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Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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Intervista all'autrice Eugenia Berti Lindblad, che presenta il libro di poesia “ORTOGONALI I" - Aletti Editore

di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “ORTOGONALI I”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Eugenia Berti Lindblad - Il titolo è ispirato a Cartesio. La poesia è geometrica, è algebrica? Per me assolutamente sì. Come? Le vite, le vicende, gli oggetti, i sentimenti s’incrociano secondo un disegno perfetto, s’intersecano seguendo regole precise ma chi le plasma, chi ne muove gli assi e chi ne decide il destino? Gli argomenti trattati in Ortogonali sono quelli classici della poesia: l’Amore, la Solitudine, la Morte, la Nostalgia, la Vecchiaia e altri più insoliti come la Fotografia, la Matematica o il Black & Noire, ossia, l’interpretazione della malvagità umana nelle sue forme più o meno gravi o, ancora, le Città che assumono sembiante umano in Poleis e che sottendono argomenti politici. Altro argomento, sviluppato nel successivo Ortogonali II, è se l’Intelligenza virtuale può evolvere in sentimento cibernetico.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Eugenia Berti Lindblad - Da bambina mi piaceva osservare tutto: la natura ma soprattutto le persone, anche coloro che sfioravano appena la mia esistenza. Fantasticavo sulle loro storie e mi affascinavano le loro vite.
Il prossimo mi era e mi è irresistibile. Prendo spunto da un dettaglio irrilevante e lo trasformo in una vicenda reale o, viceversa, assisto a un avvenimento apparentemente banale e lo tramuto in un episodio mitologico oppure rendo concreto un sogno scrivendolo in versi o, invece, racconto i versi con un film, com’è accaduto nel poetry-film Eclipse. Uso gli oggetti come materia prima pregiata per ispezionare l’animo umano e per riesumare ricordi in uno scambio introspettivo tra animato e inanimato.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Eugenia Berti Lindblad - Ho voluto semplicemente raccontare quello che vedo o che immagino, la realtà intorno a me e quella dentro di me, la società attuale reinterpretata dai miti del passato. È il mio modo di restituire ai lettori quel che ho ricevuto da loro, un circuito dove io prendo dagli altri e restituisco loro le mie emozioni e percezioni. Analizzo la sofferenza, la solitudine, la gioia, l’unicità altrui e le rendo generosamente indietro.
Ho cercato di dimostrare che oltre le sembianze dell’apparente c’è un universo da indagare, una realtà che “sembra” ma non è. Questo percorso l’ho intrapreso, inizialmente, con l’aiuto della Fotografia ma solo con la Poesia ho potuto frangere la superficie e scendere dentro, nell’intimo dei contenuti laddove essa è insostituibile.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “ORTOGONALI I”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Eugenia Berti Lindblad - Senza dubbio Ortogonali è un libro autobiografico, nel senso letterario del termine. Nelle poesie ci sono sempre io, l’attrice, l’interprete della vita degli altri, della mia, il personaggio metamorfico che ora è un animale, ora un oggetto che si anima e pensa, ora una città antropomorfica oppure un perfetto sconosciuto, un terrorista, un migrante, una mendicante e così via, in un gioco di ruoli che non ha confine. L’esperienza di scrivere è unica ma spesso dolorosa, introspettiva fino allo sfinimento, emotiva e difficile. Ortogonali I è nato nel buio Scandinavo, in un Paese introverso, intimista, per un certo verso asettico e anaffettivo ma, come dire, civile e quindi tecnologico, moderno. In questo buio metaforico, è maturata la mia esperienza di donna cosmopolita, conoscitrice di lingue diverse tra loro, di culture spesso antagoniste ed è iniziato il mio viaggio senza confini.