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Edizione Straordinaria
per le celebrazioni del 60° Anniversario dell'assegnazione
del Premio Nobel per la Letteratura.

V Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo

Scadenza prorogata e definitiva al 30 Settembre 2019
 


VII Concorso Letterario CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL

Al vincitore una borsa di studio del valore di euro 3.500



Scadenza
21 ottobre 2019


 
Info sull'Opera
Autore:
Rassegna Stampa
Tipo:
Poesia
 
Notizie Presenti:
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“La Stanza della Luce” ( Aletti Editore ) di Isabella Horn è finalista al Premio Città di Taranto.

di Rassegna Stampa

“La Stanza della Luce” (Aletti Editore) di Isabella Horn è finalista al Premio Città di Taranto.

Dalla quarta di copertina:
Giungere nella Stanza della Luce significa penetrare un luogo dell’anima, una dimensione individuale e cosmica insieme, che si cela inconscia nell’interiorità dell’uomo, mentre trova la propria epifania nel ripetersi ininterrotto dei cicli della natura: qui, dietro il continuo fluire dell’apparenza, si rivela l’essenza stessa delle cose. ‘‘Luce antica dono del drago’’ è la luce primordiale della purezza e della rinascita, è l'accesso alla sapienza originaria, possibile solo attraverso un processo paziente e lento di trasformazione: dall’impermanente, di cui fanno parte il dolore come la gioia, al permanente; dalla caducità delle esperienze vissute al ‘‘canto antico e infinito’’ che rivela l’‘‘arcano’’. È la comprensione del dolore come ‘‘passaggio per…’’ che porta alla luce; è il dolore ‘‘la ferita’’ che dona la veggenza, purché le forze originarie dell’inconscio riescano a sprigionarsi intatte nella magia della danza, nella musica, nella poesia, per esprimere liberamente la propria purezza primigenia. Solo allora può aprirsi improvvisamente quel varco che va oltre la volubilità dell’impermanenza e coglie il senso stesso dell’essere e della vita: il sorriso della maschera di Buddha, ‘‘da nulla più scalfito’’. Cifra stilistica del testo è la musicalità cantilenante, a volte ossessiva, che riproduce la danza, il sortilegio, le forze oscure evocate dal mago, perché attraverso il processo si compia la ‘‘visione magica’’ e ‘‘dal millenario errare,/ desertico, pietroso,/ zampilli l’eterna visione/ dell’acqua della vita’’. (Cristina Morandi)

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