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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Racconto
 
Notizie Presenti:
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Intervista a Lidia Fera, che presenta ai lettori il libro "Custodire un popolo" ( Aletti Editore )

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Custodire un popolo”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Lidia Fera - “Custodire un popolo”, un inizio, una frase che “dice” un’azione, che insignisce di un’investitura, nel caso del mio libro. Ma ritengo che possa essere anche inteso come l’attribuzione di una missione che chiunque deve, chi per un verso chi per l’altro, ognuno per un aspetto della propria vita, compiere, realizzare o talvolta eseguire. Questo racconto vuole essere una metafora, attraverso la quale si disputano le battaglie fra i vari elementi che caratterizzano il nostro “stare al mondo”. Un sottile confine tra fantasia e realtà. Questo stesso limite, si presta ad uno sconfinamento, pericoloso ma necessario, per riportare la realtà con i piedi per terra. Argomento ricorrente è la capacità di cui tutti disponiamo per distinguere il bene dal male, e la volontà di scegliere in un senso o nell’altro. Fondamentali sono le argomentazioni sulla lotta che si ripete nei secoli, e anche sulla forma che può assumere il genio che ci guida. Può divenire forma del bene o del male, saggia e riflessiva, soave e diretta. Lesiva ed autodistruttiva, demoniaca e tossica. Comprese le conseguenze che tutto questo comporta. Tutto, anzi talvolta non proprio tutto ma tanto, dipende dalle azioni che decidiamo di compiere nei nostri confronti oppure verso i confronti degli altri. Un fatto è però certo e costante: qualcuno contrasta sempre qualcun altro. C’è sempre un’ombra su cui si fa luce.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Lidia Fera - Tra le righe di questo scritto, la realtà ha inciso sulla scrittura. Un esempio sono le seguenti righe: “…da sotto la sabbia di cui era formato il deserto… figure si levarono…” è precisamente come, nella realtà, ostacoli e percorsi minati inaspettati, si palesano così, un mattino, o un pomeriggio, oppure una serata, in modo del tutto inatteso. Dell’immenso cielo che si trova sopra le teste di questi esseri, che sono i protagonisti del libro, solo una parte si oscura. Esattamente come quando quella parte del cielo che si trova sulle nostre teste, per noi, diventa buia. Quando le cose, che sono più logiche e più naturali, risultano impossibili.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Lidia Fera - La scrittura è da sempre ciò che rimane del passato, è il testimone della storia, che parla dal passato e del passato, può rispondere a qualsiasi domanda. Inconfutabile dogma. Scrivendo e leggendo, nulla viene dimenticato. È proprio questo che spero si possa salvare e custodire dall’oblio del tempo. La testimonianza che le battaglie di qualsiasi genere si sono sempre disputate, anche tra fantasia e realtà. Io ritengo che la conoscenza fa, ed ha sempre fatto, la differenza. Le parole sono vane, facendo eccezione per quelle scritte.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “Custodire un popolo”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Lidia Fera - Dal mio punto di vista, descrivere una storia, la storia, raccontata degli episodi di tante esistenze, è il modo giusto per non tralasciare nulla di nessuno. La vicenda narrata nel libro parla di diversi personaggi e di tutto ciò che a loro si riferisce direttamente, ma anche in maniera più allargata, cioè che riguarda la loro comune esistenza. Io mi rappresento questa stessa vicenda, come un puzzle composto da molte tessere, e senza di una o con una in più non avrebbe l’aspetto giusto.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Lidia Fera - Diversi sono gli autori da cui ho imparato molto, per esempio: Pirandello, Umberto Eco, Shakespeare con tutte le sue fantastiche opere, San Francesco d’Assisi e la spiritualità dei suoi scritti. Non solo, ma altri da cui ho appreso l’importanza della scrittura: non posso non citare Dante Alighieri, il padre della lingua italiana, ed ancora Omero e Virgilio, la cui epica arte di narrare rimarrà immortale.