiare con ogni mezzo) tolgono la possibilità di operare in un mondo che non ha regole e chi opera in correttezza è sovrastato da chi fa illecita concorrenza perché non paga i contributi, si avvale di clandestini, non fa le dovute dichiarazioni fiscali etc. Per non parlare di Camorra, Ndrangheta e Mafia che oltre alla corruzione intimidiscono le istituzioni ed il povero cittadino.
Ora è tempo di parlare di rilancio del lavoro e della produzione; ci sono mille proposte legislative per rilanciare questi temi, si sentono mille illustri politici, giuslavoristi, improvvisati datori di lavoro, professori universitari di grido, specialisti delle consulenze, etc. parlare di ipotesi di rilancio e tecniche di assunzione sofisticate (voucher docet) per aumentare i posti di lavoro. Ognuno ha una formula risolutiva, il Governo pasticcia, mille leggine e decretucci invadono i Media e norme attuative si alternano ma la crisi rimane, la disoccupazione aumenta, il PIL non cresce e rimane strisciante e generalizzato il malumore che alimenta il Populismo di coloro che sulla crisi ci vanno a “Surf” come 5 stelle e Lega Nord ed altri.
L’accrescimento dei posti di lavoro li dà sia lo Stato che, per la maggior parte, il Sistema Privato. Lo Stato impegnando il denaro dei contribuenti il Privato il proprio. I posti di lavoro dello Stato sono quasi sempre un aggravio di Tasse sul povero contribuente; mentre i posti di lavoro privati sono la vera ricchezza per tutti. Infatti i fatturati accrescono il PIL, creano un giro di affari diretto ed indiretto, pagando le contribuzioni pubbliche (Inps, Inail etc.) aumentano gli investimenti ed i servizi (trasporti, sociali, etc.) e danno lavoro.
Ogni iniziativa del Governo quindi deve essere, secondo il mio modestissimo parere, orientata a sviluppare in prevalenza il settore privato. Si ma come? Togliendo lacci e lacciuoli, complicazioni burocratiche ed intralci a chi vuole intraprendere agevolandogli il credito bancario, le infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti etc.) ed il regime di tassazione (l’italiano è tra i più alti d’Europa) ovviamente semplificando la burocrazia, creando il dialogo col sindacato e non l’urto (sia il Sindacato che il Padronato hanno lo stesso obiettivo: “La salute economica della Azienda”). Non esisterà mai un buon imprenditore che faccia a meno di una sua maestranza qualificata, se ne ha di bisogno se la coccolerà sempre. Va tenuto conto che le società private che operano in Italia si misurano in milioni di entità numerica ed anche un assunto per cadauna società forma milioni di assunzioni.
Se io Stato incasso dall’Erario 100 Euro (a titolo rappresentativo) e spendo più di 100, non avrò mai possibilità di investire. Dato che è quasi impossibile incassare di più (aumento delle tasse) non rimane che spendere meno. Bisogna abbattere costi, migliorare la qualità dei servizi al cittadino, eliminare le ridondanze, ottimizzare la spesa cercando recuperi e qualità migliori del personale dipendente (valutare il merito e non l’appartenenza), togliere le scorie come Enti e società inutili o assistenze parassitarie. Questa mi sembra possa essere l’unica strada percorribile. Ogni recupero proveniente da questi atteggiamenti dello Stato deve trasformarsi in opere ed investimenti. Bisogna cambiare il sistema degli appalti modificando il criterio della miglior offerta a ribasso e valutando l’offerta migliore per l’amministrazione dello Stato (l’offerta più bassa agevola chi non paga le tasse, chi fa lavoro nero e che intrallazza e fa sleale concorrenza trovando ogni espediente per poi non rimettere, anche corrompendo).
Ad esempio se una opera pubblica (Es. un ospedale) che comporta un investimento di 100 Euro diventa Appalto per terzi, rientrerà allo Stato una somma enorme (forse intorno al settanta per cento dell’investito) in forme varie:
-Contribuzioni previdenziali ed assicurative sul personale direttamente o indirettamente coinvolto con l’opera da costruire;
-IVA sugli acquisti e sulle vendite;
-Trasporti (autostrade, bolli, carburanti etc.);
-Affitti, Consulenti, istruttori, medici;
-Materie Prime (acciaio, legno, materiale elettrico etc. su cui grava iIVA e trasporto che in parte tornano allo stato-guadagni=reddito=tasse);
-Combustibili per forni ed altro ancora (accise e tasse).
-Salari e stipendi che diventano spese delle famiglie con incremento di produzione e consumi per tutti.
E’ ovvio che aumentando il Pil nazionale scende il peso percentuale del debito pubblico migliorando i rapporti internazionali sulla valuta, sui valori delle quotazioni con benessere per tutti.
In buona sostanza si dovrà cambiare obiettivo primario dei legislatori spostandolo sulla “Creazione di Commesse” per gli imprenditori pubblici e privati, italiani o stranieri che operano in Italia o italiani che operano all’estero. Non va dimenticato che l’Italia ha Ambasciate e Consolati in tutto il mondo che, tra gli altri compiti nobilissimi ed importanti, devono avere come umile obiettivo quello di promuovere, agevolare ed assistere le imprese italiane ed i loro prodotti nel paese estero. Le esportazioni dei nostri prodotti è il toccasana per le nostre industrie e per l’ “Italian Style”.
Il cambiamento avvenuto in tutti noi e nelle nostre abitudini, non è avvenuto purtroppo nella burocrazia dello Stato che ha mantenuto procedure barocche ed obsolete che vanno smantellate ed in parte sostituite da sistemi moderni rapidi ed efficaci. Penso ai tribunali (sistemi di registrazione, di archivio, di scritture etc.), agli ospedali, ad alcune strutture civili e militari inutili, alle Provincie (che vanno eliminate per davvero), alle società partecipate dei comuni (ricettacolo di ex politici trombati e amici di amici), Ministeri e strutture ministeriali (auto blu, portaborse, galoppini, consulenti, custodi museali, forestali, lavori socialmente utili, etc.), falsi Istituti di formazione (stipendi per ex sindacalisti inesperti e corrotti), Cnel (doppione delle commissioni parlamentari), Centri sociali che di sociale non hanno niente e che sono abili formatori di manifestazioni violente, volontariato che non è volontariato ma assistenzialismo e basta (senza nulla togliere agli eroi messi in campo nelle disgrazie recenti-terremoti ed alluvioni) etc. etc.
Io parlerei volontariamente di questo piuttosto che di chi sarà il segretario del PD o di Berlusconi si o Berlusconi no, di Emiliano se vincerà o no le primarie del PD, se il padre di Renzi sarà implicato o no nel Roma-Capitale, se Fini farà la fine del sorcio o tornerà in politica, Se Alfano farà il suo nuovo partito etc…etc… etc… che non finisce mai.
Oggi i nostri giovani non guardano più la televisione tradizionale e non leggono i giornali. I più evoluti si informano sul WEB e seguono i Network internazionali, leggono direttamente ciò che ha detto Trump o Putin, parlano l’inglese, fanno i corsi Master a Londra e girano il mondo. Se non ci accorgeremo del baratro che abbiamo davanti li perderemo ed a noi rimarranno soltanto una pletora di disperati (disoccupati, figli della Fornero, uomini incapaci di adoperare il cellulare), di extra comunitari da ambientalizzare e vecchi….tanti vecchi.


Antonio Moretta
(08.03.2017)

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