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Eugenia Berti Lindblad - Come già detto lo spunto iniziale l’ho trovato nel grande Cartesio e non solo perché morì a Stoccolma, dove abito. Si potrebbe pensare: che c’entra? C’entra insieme ad innumerevoli altri personaggi che hanno accompagnato non solo le notti insonni degli ultimi anni ma tutta la mia esistenza. La lista è lunghissima ma posso provare con alcuni esempi di autori tanto diversi tra loro quanto determinanti nella mia formazione, eroi e eroine della mitologia greca e scandinava, poetesse giapponesi come Shikibu Murasaki, scrittori dell’antica Persia, filosofi contemporanei come lo sloveno Slavoj Žižek e del passato come Walter Benjamin, Susan Sontag o lo scrittore e critico d’arte John Berger scomparso a gennaio 2017 , scrittori classici e moderni e tra loro assolutamente diversi Dante al primo posto e Boccaccio, Marguerite Yourcenar, Herman Hesse oppure Honoré de Balzac, Emile Zola, Yevgeny Ivanovich Zamyatin, Aldous Huxley, Gabriel Garcia Marquez, Giuseppe Tomasi di Lamapedusa, Thomas Mann, Orhan Pamuk, Primo Levi, Azar Nafisi, Yasmina Khadra, David Grossmann e poi i miei pilastri Quasimodo e Montale, quest’ultimo non solo nella poetica ma soprattutto nelle prose e poi ovviamente Samuel Taylor Coleridge, William Wordsworth, Thomas De Quincey. Infine, il teatro classico.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Eugenia Berti Lindblad - La Fotografia in primo luogo seguita dal cinema e dall’architettura, hanno senza dubbio avuto e hanno un’influenza profonda sulla mia poesia. Riguardo agli artisti la lista è anche in questo caso troppo lunga. Nella fotografia la Arbus e la Woodmann hanno ispirato la mia poesia NYC e sulle loro tracce ho scritto a New York un breve articolo nel giorno dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Eugenia Berti Lindblad - Normalmente distinguo tra letteratura e lettura. Alla prima mi dedico per passione, alla seconda solo per rilassarmi o per prendere sonno. Alla prima associo la saggistica in generale, i romanzi storici, tutti i classici e la filosofia contemporanea e non, mentre alla seconda i gialli scandinavi, i romanzi contemporanei sia italiani (tipo Elena Ferrante) che stranieri. Mi piacciono anche le raccolte di racconti brevi e di recente mi sono appassionata agli scrittori del secolo scorso che hanno trattato il tema delle società distopiche.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Eugenia Berti Lindblad - Amo “possedere” i libri perché una volta letti diventano parte di me, motivo per cui detesto prenderli in prestito e soprattutto darli in prestito. Il digitale lo uso solo per leggere libri in altre lingue, soprattutto in inglese e svedese perché ho la possibilità di avere la traduzione immediata della parola sconosciuta sul Kindle. Mi piace la sensazione tattile della carta e non solo quella dei libri ma anche delle fotografie. Sono una nostalgica del rettangolo lucido delle vecchie immagini e per questo motivo ho scritto un intero Manifesto contro l’overdose del digitale.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro?

Eugenia Berti Lindblad - Un rapporto che definirei “salvifico”, senza la scrittura sarei rimasta senza identità, tema anche questo trattato nelle poesie.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “ORTOGONALI I” se non lo avesse scritto.

Eugenia Berti Lindblad - Per curiosità.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Eugenia Berti Lindblad - Ortogonali I è solo la punta di un iceberg. È una selezione di poesie tratte da una vasta produzione divisa in nove capitoli Esordio, Intrappolati, Segmenti haiku, Amore, Black & Noire, Solitudine, Poleis, Epilogo e Giustapposizioni. Dopo aver sperimentato la poesia giapponese haiku che tanto si avvicina alla fotografia, ho scritto un racconto breve con lo stile del cut up di William Seward Burroughs e di Brion Gysin e attualmente sto perfezionando tre raccolte brevi dal titolo Allegorie dell’anima, I cacciatori di miele, Qua parlano le pietre.

Collana Gli Emersi - Poesia
pp.72 €12.00
ISBN 978-88-591-3821-1
Il libro è disponibile anche in versione e-book

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