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Lidia Fera - Altre discipline artistiche, per me, di carattere formativo sono senz’altro la pittura, la musica e la scultura. Tradurre in opere ciò che si vede e si sente è un particolare stato, dal quale chiunque si può soltanto arricchire, anche se non materialmente, ma intellettualmente ed anche spiritualmente. Guardare, osservare e studiare un’opera d’arte è il modo migliore per vedere. I paesaggi di Monet, Van Gogh ed il periodo blu. March Chagall e la sua arte riportata sulle vetrate. La musica in generale, le canzoni di Mango e di Ligabue. Un’opera su tutte ricavate dalla pietra mi ha sempre fatto pensare sulle meraviglie dell’arte, il Cristo velato di Giuseppe Sammartino di cui non riuscirei mai a descriverne la minima parte, perché si può solamente vederla per capirne la meraviglia. Senza tralasciare il cinema, con le avventure de "I pirati dei Caraibi", oppure i film come "Il codice da Vinci". La televisione, soprattutto i documentari. Una particolare nota per la comicità, e la commedia dell’arte interpretata dal principe Antonio de Curtis, la cui maschera, in palcoscenico sulla miseria e sulla nobiltà, ha interpretato una commedia. Nella vita l’uomo, la miseria l’ha vissuta, e la nobiltà l’ha dimostrata.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Lidia Fera - Un altro genere letterario che mi piace è il giallo, del genere scritto da George Simenon, e quello con protagonista l’enigmatico Sherlock Holmes di sir Conan Doyle, quello raccontato da Agatha Christies e dai casi di Hercule Poirot, di cui seguo anche la serie televisiva. I particolari intessuti nelle trame, che fanno la differenza, alla fine della storia hanno dell’incredibile. Passano quasi sempre inosservati, ma risultano decisivi. Il genere giallo e poliziesco di Camilleri, con le intricate trame ambientate fra il mare e la terra. Non posso tralasciare il genere avventuroso e fantascientifico di Jules Verne, con le incredibili ambientazioni di "Ventimila leghe sotto i mari". Dumas e tutte le vicende da lui narrate, che si svolgono in periodi storici così lontani. Il genere umoristico e caricaturale di Giovannino Guareschi, quanti altri non saprei.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Lidia Fera - L’importante è leggere, non ho preferenze tra biblioteche o librerie virtuali o reali. Anche se quelle tradizionali sono un posto dall’atmosfera particolare, dove bisogna recarsi e trovare il tempo appositamente per farlo, mentre quelle virtuali sono “troppo comode”, ma sono contenta che ci siano. L’idea di trovare anche in rete libri di ogni genere, in qualsiasi momento e dovunque ci troviamo potrebbe rivelarsi utile.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Lidia Fera - Durante la stesura di questo libro, la scrittura è stato il mezzo per realizzare tutto ciò che mi passava per la mente. Come per tutti i miei scritti, è sempre stato così. Scrivere mi ha permesso di creare ambienti, di narrare avventure, ideare protagonisti di varie vicende, e qualsiasi genere di storia, o trama o colpo di scena. In questo caso mi ha permesso di dare forma ad un mondo a parte, senza gli orologi, popolato da esseri particolari che si permettono il lusso di non tenere conto del tempo.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Custodire un popolo” se non lo avesse scritto.

Lidia Fera - Io da lettrice, comprerei questo libro scritto da una sconosciuta, in primo luogo perché il genere mi piace, e poi perché sarei incuriosita oltre che dal titolo, anche dalla copertina che ritengo quasi un’anticipazione del contenuto.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Lidia Fera - Questo libro è il primo edito, ho diversi scritti, ma collocati in stato di “ibernazione”. Anticipazioni non saprei, sono diversi uno dall’altro anche se sempre e del tutto inventati, che trattano di storie di personaggi diversi, ambientati in paesi diversi, anche periodi storici lontani, non solo contemporanei. Spero però che questi scritti non rimangano sempre nello stato di “ibernazione”.

Collana Gli Emersi - Narrativa
Euro 12,00
ISBN 978-88-591-3904-1

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